Come si realizza un cappotto termico perfetto?...

Il cappotto termico – anche chiamato “isolamento a cappotto” – è un sistema che permette di limitare la dispersione di calore: pannelli isolanti vengono posizionati all’esterno delle abitazioni come una barriera, con l’obiettivo di tenere le case più calde in inverno e più fresche in estate.Il cappotto riduce anche l’umidità e i rumori, portando molti benefici e un maggiore comfort abitativo.Naturalmente, per ottenere un risultato di alto livello (e un innalzamento della classe energetica), è fondamentale che questo sistema venga realizzato nel migliore dei modi: una buona barriera isolante può aumentare anche il valore dell’immobile!La professionalità deve essere, quindi, assoluta. Gli elementi che caratterizzano un cappotto termico A caratterizzare il cappotto termico sono alcuni elementi indispensabili per ottenere un risultato eccellente: strato di collante pannelli o lastre isolanti rasante o collante di base rete di rinforzo primer colorato intonaco di finitura (colorato oppure bianco), anche detto “intonachino per cappotti” L’applicazione di tutti questi elementi avviene in un ordine ben preciso, fondamentale per garantire la funzionalità del rivestimento e la sua durata.Il collante e il fissaggio meccanico assicurano ai supporti le lastre isolanti, su cui vengono – poi – stesi intonaco, primer colorato e intonachino, cioè un rivestimento specifico, idrorepellente e traspirante.Quest’ultimo passaggio è importantissimo per le prestazioni del cappotto. L’importanza dell’intonachino Con il termine intonachino si fa riferimento all’ultimo strato dell’intonaco, importantissimo per la sua capacità di proteggere le pareti e perfezionare lo stile e l’estetica dell’intero edificio.Questo particolare rivestimento è – solitamente – caratterizzato da uno spessore minimo e da tantissime lavorazioni: può essere lucido oppure opaco, liscio o ruvido, adattandosi a tutti gli usi.Nella sua versione colorata, l’intonachino per cappotto termico è molto versatile: il suo impiego è perfetto sia per pareti interne che esterne, perché assicura un risultato bello da vedere,...

RSPP: chi è e cosa fa Mar24

RSPP: chi è e cosa fa...

Quella del RSPP (o Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) è una delle figure centrali della sicurezza sul lavoro: chi ricopre questo ruolo, spesso affiancato da Addetti (o ASPP), ha il compito di valutare con attenzione l’ambiente lavorativo, individuando possibili fonti di rischio e progettando tutti quegli interventi che sono cruciali per salvaguardare la salute dell’intero organico e il corretto svolgimento di tutte le attività. Un responsabile non è solo.La valutazione dei rischi viene, infatti, messa a punto con il medico competente, il responsabile dei lavoratori (o RLS) e il datore di lavoro: tutti collaborano alla realizzazione di un luogo di lavoro sano e sicuro, dove chiunque possa occuparsi delle proprie mansioni con la giusta dose di preparazione e di tranquillità. Fra i compiti di un RSPP c’è anche la comunicazione diretta con l’organico: un responsabile si occupa, infatti, anche di formare e informare i lavoratori, dando loro gli strumenti adatti ad affrontare eventuali pericoli nel modo più giusto. Come si forma un RSPP? Considerato il peso e l’importanza di questa figura all’interno di una azienda, è necessario che la formazione di un responsabile sia accurata, precisa, completa e sempre aggiornata. Generalmente, per ottenere questo ruolo, è obbligatorio superare una prima fase organizzata in moduli: i corsi per RSPP iniziano, quindi, con un Modulo A generico e propedeutico, un Modulo B comune a tutti i settori produttivi e commerciali e affiancato da varie specializzazioni, un Modulo C dedicato alla comunicazione e alle capacità organizzative. A cinque anni dal termine del secondo modulo, è obbligatorio partecipare anche agli aggiornamenti periodici: questi percorsi durano solitamente 40 ore e sono necessari per perfezionare al meglio la preparazione. Tutti i corsi formativi terminano con un test di valutazione e con il rilascio di un attestato di partecipazione:...

SISTEMI DI FISSAGGIO INNOVATIVI: ANCORANTE CHIMICO...

In edilizia e fai da te i sistemi di fissaggio più utilizzati sono i cosiddetti tasselli meccanici. Si tratta di semplici barrette di plastica che vengono inserite nei fori praticati nel muro. La barra di plastica si espande e si “ancora” al muro quando viene inserita una vite che viene poi stretta a supporto. I tasselli meccanici sono efficaci quando vengono usati in fori regolari e superfici che non vengono sottoposte ad intemperie o vibrazioni. Purtroppo hanno una durabilità limitata e possono intaccare pareti che presentano una struttura fragile (come ad esempio mattoni già forati più volte). Vantaggi dell’ancorante chimico L’ancorante chimico o tassello chimico non presenta queste problematiche: si tratta di una speciale resina che viene inserita nel foro che andrà a sostenere la vite. Con questo tipo di fissaggio si garantisce un’elevata durabilità del tassello, la resistenza ad eventi atmosferici e il riempimento, grazie ad una pistola in silicone, di fori irregolari. La resina si solidifica in pochi minuti e diventa parte integrante della struttura senza causare ulteriori crepe come invece può avvenire per i tasselli meccanici. Proprio per questo motivo possono sopportare carichi importanti, poiché diventando un corpo unico col supporto, ridistribuiscono il carico su una superficie più ampia. Da cosa è composto Il tubo con il materiale contiene una resina e un indurente che vengono miscelati insieme in modo da ottenere una pasta omogenea. Dopo l’applicazione la pasta comincia ad indurirsi per reazione chimica (da qui il nome ancorante chimico). Esistono anche gli ancoranti bicomponenti (il principio è identico) che vengono venduti con un miscelatore statico che permette una mescolazione perfetta dei due componenti. Il tempo di asciugatura è di qualche minuto, sebbene l’essiccazione dipenda dalla temperatura ambientale e del substrato e il tipo di resina utilizzata. Come usare l’ancorante...

Espositori per negozi: a cosa servono e quanti ne esistono? Gen24

Espositori per negozi: a cosa servono e quanti ne esistono?...

Gli espositori per negozi fanno parte di quell’insieme di accessori che possono rendere la comunicazione con clienti e visitatori semplice e immediata, permettendo a ogni tipo di attività di dare luce ed enfatizzare messaggi particolarmente importanti. Erboristerie e farmacie li usano per presentare prodotti particolarmente efficaci o novità, librerie e negozi di abbigliamento li utilizzano per portare l’attenzione su offerte e sconti del periodo, ristoranti e bar per presentare menu e specialità del giorno, professionisti in fiera per proporre volantini e materiale informativo: questi supporti, leggeri e semplici da sistemare, valorizzano l’arredamento e attirano lo sguardo, coinvolgendo i possibili compratori senza “invadere” eccessivamente i loro spazi. Gli espositori per negozi si dividono principalmente in due categorie: espositori da banco espositori da terra Al primo gruppo appartengono supporti come porta biglietti da visita – fondamentali anche per studi medici e professionali – porta depliants, piccoli roll up, porta messaggi ed espositori a L; al secondo, invece, appartengono installazioni di maggiori dimensioni, come porta pannelli, roll up classici, totem mono o bifacciali, espositori a L maxi e anche innovazioni come i porta tablet, perfetti per proporre mini indagini di mercato tramite questionari generici (come quelli posti all’uscita di moltissimi negozi di grandi catene per misurare il gradimento dei clienti). I display da banco hanno una maggiore versatilità, perché – occupando meno spazio e pesando decisamente di meno – possono essere spostati anche “al volo” per occupare sempre l’angolo migliore: si possono sistemare su scrivanie e tavolini, librerie e cassettiere, senza sacrificare un’area troppo estesa. Nonostante le misure ridotte, questo tipo di espositori per negozi ha un forte impatto, non passa inosservato e – con le giuste grafiche – risulta anche divertente e perfetto per comunicare in modo forte l’identità della propria attività! I display da terra,...

DOVE ACQUISTARE I PRODOTTI JOYETECH? Feb24

DOVE ACQUISTARE I PRODOTTI JOYETECH?...

Sembra una domanda banale, ma per gli amanti dello svapo Joyetech rappresenta il marchio numero uno nel mondo delle sigarette elettroniche. L’azienda, nata nel 2007, è stata in grado stare al passo coi tempi venendo incontro a tutte le esigenze dei propri clienti. La tecnologia Joyetech si è sposata con le arti del design e dell’ergonomia, realizzando kit e accessori utili per tutte le tipologie di vapers. Dai tascabili, ai prodotti dedicati al tiro di guancia o di polmone, fino agli articoli studiati appositamente per i beginners e gli advanced, il catalogo dell’azienda non manca mai di stupire con nuove funzionalità. Joyetech segue scrupolosamente la direttiva Europea TDP sui prodotti del tabacco, rispettando tutte le norme che disciplinano la fabbricazione di prodotti correlati al fumo. Tutti i componenti dunque sono tutelati in ottica di sanità pubblica ed economica e rispettano le regole dei paesi in cui vengono distribuiti. Gli stati che importano i prodotti Joyetech, vengono informati tramite un report sanitario, soprattutto per quanto riguarda i test chimici e tossicologici sui liquidi. Per quanto riguarda gli aromi infatti, ogni boccetta segue le conformità previste, come per esempio una concentrazione di nicotina fino al 2% massimo, boccette che contengano non più di 10 ml e a prova di bambino, e il dosaggio delle gocce dal beccuccio che non deve superare le 20 gocce al minuto. Questo marchio è dunque una garanzia di sicurezza per tutti gli svapatori, grazie anche alle elevate prestazioni dei suoi kit. Joyetech infatti è diventato un brand talmente forte da essere in grado di dettare i trend del mercato. Il suo primo prodotto, la Joye 510, aveva già rivoluzionato il modo di concepire le e-cig introducendo un batteria manuale e un’ergonomia tascabile. Nel 2011 l’azienda ha raggiunto l’apice del successo con...

Come allestire uno stand: gli accessori che non possono mancare Nov19

Come allestire uno stand: gli accessori che non possono mancare...

Per allestire uno stand nel modo perfetto e attirare i potenziali clienti senza aggredirli o spaventarli sono necessari alcuni piccoli elementi, fondamentali per perfezionare la propria immagine e per trasmettere efficacemente claim e messaggi. I primi due sono sicuramente educazione e moderazione. Quanti di noi sono scappati davanti a un venditore o un addetto alla comunicazione aziendale un po’ troppo zelante? Quanti di noi hanno perso interesse pochi secondi dopo aver iniziato a dialogare col personale in fiera perché letteralmente investiti da una miriade di dettagli al secondo? Chi sta all’interno di uno stand fieristico deve trasmettere professionalità, sicurezza e tranquillità, deve dare informazioni brevi e utili, deve incuriosire senza confondere: un mestiere difficile, quindi, che può decretare il successo o meno di un evento. Ma non finisce qui. Perché anche l’aspetto di uno stand può attirare o meno visitatori! Come si realizza – quindi – la vetrina perfetta? Ecco alcuni consigli. 1 – Pensare a un allestimento scenografico, caratterizzato da pochi colori forti e riconoscibili (perché magari già associati al brand), che possano far “cascare l’occhio” sul prodotto o sul servizio presentato; 2 – Utilizzare uno slogan breve, che rimanga impresso nella memoria e che possa essere ripetuto durante le presentazioni senza risultare un po’ stucchevole; 3 – Inserire almeno un angolo multimediale, con immagini e video esplicativi. Possono essere molto utili anche monitor touch, schermi interattivi e tablet da lasciare (sempre sotto un minimo di supervisione) ai visitatori interessati; 4 – Creare un’immagine forte e coerente, sfruttando poster, volantini, disegni, penne personalizzate, palloncini, pannelli in pvc espanso pubblicitari, roll up, totem, magliette per il personale ed espositori. Fondamentali sono i biglietti da visita: leggeri, belli da vedere e facili da trasportare! 5 – Preparare dei gadget, magari creando delle vere e proprie...

Acquisto di pellet prestagionale: conviene?...

Per risparmiare sul costo dell’acquisto di pellet all’ingrosso una delle soluzioni è quella di acquistarlo in anticipo e possibilmente all’ingrosso. Infatti con l’acquisto pre stagionale da effettuare nei mesi estivi dove c’è minore richiesta, si riesce a spuntare un ottimo prezzo anche per le tipologie di pellet più pregiate. Esistono però anche altri fattori che possono influenzare il nostro acquisto anticipato, vediamoli insieme. Perché acquistare il pellet fuori stagione? Minore domanda e minor prezzo Una semplice regola economica che vale in ogni settore; minore è la domanda e minore sarà il prezzo! Infatti quando inizia a far caldo anche nei luoghi freddi o di montagna, i distributori tendono ad abbassare i prezzi che ovviamente in inverno risalgono pesantemente. L’acquisto anticipato (tra Maggio ed Agosto) di un bancale di pellet all’ingrosso vi permette di risparmiare fino al 40% sul prezzo finale. Prodotto migliore ad un prezzo inferiore Acquistando in anticipo avrai un prezzo minore che ti permetterà di scegliere la qualità di pellet migliore che di solito è anche quella più costosa. Ma come riconoscere la qualità del pellet? Ogni pellet ha una certificazione rilasciata da alcuni paesi ed alcune di queste hanno valenza internazionale; la certificazione più alta è la EN Plus A1 ma ne esistono tante altre in base al potere calorifico e al rilascio di polveri e ceneri. Pellet sempre disponibile Se in casa usi il pellet ti sarà sicuramente capitato in pieno inverno di avere difficoltà a reperire quello che usi abitualmente; questo succede perché appena le temperature scendono c’è la corsa all’approvvigionamento di pellet da parte di privati e di negozianti. Questo ovviamente non succede nella stagione estiva, dove ben poche persone pensano ad acquistare e fare scorta. Pellet asciutto e maggiore potere calorifero La bella stagione porta un innalzamento delle...

L’abbigliamento antinfortunistico può essere casual?...

Chi l’ha detto che l’abbigliamento antinfortunistico non possa essere casual? L’attenzione al design e allo stile è preziosa anche quando si parla di abbigliamento tecnico, dal momento che chi indossa vestiti atti a garantire una protezione completa sarà più lieto di farlo se quei vestiti sono anche piacevoli, belli da vedere e confortevoli. L’eleganza, dunque, può andare di pari passo con la protezione: basti pensare a tutti i lavoratori che, per le proprie mansioni, si devono muovere in continuazione tra gli uffici e i magazzini. In situazioni del genere non ci si può affidare a capi poco curati dal punto di vista estetico (anche perché negli uffici ci si potrebbe imbattere in clienti, fornitori o altri soggetti esterni di fronte ai quali è d’obbligo fare bella figura). La soluzione può essere rappresentata da completi studiati ad hoc: magari una t-shirt job o, nella stagione fredda, un pile realizzato come una maglia di lana, morbido e con cappuccio, da abbinare a pantaloni da lavoro, ovviamente multitasche, pensati per assicurare il massimo del comfort. Il pile potrebbe essere dotato, a sua volta, di più tasche con zip, non solo all’esterno ma anche all’interno. La scelta del pile non è casuale, dal momento che questo materiale – oltre a risultare morbido e quindi molto gradevole al tatto – ha il pregio di durare a lungo nel tempo ed è in grado di sopportare un gran numero di lavaggi senza che si formino le tipiche palline composte da fibra di tessuto. Per le giornate più calde, poi, non c’è niente di più indicato di una maglietta a maniche corte neutra, con tessuto in cotone morbido, pensata e messa a punto per offrire la migliore vestibilità possibile, con colletto in costina e struttura tubolare. L’ideale sarebbe optare per una...

Prodotti di successo: la Joyetech Ego Aio Feb23

Prodotti di successo: la Joyetech Ego Aio...

Il mondo dello svapo è un mondo complesso, in continua evoluzione: anche in Italia le sigarette elettroniche sono sempre più numerose e i vapers – sempre più preparati – ricercano continuamente soluzioni di ultima generazione e dispositivi di qualità. Fra le tante aziende conosciute nel settore, la Joyetech ha saputo distinguersi con prodotti dalle ottime prestazioni e dai prezzi competitivi: uno degli esempi è sicuramente la serie Ego Aio. Joyetech Ego Aio: le caratteristiche L’Ego Aio è una sigaretta elettronica all-in-one particolarmente compatta e pratica, dotata di un serbatoio da 2 ml e da una struttura affidabile, che scongiura il rischio di pericolose perdite. La sicurezza è assoluta, anche grazie a un sistema “a prova di bambino”, che permette di svitare la cap solo applicando una certa pressione e ruotando contemporaneamente le componenti del dispositivo: questo design semplice ed efficace – unito a due sistemi di protezione anti scariche e sovraccarichi per la batteria– rende l’e-cig particolarmente affidabile. La natura all-in-one si traduce, invece, con un atomizzatore integrato, funzionale anche se di piccole dimensioni: l’intera sigaretta, infatti, ha una lunghezza di 118 mm e un diametro di appena 19 mm. Leggerissima e comoda, può essere trasportata senza troppo ingombro praticamente ovunque, adattandosi a borse, tasche, zainetti e astucci senza problemi. Joyetech Ego Aio: i motivi del successo Non è mai facile comprendere a pieno i motivi del successo di un particolare prodotto: in questo caso, per esempio, il merito può essere dato al design intuitivo, alla possibilità di personalizzare il dispositivo con diversi colori, alla presenza di più sistemi di sicurezza, alla praticità e forse, soprattutto, alla facilità di utilizzo. Vapers esperti e meno esperti hanno trovato in questo modello un giusto mix di qualità e semplicità, con un’accessibilità assoluta: questo significa che la...

Impermeabilizzazione: come eseguirla e quali materiali utilizzare Feb13

Impermeabilizzazione: come eseguirla e quali materiali utilizzare...

La stagione autunnale e quella invernale fanno aumentare il rischio, a causa della maggiore quantità di precipitazioni, di infiltrazioni d’acqua nella struttura cementizia di balconi, tetti e terrazze. Questa circostanza non deve essere assolutamente sottovalutata in quanto nel lungo periodo, oltre a dare luogo a delle antiestetiche macchie di umidità, può anche creare problemi alla struttura delle abitazioni. Per questi motivi, è opportuno prevenire il problema effettuando dei lavori di impermeabilizzazione che assicurano un adeguato isolamento dalle infiltrazioni. Che cosa si intende per impermeabilizzazione Prima di vedere praticamente quali opere si eseguono per prevenire i rischi di infiltrazione, cerchiamo di comprendere meglio cosa si intende per impermeabilizzazione. Essa consiste nelle insieme delle opere e delle attività nonchè dei materiali da posare per garantire un completo isolamento da infilitrazioni di acqua e umidità. Quest’ultima infatti non deve essere sottovalutata in quanto è necessario garantire anche una completa traspirazione dell’umidità proprio per prevenire danni. In linea di massima la posa dei prodotti impermeabilizzanti dovrebbe essere effettuata in fase di costruzione con una particolare attenzione ai punti più esposti all’azione delle intemperie come tetti, terrazzi e balconi. Può però capitare che l’infiltrazione d’acqua si manifesti a distanza di tempo per cui si rende necessario eseguire un intervento di impermeabilizzazione che si traduce in costose opere edili. Come si effettua l’impermeabilizzazione: prodotti tradizionali e novità La valutazione dello stato di fatto dell’infiltrazione è fondamentale per comprendere come effettuare al meglio l’impermeabilizzazione e quali prodotti impermeabilizzanti utilizzare. Se ci troviamo nella fase di costruzione, per evitare l’infiltrazione d’acqua bisogna applicare sopra il massetto una guaina realizzata in materiale bituminoso o in alternativa delle moderne guaine in poliuretano che permettono di ottenere dei risultati eccellenti in termini di isolamento. Se invece l’impermeabilizzazione deve essere eseguita successivamente alla costruzione dell’abitazione, bisogna...

Come avere un bagno bello e che eviti gli sprechi...

Il bagno è stato a lungo una delle stanze più trascurate di casa, ma ora i tempi sono decisamente cambiati. In molti sognano una piccola SPA casalinga, spesso però non è possibile realizzarla, per ragioni economiche e logistiche. I bagni, specie se si vive in appartamento hanno in molti casi dimensioni estremamente ridotte, ma questo non significa che non possano essere comune belli e curati. Ci sono molti elementi a cui prestare attenzione, ad esempio scegliendo tra le varie colonne doccia disponibili (vedi le colonne doccia Idroclic): stesso discorso per i sanitari ed eventuali complementi d’arredo. Spesso basta poco per cambiare il volto di un bagno, un tocco di colore o l’accessorio giusto fanno una grande differenza, rendendo subito l’ambiente maggiormente accogliente e alla moda. Se avete un bagno piccolo giocate con tinte chiare e specchi, il risultato sarà sorprendente. Se avete più spazio potete osare un po’ con marmi scuri, punti luce, piante e candele. Oltre agli aspetti prettamente estetici ci sono poi altre questioni molto importanti relative al nostro bagno. Parliamo ad esempio dei consumi dell’acqua e dell’energia necessaria per riscaldarla a dovere. I giusti rubinetti e miscelatori consentono, con un investimento iniziale minimo, di avere un bagno maggiormente confortevole, più moderno ed efficiente, anche sul fronte dei consumi. Un buon miscelatore permette di evitare ustioni o docce gelate e al contempo riduce i consumi in modo significativo. A fine anno, in bolletta la differenza si nota, e parecchio. Non si tratta solo di essere sensibili all’aspetto economico, ma anche alla tematica ambientale. Evitare sprechi non solo ci fa risparmiare denaro, ma riduce in modo rilevante il nostro impatto sull’ambiente. Se state ristrutturando il bagno di casa vostra tenetene debitamente conto nella scelta dei vari elementi. Non fermatevi solo al loro prezzo, ma considerate...

QUANDO L’AMIANTO NON SI PUO’ RIMUOVERE...

L’amianto è un minerale appartenente al gruppo dei silicati, costituito da fibre sottilissime, molto utilizzato fino agli anni ‘90 per la costruzione di tetti e tettoie, rivestimenti di tubature e moltissimi altri prodotti. Grazie al suo basso costo e alla sua versatilità, è stato impiegato un po’ ovunque finché studi sulla salute non hanno svelato la sua pericolosità. Le fibre sottili del minerale danneggiato, infatti, possono essere facilmente inalate per anni depositandosi negli alveoli polmonari e causando così tumori della pleura. Dal 1992 l’amianto, anche detto Eternit, dal nome dell’azienda che lo produceva, è stato completamente bandito. Molti edifici che hanno più di 25 anni possono presentare rivestimenti con questo materiale, pertanto è necessario rimuoverlo e smaltirlo nel rispetto delle normative vigenti. Le procedure consistono nel contattare una azienda specializzata in smaltimento e bonifica amianto che, previo sopralluogo, stabilirà gli interventi da fare e informerà l’asl competente. Una volta rimosso l’Eternit, la ditta lo consegnerà impacchettato e sigillato in modo che possa essere consegnato a una discarica certificata che lo seppellirà in seguito in luoghi autorizzati. I costi fissi di questo intervento riguardano le pratiche dell’asl e il trasporto dei rifiuti, ma gli importi totali sono dati dalla quantità e dalla difficoltà di svolgimento del lavoro. Nel caso in cui l’amianto non possa essere rimosso, come può avvenire per esempio per una colonna portante, si parla di bonifica. La bonifica amianto è una procedura che non rimuove il materiale ma lo riveste con appositi prodotti ricoprenti. Esistono due tecniche principali di bonifica: la prima è il confinamento, ovvero la delimitazione dell’area da trattare qualora si tratti di una zona frequentata (per esempio l’interno di un edificio) con una barriera a tenuta,  la seconda  è l’incapsulamento, ovvero il rivestimento della parte da bonificare. La bonifica...

Gambino Garden Center: un’oasi verde vicino a Torino! Giu13

Gambino Garden Center: un’oasi verde vicino a Torino!...

Gambino Garden Center è una vera e propria oasi verde, un fai da te dedicato a giardinaggio, animali, vita all’aperto, che consente di acquistare con semplicità e a prezzi davvero competitivi tutti gli accessori necessari per trasformare completamente la propria casa e il proprio stile di vita, con un occhio agli ambiti green e bio! Lo store, situato a San Francesco al Campo, in provincia di Torino, è ricco di prodotti: non solo piante e fiori, ma anche decorazioni, arredi e prodotti per i nostri amici animali! In particolare, il catalogo di articoli messi a disposizione da Gambino comprende: – piante e fiori: da esterno, da interno, recisi e in plastica, ma anche sementi e concimi; – zoo market: alimenti e accessori per gatti, cani, uccelli, roditori e pesci; – giardinaggio: attrezzi manuali e motorizzati, vasi in plastica e cotto, fioriere, strumenti per l’irrigazione, teli e coperture; – bio: alimentazione, cosmesi, erboristeria e ortofrutta; – decor: profumatori d’ambiente, vasi, coprivasi e decorazioni per la casa; – arredo giardino: piscine fuori terra e accessori, ombrelloni, set da giardino, tavoli e sedie; – bbq: cioè, griglie a carbone, a gas e a pellet, oltre ad accessori specifici e pietre ollari. Gambino Garden Center propone, quindi, prodotti della massima qualità, sempre accompagnati dalla massima professionalità e da consigli mirati: all’interno del fai da te si possono acquistare solo gli articoli migliori, su misura per tutte le esigenze di tempo, spazio e investimento! Che si tratti di un giardino da risistemare, piante e fiori da organizzare, animali da curare o aree interne/esterne da arredare in modo pratico, funzionale e alternativo, nello store saranno disponibili tutte le soluzioni più adatte a completare i lavori rapidamente e con il risultato finale più soddisfacente! Per maggiori informazioni e per consultare il...