I film di Natale vintage da rivedere assolutamente! Nov29

I film di Natale vintage da rivedere assolutamente!...

Dopo aver parlato delle tradizioni natalizie più famose, per rafforzare ancor di più la sensazione che le feste siano alle porte, ecco la lista dei film di Natale vintage da rivedere assolutamente! Si tratta di pellicole degli anni ’40, ’50, ’60 e ’70, così belle da diventare cult: abbiamo riunito sia film che parlano esplicitamente di questa festività, sia film che in apparenza non c’entrano nulla, ma che conservano la magia tipica di questo periodo dell’anno. Ecco chi abbiamo scelto! – Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (1971): questa meravigliosa pellicola, diretta da Mel Stuart e basata sul romanzo di Roald Dahl, vede una delle più iconiche interpretazioni di Gene Wilder, vero e proprio genio della comicità e non solo. La storia è semplice, il lieto fine assicurato: dopo tante scene un po’ improbabili e coloratissime, Charlie Bucket, bimbo povero di denaro ma ricco di buoni sentimenti, riesce a sfruttare l’occasione della vita, riscattando i tanti anni di difficoltà passati da lui, dalla madre e dai simpaticissimi nonni. A dimostrazione che l’essere sinceri e semplici ripaga sempre! – Il miracolo della 34ª strada (1947): la pellicola diretta da George Seaton – ripresa per un dolcissimo remake nel 1994 – ha ottenuto ben tre statuette agli Oscar del ’48, compreso un riconoscimento per Edmund Gwenn, che nel film interpreta Kris Kringle. La storia inizia con un Babbo Natale ubriaco ed una sostituzione a sorpresa, corredata da false accuse e spionaggio aziendale… insomma, anche questa pellicola è ricca di buoni propositi e sentimenti e non tradisce chi vuole un lieto fine! – Pomi d’ottone e manici di scopa (1971): il film, un misto di animazione e live action davvero impressionante, è diretto da Robert Stevenson e vede la partecipazione di Angela Lansbury (proprio la signora...

Lo stile inizia dai capelli Nov29

Lo stile inizia dai capelli...

I capelli sono molti importanti per una donna. Potrete avere vestiti all’ultimo grido, abbinati perfettamente, accessori fantastici, delle Jimmy Choo ai piedi, ma se i vostri capelli saranno un disastro, è questa l’impressione che darete. Che abbiate i capelli corti o lunghi, ricchi, mossi o lisci, c’è sempre qualche nuova tendenza da scoprire. Vediamo le nuove tendenze per l’inverno 2016 Anche per i capelli, il tocco vintage spopola. Quest’anno il revival più apprezzato è sicuramente quello degli anni ’80: torna infatti la frangia. Sia sui capelli lunghi, dove una frangia vaporosa diventa un must per dare volume e movimento, che per i capelli rissi, con piccoli ricciolini che cadono sulla fronte. Che sopratutto sul capello corto, sempre più alla moda tra le vip come segno di bellezza. Il colore Un’altra tendenza che si afferma, oltre alle forme, è quella del colore. Il rosso, anche questa volta, sarà al centro delle attenzioni di hair stylist e clienti. Il rosso viene spesso abbinato ad una personalità eccentrica e particolare e per questo viene sempre molto richiesto. La vera moda però non ha mezze misure, dunque non parliamo di sfumature rosse o giochi di luce, tanto utilizzati ultimamente, ma un colore netto, uniforme ed acceso. Oltre al rosso sempre più prende campo il rosa, un rosa sfumato che parte dal castano, un rosa metallizzato, un rosa solo per le punte e per i giochi di colore. Un colore che, dopo una prima occhiata, smette di essere alieno e si armonizza con i visi più dolci e pieni. Le acconciatura Il mondo dei tutorial regala sempre oltre soddisfazioni, quelli in termini di estetica poi sono da sempre i migliori. Sono davvero tantissimi i canali youtube, twitter e ele pagine FB in grado di dare utilissimo consigli per realizzare...

Tradizioni natalizie: il presepe e l’albero...

Manca davvero poco all’arrivo del Natale: un mese quasi esatto ad una delle nottate più magiche dell’anno e poco più di due settimane all’attesissimo 8 dicembre, giornata designata (anche se non per tutti: a Bari è il 6, a Milano è il 7) alla preparazione di Presepe e Albero! Queste tradizioni natalizie sono estremamente diffuse, non solo in Italia, e contribuiscono a rendere questo periodo affascinante e divertente, romantico per i grandi, semplicemente favoloso per i più piccoli. Ma da dove traggono la loro origine? Il Presepe affonda le sue radici nella storia, acquisendo alcuni elementi direttamente dagli usi e costumi romani: le antiche popolazioni che vivevano nel nostro paese, infatti, facevano affidamento sui Larii, cioè gli antenati defunti che si diceva vegliassero sulla salute e la fortuna della propria famiglia. Ogni persona veniva, dopo la morte, ritratta in piccole statuette, posizionate vicino al fuoco in precisi periodi dell’anno, durante cerimonie e celebrazioni. Il Presepe per come lo conosciamo noi, cioè come rappresentazione della Natività, prende piede in Italia, durante il Medioevo, come trasformazione tridimensionale di un diffuso soggetto pittorico: la raffigurazione più antica della Nascita di Gesù si trova nelle Catacombe di Priscilla, sulla Via Salaria a Roma. A realizzare una delle prime rappresentazioni con statue, simile alla tradizione contemporanea, fu San Francesco, nel 1223: dopo aver chiesto e ottenuto il permesso del Papa, costruì il primo Presepe a Greccio, ispirandosi direttamente alla città di Betlemme, da poco visitata. Da quel momento, l’usanza ha cominciato a diffondersi con successo, arrivando a tutti i paesi cattolici. Il Presepe è caratterizzato da molti elementi fissi e simbolici: la grotta (o anche la capanna), la mangiatoia, il bue, l’asinello, i Re Magi, gli Angeli, i pastori, le pecore, Giuseppe e Maria. La statuetta del Bambin Gesù...

Tricopigmentazione effetto rasato: un’alternativa al trapianto di capelli. Nov23

Tricopigmentazione effetto rasato: un’alternativa al trapianto di capelli....

La Tricopigmentazione effetto rasato rappresenta l’alternativa non chirurgica al trapianto di capelli. Si tratta di un procedimento estetico volto a ricostruire l’effetto dei capelli rasati su aree del cuoio capelluto ormai diradate. Consiste nell’introduzione di pigmenti specifici nel derma tramite l’ausilio di macchinari dotati di aghi appositamente studiati. Il principio guida è simile a quello del tatuaggio, tuttavia le due tecniche differiscono per strumentazione e protocollo. In particolare, nella tricopigmentazione il tecnico specializzato lavora nel derma superficiale, mentre il tatuatore nel derma profondo. L’ago ha caratteristiche tali da permettere un inserimento costante e misurato di colore. Lo stesso pigmento da tricopigmentazione ha peculiarità che lo differenziano da quello da tatuaggio: il pigmento da tricopigmentazione è bio-riassorbibile e temporaneo. Il periodo di assorbimento varia a seconda di alcune caratteristiche individuali: la velocità del sistema immunitario nell’assorbire le particelle di pigmento, caratteristiche della pelle quali produzione eccessiva di sebo, abitudini del cliente, sono da annoverare tra gli elementi che portano a una variazione della durata del trattamento. In linea generale, l’assorbimento ottico avviene entro 18-24 mesi dall’esecuzione della seduta. Una volta scomparso il pigmento, il cliente potrà quindi decidere di interrompere il trattamento o di modificarne alcuni aspetti, quali ad esempio la forma o l’altezza della linea frontale. Come già indicato, la tecnica può essere utilizzata come alternativa al trapianto di capelli qualora quest’ultimo non sia possibile a causa di un’area donante insufficiente. Nei casi di alopecia androgenetica (calvizie) o dopo la rimozione di una protesi (parrucchino), tramite l’esecuzione di un trattamento con effetto rasato, il tecnico potrà ricostruire la zona calva ricreando un effetto di un capello molto corto: non vi sono limiti alla quantità dei puntini che il tecnico può eseguire. La tricopigmentazione è una tecnica innovativa ed è importantissimo affidarsi ad un professionista...

Turismo alternativo: 5 castelli infestati da visitare!...

Per tantissimi, viaggiare significa scoprire località nuove, divertirsi, immergersi in realtà ed atmosfere completamente diverse da quelle a cui sono normalmente abituati, magari sperimentando nuovi usi e costumi. Molti viaggiatori, però, scelgono le proprie destinazioni anche in base a miti e leggende, cercando luoghi misteriosi da visitare: edifici abbandonati, campi di battaglia, palazzi storici molto antichi e… castelli infestati da fantasmi! Che ci si creda oppure no, è innegabile che queste strutture siano in grado di esercitare un fortissimo fascino ed emanino un certo potere attrattivo: a volte, ci si appassiona e si decide di organizzare una gita in luoghi ritenuti spaventosi anche solo per poter smentire voci e leggende urbane! Eppure, esistono castelli che, visitati per anni e periodicamente presi di mira da esperti del paranormale e da scettici, non hanno mai perso il loro “potere”, divenendo veri e propri punti di riferimento per amanti del genere. Vediamo, quindi, 5 castelli infestati da visitare assolutamente! 5 – Il Castello di Montebello: partiamo da un edificio situato in Italia, precisamente a Montebello di Torriana, in provincia di Rimini. Il castello, antichissimo, ingloba al suo interno una torre di origine romana (III secolo) e sarebbe stato costruito durante l’Alto Medioevo: i primi documenti relativi a suoi passaggi di proprietà risalirebbero già al 1186. La costruzione, già di per sé interessante per l’importantissimo valore storico, è, però, famoso soprattutto per essere la sede della leggenda relativa ai fantasmi forse più conosciuta in Italia: la storia di Azzurrina. Secondo i racconti, la figlia di un certo Uguccione (o forse Ugolino), feudatario del castello intorno alla seconda metà del ‘300, sarebbe scomparsa dal palazzo il 21 giugno del 1375, senza mai più tornare. Le leggende cominciarono a circolare già all’epoca, arrivando fino ai giorni nostri: secondo alcuni, Guendalina,...

Referendum Costituzionale: Cosa Prevede Nov18

Referendum Costituzionale: Cosa Prevede...

Tra pochi giorni tutti gli italiani con diritto di voto dovranno esercitare il loro potere di cittadini dato l’avvicinarsi imminente del referendum costituzionale. Il 4 dicembre le urne attendono l’opinione degli italiani in merito alla riforma costituzionale proposta dal Governo Renzi e approvata dal Parlamento. Per l’entrata in vigore delle modifiche è necessaria però l’approvazione da parte del popolo, per questo motivo chiamato ad esprimersi con il voto. Quello del prossimo 4 dicembre si tratta di un referendum confermativo. Ciò significa che non ci sarà un quorum da raggiungere, ma qualunque sia il numero di cittadini che si recherà alle urne verrà approvata o non approvata la modifica alla legge costituzionale. Essendo un referendum di questo tipo e non un referendum abrogativo la legge prevede che la modifica sia approvata o meno nella sua interezza. Non è possibile esprimersi per le varie modifiche, ma solamente accettare tutte le opzioni o rifiutarle tutte. Per il referendum 4 dicembre cosa si vota? La modifica del testo costituzionale coinvolge 36 articoli di 139. Il primo obiettivo della riforma costituzionale è quello di modificare il bicameralismo paritario attualmente in funzione che prevede l’approvazione di Camera e Senato di ogni legge, il che comporta una navetta continua tra i due organi e di conseguenza tempi più lunghi. Accettando la nuova riforma ad occuparsi della legislazione sarebbe unicamente la Camera, che potrebbe comunque ricevere consigli e consulenze da parte del Senato, se pur non in modo vincolante. Il numero dei Senatori verrebbe ridotto e con essi anche relativamente i costi della politica. Da 315 componenti il Senato diverrebbe di 100 tra consiglieri regionali e sindaci che percepirebbero unicamente lo stipendio derivante dalla loro carica, acquisendo però immunità e rimborsi spese. La modifica della legge costituzionale prevede anche uno snellimento nel...

Da Bruce Lee all’Oscar: Jackie Chan...

Jackie Chan, nome d’arte di Chan Kong-Sang, è il famosissimo attore, regista, cantante, produttore, artista marziale, comico, sceneggiatore, imprenditore, stuntman e doppiatore cinese che è stato in grado, in oltre 200 film, di reinventare completamente un genere, unendo non solo uno stile di combattimento divertente ed originale, ma anche la mimica tipica del cinema muto americano. I film di Jackie Chan, dal primo all’ultimo, presentano una “violenza pulita” perché mai eccessiva, mai disturbante, ma sempre caratterizzata da un pizzico di ironia e di auto ironia: le coreografie degli scontri sono curate nel minimo dettaglio, come veri e propri balletti, sono veloci e sempre armoniose. Jackie Chan non uccide i suoi nemici con rabbia, ma li fa cadere a terra come sacchi di patate, magari facendo una faccia buffa: perfino le scene più incredibili suscitano emozioni positive. Ma da dove ha iniziato Jackie Chan? Chén Long, questo il nome con cui è conosciuto in Cina, frequenta l’Opera di Pechino dall’età di 7 anni all’età di 17, allenandosi molto duramente (i maestri non si prendono la responsabilità dell’eventuale morte dell’allievo) nelle arti marziali, nel ballo e nel canto, diventando una delle “Sette piccole fortune”, cioè dei migliori studenti. Sembra che la strada lo porti verso una carriera da stuntman o da attore classico, ma Chan ha in mente qualcos’altro. Fin dagli anni ’70, comincia a lavorare ai film d’azione dei fratelli Shaw, prima come controfigura, poi come attore: ben presto, decide di passare dietro alla macchina da presa. Il suo primo vero successo, nel 1978, è Snake in the Eagle’s Shadow, seguito poi dal cult Drunken Master: da regista, il primo titolo 100% made in Jackie Chan è Police Story. Diventa famosissimo in Cina, iniziando a creare pellicole con uno stile completamente nuovo, commedie d’azione programmate...

CinemaSins: nessun film è senza peccato Nov10

CinemaSins: nessun film è senza peccato...

Nato nel 2014 per opera di due appassionati di cinema, Jeremy Scott e Chris Atkinson, il canale Youtube CinemaSins contiene tutto ciò che un amante di film potrebbe volere: critiche intelligenti e divertenti, che non risparmiano nemmeno i grandi capolavori! La maggioranza dei video editati dai due si intitola, infatti, “Everything wrong with…” : si tratta di montaggi di pochi minuti (da 4 a 20, più o meno), durante i quali il narratore – generalmente Scott – conta tutti i peccati, cioè tutti i difetti dei film presi in considerazione. Si va dalla scrittura banale e le scene ripetitive (i due sono particolarmente critici nei confronti del genere horror, che ha fatto di alcuni cliché la sua spina dorsale), alla cattiva recitazione e alla regia disattenta, passando per buchi nella trama, errori logici, scene fisicamente impossibili, effetti visivi mal realizzati e deus ex machina capaci di sconvolgere la storia in modo più o meno credibile: il tutto è realizzato con tantissima ironia, senza dimenticare anche qualche appunto completamente fuori contesto (la critica “in questa scena, la protagonista non è la mia fidanzata” comprare piuttosto spesso!). I peccati vengono segnalati in un counter che, per alcune pellicole prese particolarmente di mira (Scott e Atkinson sembrano non apprezzare i lavori di Bay e di Snyder, per esempio), arriva a segnalare numeri anche altissimi! Contemporaneamente, però, i due sottolineano anche i meriti della pellicola, spesso portando indietro il counter: per “The Hateful Eight” di Tarantino, per esempio, la sola colonna sonora di Morricone ha portato ad uno sconto di ben 5 peccati. Scene originali, buona recitazione, scelte registiche emozionanti, colonne sonore particolarmente curate fanno riguadagnare un po’ di terreno ai film, ma, come sottolineano dagli stessi creatori di CinemaSins, nessun film è senza peccato! Ecco perché nel...

La Squadriglia 19: la storia del volo sparito nel nulla...

Quella della Squadriglia 19 (o Flight 19) è una storia piuttosto misteriosa, entrata di diritto nell’immaginario degli amanti delle leggende urbane e, in particolare, di coloro che sono assolutamente convinti dell’esistenza di una qualche forza maligna all’interno del Triangolo delle Bermuda. Questo spicchio di Oceano Atlantico racchiuso fra il lato sud dell’arcipelago delle Bermuda, il punto più occidentale di Porto Rico e la punta sud della Florida, ha visto negli anni alcuni incidenti strani e vere e proprie sparizioni: oltre alla Squadriglia 19, questo tratto di mare avrebbe inghiottito almeno altri tre aerei e ben sei navi, alcune delle quali con più di 300 passeggeri! Ma cosa è successo alla squadra? Il pomeriggio del 5 dicembre 1945, precisamente dalle ore 14:10, cinque Grumman TBF Avenger partirono dalla loro base per una esercitazione di volo e bombardamento, chiamata “Problema di navigazione n.1”: il volo avrebbe dovuto permettere ai 14 allievi aviatori di provare la “Navigazione Stimata”, cioè la navigazione che permette di comprendere dove ci si trova di preciso utilizzando come punti di riferimento velocità, direzione e senso. Per sua natura, questo tipo di tecnica è sempre affetta da errori di valutazione, ma i 14, tutti con circa 300 ore di volo alle spalle, potevano fare affidamento sul leader Charles Carroll Taylor, pilota e veterano con 2500 ore di volo ed esperienze pregresse sulla zona. Taylor avrebbe dovuto limitarsi ad osservare, intervenendo solo in caso di errore. La rotta era già stata stabilita, tutti gli aerei avevano il pieno, il tempo era favorevole, il mare agitato: il piano prevedeva di percorrere 90 km ad est, procedere con il bombardamento, poi continuare ad est per altri 108 Km, girare e seguire la rotta di 346° per 117 Km e poi seguire la rotta di 241° per...

Cosa fare a Gabicce in autunno...

Gabicce è una splendida località delle Marche, a confine con la nota località emiliana di Cattolica, in provincia di Pesaro Urbino. Nota soprattutto per il turismo estivo, si rivela essere un’interessante meta anche per il periodo autunnale. La città di Gabicce si compone di due distinte aree: Gabicce Mare, zona di mare e spiaggia e Gabicce Monte dove il panorama cambia sensibilmente e offre opportunità differenti. Una passeggiata per vedere i due lati della località è una delle prime cose da fare quando ci si trova a Gabicce. Dal mare è possibile raggiungere il promontorio seguendo un percorso, di circa 2 km in salita, molto suggestivo. Per la discesa si può scegliere il Sentiero del Coppo che attraverso la vegetazione sbuca al mare. Gabicce si trova proprio alle pendici del Monte San Bartolo, un’area di Parco Naturale di grande bellezza. È proprio qui che ci si può perdere in una lunga camminata per ammirare la fauna e la flora della zona. I diversi itinerari disponibili offrono ai turisti la possibilità di immergersi nella natura incontaminata. Bello da vedere in ogni stagione è il porto della Vallugola, sull’omonima baia. Si tratta di un piccolo porto che fu importante in epoca greco romana, abbandonato dal 1614, anno in cui è stato ricostruito il porto di Pesaro. Oltre al porto la zona offre la possibilità di godersi un po’ di relax nell’incantevole baia. Se il meteo e le temperature lo consentono, l’autunno è un buon periodo anche per vedere da vicino le grandiose falesie naturali del Monte San Bartolo. È possibile farlo grazie ad un’escursione naturalistica in motonave che parte proprio da Gabicce Mare e giunge a Pesaro. A soli 5 km da Gabicce sorge lo storico castello di Gradara, in cui si dice abbiano vissuto la...