LE EMOZIONI SU FACEBOOK: OTTIMISMO E PESSIMISMO VIAGGIANO IN UN POST...

Due studi condotti sulla natura dei post e delle emozioni su Facebook hanno rivelato che l’ottimismo ed il pessimismo espressi su un social network sono contagiosi: uno stato che esprime felicità genera post positivi da parte di chi ci legge e la stessa cosa vale anche per le emozioni negative. Il primo di questi test venne condotto dal 2009 al 2012 da un team capitanato da James Fowler (University of California a San Diego) e che vedeva fra i collaboratori anche due italiani, Lorenzo Coviello e Massimo Franceschetti: un software analizzò in 1180 giorni circa 1 miliardo di stati su Facebook da 100 milioni di utenti anonimi, provando che, per esempio, in un giorno di pioggia la percentuale di post tristi aumentava del 1,16%, mentre gli stati felici diminuivano contemporaneamente del 1,19%. Ma questa variazione non riguardava solo persone residenti nella stessa città e, quindi, “vittime” delle stesse condizioni meteorologiche: anche amici di città lontane “baciate dal sole” percepivano il malessere, rispondendo con post di uguale tenore. L’effetto del contagio risultò evidente. Un secondo studio, condotto recentemente dai ricercatori della Cornell University e della University of California di San Francisco, ha confermato i primi dati, utilizzando un algoritmo modificato per la prima settimana, in modo da analizzare con sempre maggior frequenza parole riferite ad emozioni negative: la proporzione per i primi 7 giorni è stata di 4 milioni di post positivi contro 1,8 milioni di stati negativi. In totale, sono stati presi in considerazione oltre 3 milioni di post da 690 mila utenti casuali di Facebook, per circa 122 milioni di parole: i risultati, pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science, hanno confermato l’alto tasso di contagio fra amici, i cui post si “adeguano” a quelli pubblicati da altri durante la...

PORN HUB E IL MARKETING INTELLIGENTE Mag28

PORN HUB E IL MARKETING INTELLIGENTE...

Porn Hub è uno dei più famosi siti di pornographic videosharing, cioè di condivisione libera di materiale video pornografico: nato nel 2000, ha raggiunto in pochissimi anni una popolarità tale da poter competere con siti che parlano di tutt’altro. Un esempio? Nel 2009, arrivò 39° nella lista dei siti più cliccati in Italia. In generale. Mentre, solo nel 2013, ha ricevuto ben 14,7 miliardi di visite da tutto il mondo. In poche parole, Porn Hub fa parte della famiglia del Porn 2.0, assomigliando a Youtube nella disposizione ed a Youporn nei contenuti, con la differenza che Hub ha saputo potenziare i tag, aumentare le sottocategorie ed introdurre servizi a pagamento, come la possibilità di scaricare tutti i video del portale. Ciò che rende così famoso ed apprezzato questo sito (tanto da finire citato in una recente pellicola, Don Jon) non è però solo la tematica, di sicuro impatto ed interesse, ma anche e soprattutto l’immagine che ha saputo costruirsi fin dall’inizio: pubblicità divertenti, ricche di doppi sensi, ma mai troppo esplicite, bandi, concorsi ed il continuo contatto con utenti e creativi, chiamati a decidere delle sorti del marketing aziendale. L’ultima trovata del team di Porn Hub è stata, per esempio, lanciare una campagna su Tumblr, per reclutare il nuovo direttore creativo. Il premio? Un contratto di un anno. Partecipare era facilissimo: bastava inviare un progetto, un’immagine pubblicitaria che parlasse di pornografia senza scadere nella volgarità. Impossibile? Non proprio. A partecipare fino alla scadenza (31 marzo 2014) sono stati giovani e meno giovani da tutto il mondo, capaci di progettare forme di comunicazione, grafiche, disegni e slogan divertenti, sagaci e mai troppo espliciti, rispettando l’anima ironica e le richieste di Porn Hub. Ecco qualche esempio: Ma PHub si è fatto notare anche per altri progetti, sicuramente...

IL FUTURO DELLA WEB DESIGN INDUSTRY Mar27

IL FUTURO DELLA WEB DESIGN INDUSTRY...

Qual è il futuro della Web Design Industry? Fino a pochi anni fa, all’interno dell’ambito della creazione di siti web, c’erano due soluzioni: la B2B, cioè transazioni commerciali fra le imprese, centrate sulla figura dello sviluppatore e la B2C, cioè transazioni impresa – cliente, centrate sulla figura dell’amateur che modifica codici e template preesistenti. Ultimamente è, però, emerso un terzo segmento, sempre B2B, composto da designers che, grazie a nuovi software professionali, possono creare siti avanzati senza scrivere una riga di codice e mantenendo il 100% di creatività e libertà. Un’analisi risalente al novembre 2013 ha rivelato che sulla rete esistono ben 785 milioni di siti web che, crescendo al ritmo di 16 milioni nuove unità al mese, generano in un anno un guadagno di ben 20.1 miliardi di dollari solo per la web design industry statunitense. Ma chi li crea? Secondo la ricerca, il 74% dei siti web sono realizzati dalla collaborazione fra designers e sviluppatori, mentre gli amatori ricoprirebbero solo il 3% della produzione totale, con una percentuale di successo del 2% (ben il 98% dei siti prodotti da non professionisti non raggiungerebbero mai la fase di pubblicazione). La collaborazione fra sviluppatori e designers non è, però, sempre facile: il processo creativo è spesso lento e complesso, poiché i designers dipendono in tutto e per tutto dagli sviluppatori, a cui tocca il compito di tradurre in codici tutta la parte grafica. Inoltre, si verifica spesso una disparità nel guadagno, là dove agli sviluppatori va il 70% del profitto e ai designer solo il 30%. Sembra, quindi, giustificata la nascita e la diffusione di diversi programmi dedicati ai designers che vogliono lavorare in modo indipendente (per esempio, Webydo ed Adobe Muse) e che si affiancano agli strumenti tipici degli sviluppatori (WordPress, Umbraco; Joomla…)...

HISTAGRAMS: la storia in diretta...

Leonardo daVinci che pubblica un’anteprima della sua Monna Lisa, Martin Luther King che lamenta un blocco dello scrittore per il suo discorso “I have a dream”, Armstrong e Aldrin che si fotografano appena arrivati sulla Luna, Marylin Monroe che mostra soddisfatta il suo nuovo costume in una giornata di mare… cosa avremmo potuto vedere se Instagram fosse nato prima? Franck Haenen, artista olandese, prova a indovinare, pubblicando sul suo blog Histagrams (History depicted as Instagrams – la storia rappresentata con foto di Instagram) tantissime divertenti immagini che coinvolgono politici, attori, pittori, musicisti, scrittori, ma anche figure religiose, inventori, dinosauri e personaggi di fantasia: alcuni dei momenti fondamentali della nostra storia, i momenti che hanno segnato forti cambiamenti culturali, economici, politici, sociali, vengono rivisitati in chiave ironica e mostrati in una cornice moderna, senza, però, risultarne sminuiti. Ecco, quindi, che Michelangelo ci mostra soddisfatto le sue opere appena concluse, Ghandi fotografa il suo piatto vuoto come simbolo della sua protesta non violenta, Annibale ci fa vedere il bellissimo panorama che ha incontrato scalando le Alpi, Cleopatra pubblica qualche scatto privato e gli uomini delle caverne mostrano a tutti le loro prime pitture rupestri, mentre altri personaggi commentano le foto, spesso in modo esilarante: lo stormtrooper458 si complimenta per il primo piano di Dvader, John Rolfe chiede a John Smith notizie su una certa Pocahontas, Golia prende in giro il David scolpito da Michelangelo, Paul McCartney preferirebbe che il gruppo di cui fa parte con John Lennon e George Harrison non si chiamasse The Quarrymen, JFK mostra il suo interesse per Marylin Monroe… nessun evento è escluso e tutti i fatti storici davvero rilevanti, compresi i più tristi e violenti, come lo sbarco in Normandia, ci vengono restituiti con un po’ di allegria, esaminati da un...

ROTTEN TOMATOES, LA GUIDA ANTI FLOP...

Rotten Tomatoes nacque il 12 Agosto del 1998 da un’idea del giovane Senh Duong, che, appassionato di cinema, decise di creare una piattaforma web dove poter raccogliere tutte le recensioni di tutti i film. Aiutato da due amici, Patrick Lee e Stephan Wang, il giovane Senh diede vita ad un sito di opinioni, informazioni e notizie, grazie al quale poter decidere serenamente cosa guardare, salvandosi da film decisamente mediocri: uno dei motti del sito è, infatti, “Protecting you from bad movies since 1998”, cioè “Ti proteggiamo dai cattivi film dal 1998”. L’idea geniale dei tre ragazzi ottenne un successo immediato: Yahoo!, Netscape e USA Today lo indicarono come un sito da non perdere, garantendogli da quel momento quasi 1000 visite giornaliere. Intuendo la potenzialità del progetto, la IGN Entartainment acquistò Rotten Tomatoes nel giugno del 2004, salvo poi rivenderlo nel 2010 alla Flixster, attuale proprietario. Nel corso degli ultimi anni, il sito è cresciuto così tanto da raggiungere quasi 30 milioni di visite ogni mese. Ma come funziona? Entrando nella pagina principale del sito, è possibile scegliere di leggere le recensioni di film ancora al cinema o già usciti in dvd: i film presenti in sala sono divisi fra top del box office e pellicole in uscita, mentre i dvd sono divisi in top, nuove uscite e coming soon. La barra di ricerca può, però, essere utilizzata per cercare particolari titoli o determinati attori e registi. Il giudizio su ogni pellicola deriva dall’associazione di tre votazioni differenti: un voto dei critici, un voto dei critici top (espressi entrambi in percentuali) ed un giudizio del pubblico, che può scegliere di assegnare al film da 1 a 5 stelline.   La media dei voti viene calcolata con una percentuale: se il lungometraggio supera il 60% è giudicato...

Chi sono i “Dancers Among Us” di Jordan Matter?...

Quale metodo utilizzereste per rappresentare un solo istante di gioia e bellezza della vostra vita? Quale soggetto potrebbe esprimere meglio la passione, la forza, la felicità? Jordan Matter, fotografo newyorkese, ha pensato ai ballerini. Ai dancers among us che danzano costantemente intorno a noi. Perché? Beh, perché i loro corpi raccontano storie senza bisogno di parole, rappresentando la dedizione, la tenacia e, allo stesso tempo, la bellezza e la vitalità di cui tutti noi abbiamo bisogno.     Questo progetto nasce quasi casualmente, durante un viaggio in bus: il figlio di Jordan, Hudson, stava giocando con una scatola gialla e dei bambolotti senza braccia e, con quella capacità tipica dei bambini, sembrava in un mondo tutto suo. La sua fantasia aveva creato un universo nuovo, dove tutto era possibile e dove si poteva essere davvero felici, proprio in quel preciso momento: perché non cercare di cogliere questo stesso sentimento anche nel mondo un po’ più grigio degli adulti?     Quindi, dopo 3 anni di foto a decine di danzatori, nacque “Dancers Among Us”, la personale celebrazione che Jordan Matter fa della gioia del quotidiano, dell’abilità di vivere l’istante essendo assolutamente presenti, senza preoccupazioni, senza proiettarsi per forza al futuro, ma pensando solo al qui e ora: ragazze e ragazzi che saltano e fanno piroette in librerie e biblioteche, che si abbracciano e si scatenano per strada, sulle scale mobili, nelle piazze, persino nella metro, raccontano come sia possibile essere felici anche con i nostri difetti e con le nostre difficoltà. L’ottimismo e la dinamicità caratterizzano queste fotografie, simbolo di una umanità che nonostante tutto non si ferma mai.     Il successo dei Dancers ha portato Jordan a scegliere come protagonisti del suo nuovo progetto gli atleti: in “Athletes Among Us” i protagonisti sono...

LE ABITUDINI DI NAVIGAZIONE DEGLI ITALIANI...

Quali sono le abitudini degli italiani sul Web? Quali sono le pagine più visitate dai “navigatori” del mondo e, in particolare, del nostro paese? Un sito può dircelo. Nata nel 1996 ed acquistata da Amazon nel 1999, a partire dal 2006, Alexa è diventata la piattaforma per la classificazione dei siti più visitati, sia a livello globale, che paese per paese. Oggi, cercando la lista delle pagine più cliccate a livello mondiale, si possono trovare tante certezze e qualche novità: ad esempio, al primo posto troviamo Facebook, al secondo Google.com e, al terzo, Youtube. Nonostante fosse facile prevedere questo terzetto iniziale, sorprende un pochino il sorpasso del social network sul motore di ricerca: davvero così tante persone usano Facebook come pagina iniziale? Continuando nella classifica, troviamo Yahoo! al quarto posto, Baidu (motore di ricerca cinese) al quinto, Amazon. com, Wikipedia, QQ.COM (un altro portale cinese), Windows Live al nono posto e, al decimo posto, Taobao. com, un sito di e-commerce cinese, simile ad eBay. Twitter è solo undicesimo, LinkedIn quattordicesimo, lo stesso eBay ventiduesimo, Tumblr è venticinquesimo ed instagram.com addirittura quarantacinquesimo. Ma volete sapere qual è e dove si trova in classifica il primo sito porno a livello internazionale? Si chiama xvideos.com ed è, sorprendentemente, trentottesimo. Ad un primo sguardo sembrerebbe cadere il mito della rete usata principalmente per cercare un certo tipo di contenuto, ma, a guardar bene, si nota che il sito è superato solo da motori di ricerca, social network (che, comunque, veicolano anche quel tipo di informazioni) e siti di shopping on-line. Da segnalare, al cinquantesimo posto, c’è, infine, la piattaforma sociale “Odnoklassniki”, nata nel 2006 da un’idea di Albert Popkov e diventata molto popolare nei paesi dell’ex Unione Sovietica, tanto da superare nella classifica Alexa siti come Apple.Inc, AVG,...

HUMANS OF NEW YORK: QUANDO UN BLOG DIVENTA UN SUCCESSO...

Qual è il blog preferito di David Karp, fondatore della piattaforma di microblogging Tumblr? Humans of New York. E che cos’è Humans of New York? Semplicemente il più grande archivio di “facce” newyorkesi al mondo, nato dalla mente del giovane fotografo americano Brandon Stanton. Nato e cresciuto ad Atlanta, Brandon Stanton si laurea in Storia all’Università della Georgia e trova il suo primo lavoro grazie ad una scommessa: dopo ave ottenuto 3mila dollari con i prestiti agli studenti, decide di puntarli tutti sulla vittoria di Barak Obama alle presidenziali. E ha ragione. Un amico, incuriosito dalla sua abilità, gli trova un lavoro da Operatore Finanziario a Chicago: all’inizio il lavoro va bene, ma dopo quasi tre anni le cose smettono di funzionare e Brandon è costretto a trasferirsi di nuovo, questa volta nella Grande Mela. Il giovane fotografo mette allora a punto un nuovo progetto: fare un censimento degli abitanti della città attraverso 10.000 immagini e, nell’estate del 2010, inizia la sua avventura, apre un blog dove poter pubblicare i suoi scatti e lo chiama “Humans of New York“. Presto il progetto comincia a mutare e Brandon aggiunge alle sue immagini brevi interviste che ha fatto a quasi tutti i suoi soggetti: persone di successo e con una vita felice (“Una volta ho partecipato ad un talent show e, alla fine, tutti si sono alzati in piedi ad applaudire”) e barboni pieni di saggezza (“Qual è stato il momento più felice della tua vita?” “…Sono piuttosto felice in questo momento”), uomini e donne appena usciti di prigione e ragazzi che cercano disperatamente il loro posto nel mondo, soldati, sportivi e studenti (“Qual è il momento della tua vita di cui sei più orgoglioso?” “La prima volta che ho indossato l’uniforme”), bambini felici che saltano...