Rivoluzione Instagram: cambiamenti attesi e meno attesi...

Aria di cambiamenti rivoluzionari in casa Instagram: nei prossimi giorni, il social potrebbe ospitare una serie di modifiche riguardanti non solo la visualizzazione e le modalità di pubblicazione dei video, ma anche il numero e le caratteristiche dei post inseriti nel feed di notizie di ciascun utente. Cosa significa? Significa che Instagram potrebbe smettere di utilizzare un ordine cronologico, per mettere in evidenza i post ritenuti più interessanti per ogni utente. Come? Analizzando le preferenze espresse da ogni profilo e raccogliendo nella parte alta del feed tutte quelle foto o i video pubblicati da utenti che hanno una maggiore probabilità di interesse, un rapporto diretto oppure una maggiore tempestività dei post. Tutto ciò si dovrebbe tradurre con una visualizzazione dei contenuti molto più simile a Facebook e Twitter (“Mentre tu non c’eri…”), capace di premiare profili con cui interagiamo molto o che sono particolarmente popolari, a discapito di utenti magari meno conosciuti, ma che pubblicano comunque foto e video interessanti. Naturalmente, la reazione del pubblico non si è fatta attendere troppo: Charge.org sta attualmente ospitando una petizione da oltre 300mila firme, caratterizzata dal tag #keepinstagramchronological. La petizione, pubblicata dall’australiana Sarah Heard, sottolinea come il diritto di scegliere cosa guardare dovrebbe essere riservato agli utenti e come, in effetti, il nuovo algoritmo rischi di penalizzare seriamente aziende piccole e grandi che utilizzano sempre più questo mezzo per farsi conoscere da un pubblico giovane. Ma non basta: sono moltissimi i designers, i fotografi, gli artisti che da ogni parte del mondo cercano di farsi conoscere pubblicando i propri lavori… cosa potrebbero fare se l’algoritmo li penalizzasse gravemente? Fra le tante voci che si sono alzate contro il cambiamento di Instagram, hanno particolare peso anche quelle di tantissime star che negli scorsi giorni si sono attivate per...

Promuovere la propria attività: scopri come...

Per un’ impresa appena nata,  piccola o media che sia, sarà difficile o quasi impossibile avere già una grande clientela. Ovviamente ci vuole un po’ di tempo per farsi conoscere, promuovere gli eventuali prodotti o servizi offerti e fidelizzare il pubblico. Ma quali sono le cose che si possono fare inizialmente per attirare clientela e portare in auge la propria attività? Pochi piccoli passi da fare subito, tra comunicazione online e offline, vi aiuteranno nell’impresa di farvi conoscere nel vostro settore di riferimento! Creare un logo: si tratta sicuramente della prima cosa a cui pensare, è necessario sceglierlo e studiarlo bene perché sarà l’immagine e l’identità dell’azienda. In genere è costituito da un elemento grafico, accompagnato dal nome e spesso da una sorta di slogan impattante che rimanga impresso nella mente dei clienti. Lo userete poi non solo  eventuali insegne, ad esempio se si tratta di un negozio, ma anche per tutto ciò che riguarda la comunicazione integrata: biglietti da visita, brochure, buste e quant’altro. Fare conoscenze: per promuovere un business, conoscere i professionisti del vostro stesso settore e non, magari anche i vostri concorrenti, è un fattore fondamentale. Potrete infatti chiedere delle referenze, creare una partnership per varie collaborazioni anche in ambiti diversi dal solito. E ricordate che il passaparola è ancora un ottimo veicolo per pubblicizzarsi. Chi si è affidato a voi una volta, trovandosi bene, sarà più portato a raccomandare i vostri servizi ad amici e conoscenti. Sito web: affidarsi ad un’agenzia, come ElaMedia Group, che si occupa della realizzazione di siti web a Roma o nella città in cui vi trovate, è fondamentale! Un sito vetrina che studiato sulle vostre specifiche esigenze ed in linea con il vostro business, sarà il miglior biglietto da visita per catturare il pubblico del web. Non...

Whatismymovie.com: i motore di ricerca per film!...

La startup finlandese Valossa, specializzata nel campo dell’intelligenza artificiale, ha dato vita ad un nuovo motore di ricerca descrittivo, che risponde alle preghiere di tantissimi appassionati di cinema! Si tratta di Whatismymovie.com, un portale grazie al quale cercare pellicole di cui non ricordiamo il titolo attraverso frasi lunghe o comandi vocali. Si può scrivere di tutto, anche se rigorosamente in inglese (per ora il progetto è monolingua): da “film con Sean Connery” a “film in cui Samuel L. Jackson uccide qualcuno”, fino a frasi come “Michael Douglas fa i banchiere”. Basta ricordarsi un particolare e il motore di ricerca risponderà con tutti i titoli che meglio si adattano alle parole chiave, mostrando una serie di schede complete di locandina e breve descrizione: a questo punto, è possibile indicare se la corrispondenza va bene o meno, oppure scegliere “more like this” per consultare una lista di pellicole dello stesso genere ricercato. Ogni scheda contiene anche il comando “watch now!”, che rimanda ad Amazon. I risultati sono, di solito, ordinati per pertinenza e includono anche film che hanno nel titolo una delle parole ricercate o nel cast un attore in comune: se i film non dovessero, però, risolvere il dubbio, è possibile passare ad una ricerca per titolo, attore e regista, oppure approfittare di una ricerca tradizionale! Il progetto è in fase di crescita e sviluppo ed il perfezionamento passerà anche e soprattutto attraverso i feedback degli utenti: sicuramente, con l’andare del tempo, Whatismymovie.com diventerà uno strumento essenziale per gli appassionati di cinema un po’...

La scelta del PC

Da quando nel 1957 l’Olivetti presentò al mondo l’Elea 9007, uno fra i primissimi antenati di quello che oggi conosciamo come PC, i computer hanno raggiunto sempre più velocemente le case di tutti gli italiani e quelle di tutti i paesi più industrializzati. Con la velocità di un virus si diffuse la moda del PC e ben presto iniziò a diventare una necessità per moltissime persone. Negli anni poi le dimensioni, i componenti e i prezzi sono variati così tanto e cosi velocemente che ormai guardando un computer del decennio passato non si ha nemmeno più l’impressione che esso sia effettivamente un computer al pari di quello che probabilmente abbiamo in casa. Ad ognuno il suo Una delle peculiarità più importanti dei PC nel 2016, è la loro grandissima versatilità. Per ogni tipologia di utente e di utilizzo esiste una specifica fascia di prezzo e di componenti adatti alle proprie necessità. Le varie fasce possono essere distinte in base al prezzo, o in base al tipo di utilizzo a cui sono destinate. In ordine di prezzo esistono, ad esempio, delle configurazioni low cost, budget, medium, e top. Tuttavia è molto più utile la classificazione dei PC per il tipo di utilizzo al quale vengono destinati, esistono ad esempio i computer da ufficio, computer per grafici, computer per calcoli, e computer per gaming. Computer da Ufficio Questo è il tipo di PC più economico della lista, è destinato semplicemente alla navigazione web e all’invio di mail, o al massimo alla compilazione di documenti e file excel. I punti di forza di questo tipo di configurazione devono essere CPU e RAM, ma dei componenti di fascia bassa relativamente recenti saranno più che sufficienti per il carico di lavoro previsto per questo PC. Computer da Gaming Per...

Le citazioni di The Hateful Eight...

Che Tarantino sia un appassionato di cinema e che si diverta a citare i suoi film preferiti all’interno delle proprie pellicole non è una novità: il regista statunitense è solito dare molti consigli cinematografici, anche inusuali, ed è facilissimo trovare riferimenti particolari all’interno di praticamente tutte le sue opere. Non fa eccezione nemmeno l’ultimo nato, The Hateful Eight, che sembra essere una vera e propria miniera d’oro per chi ama scovare richiami fra pellicole, sia per quanto riguarda le tecniche di ripresa, che i dialoghi e le caratterizzazioni dei personaggi principali: l’utente di Vimeo Ollie Paxton si è impegnato a realizzare un bellissimo video, dove porta alla luce ogni citazione, rivelando uno stretto legame non solo con alcuni film del passato di Tarantino, ma anche con alcuni grandi nome della cinematografia mondiale. Qualche esempio? I titoli di testa sembrano richiamare direttamente pellicole come Il buono, il brutto, il cattivo ed I Magnifici Sette: la stessa cosa si può dire di tante inquadrature e del personaggio interpretato da Samuel L. Jackson, il Maggiore Marquis Warren, che tanto assomiglia al Sentenza del mitico Lee Van Cleef (lo stesso Warren cita e ricita un altro personaggio di Jackson, cioè lo Stephen di Django Unchained). Stesso discorso per il personaggio di Tim Roth, Oswaldo Mobray, che a tratti richiama il Mr. Orange de Le Iene, sempre interpretato da Roth e per il personaggio di Kurt Russell, John Ruth, che, invece, fa l’occhiolino ad un’altra pellicola interpretata anni fa da Russell, cioè La Cosa di John Carpenter. Altri  film citati più o meno evidentemente sono Lawrence d’Arabia, Ombre Rosse, L’ultima casa a sinistra, Il grande silenzio e Bastardi Senza Gloria. Insomma, anche per l’ultima impresa di Quentin Tarantino sembra assolutamente necessario fare attenzione anche al più piccolo particolare: The...

8 marzo: il corpo delle donne Mar07

8 marzo: il corpo delle donne...

Alla vigilia della Festa della Donna sembra giusto tornare su un argomento mai davvero superato, di cui si parla e su cui si ragiona spesso e volentieri, pur assistendo ad una generale mancanza di azione: cioè, come viene usato e percepito il corpo delle donne nella televisione, in pubblicità, nella vita di tutti i giorni, anche nel 2016. Nel 2009, la scrittrice Lorella Zanardo ha realizzato, con Cesare Cantù e Marco Malfi Chindemi, un bel documentario, intitolato proprio così, “Il corpo delle donne”: nei poco più di 20 minuti di video, la Zanardo ragiona sull’utilizzo del corpo femminile e delle disparità che ancora oggi esistono fra uomini e donne. Prendendo ad esempio il sempre maggior numero di conduttrici iper rifatte e la presenza di ospiti e vallette relegate a ruolo decorativo, nel corso del documentario, viene indagata la cultura prevalente, una cultura che obbliga le donne a modificare il proprio viso, rinunciando alla propria unicità a favore di un canone estetico preciso, che costringe ogni ragazza a guardare le altre con occhi maschili, attaccando spietatamente ipotetici difetti. Ciò non significa, però, non avere competenze o professionalità: in tv, nelle pubblicità e, quindi, nella vita di tutti i giorni, si assiste ad un vero e proprio “appiattimento”, tale per cui anche conoscenze ed abilità vengono coperte dall’estetica, mai messa in secondo piano. Rispondere ai canoni maschili e mostrare personalità significa avere potere, anche a costo di rinunciare alla vulnerabilità e a ciò che rende ogni individuo uguale solo a se stesso. Ma è davvero così? Siamo davvero arrivati al punto di dover rinunciare a ciò che amiamo, a ciò che ci rende felici ed unici per un po’ di influenza, di potere? Possibile che questa condotta rimanga immutata anche nel 2016? E come è possibile...