Giorgio Gaber: il compleanno del Signor G...

Se potessi cantare davvero canterei veramente per tutti, canterei le gioie ed i lutti e il mio canto sarebbe sincero. Ma se canto così io non piaccio, devo fare per forza il pagliaccio. (da Suona chitarra, n. 1) Se siete andati su Google stamattina non vi sarà certo sfuggito il doodle che la piattaforma ha deciso di dedicare al compleanno di Giorgio Gaber: il “Signor G” – così era soprannominato – avrebbe, infatti, compiuto oggi 83 anni. Anche noi vogliamo celebrare la vita e il genio di questo artista italiano, ripercorrendo in particolare i primi passi della sua carriera, fra curiosità e collaborazioni eccellenti. Il 25 gennaio del ’39 nasceva Giorgio Gaberscik Figlio di un impiegato e una casalinga della media borghesia, Giorgio Gaber nasce a Milano nel gennaio del ’39, fratello minore di Marcello, un’influenza fondamentale nella vita del futuro cantautore. Cagionevole di salute, viene colpito due volte dalla poliomelite: la prima volta ha solo 8/9 anni e la malattia gli porta una leggera paralisi delle mano sinistra. Il fratello maggiore suona già la chitarra per diletto, così il padre ne regala una anche a lui, sperando che con un po’ di esercizio il figlio possa riprendere completamente la manualità. Come è facile intuire, da quel momento la chitarra non sarà per Gaber solo uno strumento per il recupero fisico: diventerà una compagna inseparabile, lo strumento della vita. Fin dall’adolescenza – e ispirandosi ai più famosi chitarristi jazz dell’epoca – Giorgio Gaber comincia a suonare con alcune band: a soli 17 anni fa parte del gruppo di Adriano Celentano “Rocky Boys”, che vede al pianoforte un giovanissimo Jannacci. I due stringono un rapporto di amicizia molto forte e, quando poco dopo Gaber conosce Tenco, i tre decidono di creare una nuova band, quella...

Scandali a Hollywood: da Paul Bern al caso Weinstein...

È notizia degli ultimi giorni: Harvey Weinstein, potentissimo produttore cinematografico, è stato accusato di molestie da numerose attrici statunitensi e non, che hanno raccontato – con tristezza, ma con determinazione – delle pesanti avances ricevute durante i provini, dei rapporti a cui sono state costrette, dei commenti da bullo, delle insistenze, delle minacce e della paura. Insomma, di come uno degli uomini più importanti di Hollywood fosse solito usare la sua posizione per ottenere tutto ciò che voleva. Il caso è scoppiato come una bomba, investendo volti noti e mettendo in luce quello che sembra un vero e proprio “sistema”: Weinstein non sarebbe l’unico. Il mondo del cinema e della televisione, però, non è nuovo a questo genere di confusione: gli scandali a Hollywood si ripetono con regolarità, coinvolgendo anche le personalità più amate dal pubblico. Vediamo alcuni dei casi più noti! – Shirley Temple, Marilyn Monroe, Julie Garland e Tippi Hedren sono solo alcune delle attrici che, già in tempi non sospetti, parlavano apertamente di attenzioni non richieste e carriere minacciate. L’ultima, in particolare, si allontanò dal mondo dello spettacolo dopo le insistenti avances di Alfred Hitchcock, che – all’ennesimo rifiuto – le assicurò che le avrebbe reso difficilissimo lavorare. Lei fece spallucce e se ne andò: la storia è raccontata dal film The Girl. – Paul Bern era un potente regista, sceneggiatore e produttore hollywoodiano negli anni ’20 – ’30. Si sposò nel 1932 con la bellissima Jean Harlow, ma si uccise con un colpo alla testa circa cinque mesi dopo: il motivo del suicidio non è mai stato spiegato, ma la Harlow trovò un biglietto che recitava “Cara, carissima, purtroppo questo è il solo modo per riparare lo spaventoso torto che ti ho fatto e cancellare la mia abietta umiliazione. Ti...

George Carlin: fra genio e irriverenza...

C’è una cosa veramente idiota che faccio: si chiama “pensare”. E non sono un buon americano perché mi piace farmi la mia opinione da solo (George Carlin – Jammin’ in New York) George Carlin è uno dei comici più famosi ed apprezzati di sempre: conosciuto per l’irriverenza e per la profondità di molti suoi pezzi, nel 2004 venne scelto dalla rete Comedy Central come miglior comico dopo Richard Pryor. Nato a New York nel ’37 e cresciuto solo dalla madre, ancora giovanissimo si arruola in aviazione, cominciando contemporaneamente la carriera da disc jockey: nel ’57, viene congedato poiché poco produttivo. A soli 18 anni, inizia a scrivere i suoi pezzi e ad esibirsi nei night club: il successo arriva già negli anni ’60 e gli permette, nel 1967, di pubblicare il suo primo album, registrazione di uno spettacolo del ’66, “Take-Offs and Puts-ons”. È spesso ospite di Carson al suo The Tonight Show e comincia ad interpretare anche alcuni personaggi piuttosto famosi, come il disc jockey stupido o il sergente indiano. Nel ’75 diventa il primo animatore del Saturday Night Live, ma raggiunge l’apice con il suo famosissimo sketch “Seven Dirty Words”, dedicato a sette parole volgari che non si possono pronunciare in tv: a causa di questo pezzo, viene arrestato nel ’72 durante un’esibizione e denunciato nel ’73 da un padre che aveva scoperto il figlio ad ascoltare Carlin alla radio. Cinque anni dopo, la Corte Suprema degli Stati Uniti lo definirà volgare, ma non osceno e la sentenza darà il via al controllo sulle trasmissioni radio e tv per eliminare ogni volgarità. Dopo questo momento di particolare fama, George Carlin diventa conosciutissimo in tutto il mondo e continua a proporre spettacoli e a partecipare a serie tv e film (Dogma, Cars, Scary...

Game of Thrones: violenza sì, violenza no...

ATTENZIONE: SPOILERS! Alzi la mano chi guarda Game of Thrones, la serie tv statunitense targata HBO e basata sul ciclo di romanzi fantasy (ma non solo) di George R. R. Martin! L’epico racconto televisivo è, ormai, arrivato al 53esimo episodio e la sesta stagione, iniziata da sole tre settimane, ha già riportato sulle prime pagine le polemiche che da sempre accompagnano la messa in onda di questo fortunatissimo show: ma Game of Thrones non sarà troppo violento? Fin dalla prima stagione, non sono mai mancati commenti più o meno sdegnati riguardo alla quantità di scene troppo esplicite sia per quanto riguarda il sesso (anche se, per la verità, almeno queste particolari scene sono progressivamente diminuite) sia per quanto riguarda la violenza. Fare degli esempi è davvero facile: le Nozze Rosse della terza stagione ancora perseguitano tanti spettatori (quella della testa di Vento Grigio sul corpo del povero Robb Stark non è una visione facile da dimenticare), così come la terribile dipartita di Oberyn Martell, la cui morte ha intasato i social per diversi giorni, o il rogo che ha ucciso l’innocente Shireen Baratheon, figlia di uno Stannis che, da quel momento in avanti, ha perso moltissimo seguito. La stessa, citatissima, uccisione di Jon Snow alla fine della quinta stagione è sembrata, ad alcuni, inutilmente esplicita. Acqua passata? Non proprio. Il personaggio che ha attirato su di sé come una calamita la maggior parte delle polemiche è stato, nelle ultime settimane, quello di Ramsay, neo Lord Bolton. “Neo”, perché il giovane – sadico e terribile – ex bastardo del Nord ha pensato bene di farne un’altra delle sue, pugnalando il padre (e, fin qui, lo spettatore medio non si è scomposto) e dando in pasto ai suoi cani la matrigna ed il neonato fratellastro. Proprio...

Sanremo Trash: i momenti (in)dimenticabili del Festival della Canzone Italiana...

Il Festival della Canzone Italiana, nato nel 1951, ha visto negli anni alcuni momenti indimenticabili: i testi ed i travestimenti di Elio e le Storie Tese, la partecipazione di Giorgio Faletti con la bellissima “Signor Tenente”, la tragica ed inaspettata morte di Tenco… per un motivo o per un altro, esistono edizioni capaci di rimanere nella storia, per essere citate ancora oggi. Ma diciamoci la verità: soprattutto negli ultimi anni, Sanremo significa soprattutto “trash”, cioè momenti imbarazzanti e dimenticabili, che diventano immortali proprio perché assolutamente ridicoli! Qualche esempio? 1 – La farfallina di Belen: ebbene sì, iniziamo proprio da lei, da quella passeggiata sulle scale corredata da spacco mozzafiato e tatuaggio impossibile… alzi la mano chi non ricorda la mole di discussioni successive a questa scena dell’edizione del 2012! 2 – L’orchestra che lancia gli spartiti: siamo nel 2010, l’improbabile trio formato da Pupo, Emanuele Filiberto di Savoia e Luca Canonici e il cantante Valerio Scanu sorpassano Malika Ayane nelle fasi finali. La reazione dei musicisti di Sanremo è comprensibile, deliziosa e trashissima! 3 – Loredana Bertè e Ivana Spagna che cantano in coppia: durante l’edizione del 2008, la Bertè viene squalificata per un sospetto plagio. La sua reazione convince gli organizzatori e farla comunque esibire fuori  gara con l’amica Ivana Spagna: il risultato, fra costumi e pose studiate, è meraviglioso! 4 – Pippo Baudo che viene ripetutamente toccato da Roberto Benigni: e proprio lì. Anno 2002, Baudo e la Ricciarelli sono ancora sposati: Benigni sale sul palco e pensa bene di mettere a disagio il conduttore saltandogli addosso. Puro spettacolo. 5 – Cavallo Pazzo che travolge Baudo e annuncia il vincitore: cioè, Fausto Leali. Pippo Baudo non è mai stato troppo fortunato, ma il top del trash si è raggiunto proprio con questa...

BRUCE E BRANDON LEE: MISTERI ANCORA IRRISOLTI?...

Il 27 novembre del 1940 nasceva negli Stati Uniti uno dei personaggi simbolo della seconda metà del ‘900, un’icona sia dal punto di vista sportivo, che culturale: Bruce Lee. Cresciuto in Cina, il “Piccolo Drago” (questo il significato del suo nome cinese Lǐ Xiǎolóng) si impegnò nell’apprendimento delle arti marziali, approdando presto al cinema: dai ruoli più piccoli, alle parti da protagonista, il cammino di Bruce Lee venne sempre caratterizzato dalla forza, dalla tenacia e dalla determinazione. Una determinazione che gli consentì di sintetizzare anche i principi del Jeet Kune Do, “la via del pugno che intercetta”. Brandon Lee, figlio di Bruce e di Linda Emery, intraprese la stessa carriera del padre, impegnandosi nella recitazione e nelle arti marziali: viene ricordato come uno dei simboli degli anni ’90, soprattutto per aver interpretato Eric Draven nel film cult “Il Corvo”. Bruce e Brandon Lee non sono accomunati solo dal percorso nel mondo dello spettacolo: i due condividono, purtroppo, anche una fine prematura e inaspettata. Il primo morì il 20 luglio del 1973: impegnato nel progetto “Game of Death”, Bruce Lee si era recato a casa dell’attrice Betty Ting Pei per discutere del copione alla presenza del produttore Raymond Chow. Colto da una terribile emicrania, assunse un potente medicinale, l’Equagesic: poco dopo cadde in un sonno profondo da cui non si risvegliò mai. L’attore era già stato vittima di un incidente simile solo pochi mesi prima, quando era stato trasportato d’urgenza all’ospedale per un edema cerebrale da cui sembrava essersi ripreso. Le ipotesi riguardanti il suo decesso sono svariate, ma i più pratici sostengono che la morte sia stata probabilmente causata da una reazione allergica ad uno dei componenti del farmaco assunto quella mattina. 20 anni dopo, anche Brandon Lee subì lo stesso destino: il 31...

ADDIO A OSCAR DE LA RENTA: LO STILISTA DELLE FIRST LADIES...

Il mondo della moda dà l’addio a Oscar de la Renta, uno degli stilisti più apprezzati degli ultimi 50 anni: designer pluripremiato, caratterizzato da uno stile inconfondibile, fatto di eleganza e di colore, che dagli anni ’60 riuscì a vestire alcune delle donne più potenti e belle della politica e dello spettacolo, come, ad esempio, Jacqueline Kennedy (che portò de la Renta alla fama internazionale), Nancy Reagan, Hillary Clinton, Laura Bush, Michelle Obama, Cameron Diaz, Nicole Kidman, Penelope Cruz, Oprah Winfrey, Kristen Stewart, Jessica Chastain…. Il suo lavoro più recente? L’abito da sposa per Amal Clooney. OSCAR DE LA RENTA: LA VITA Oscar de la Renta nasce il 22 giugno 1932 nella Repubblica Dominicana, figlio di  Carmen Maria Antonia Fiallo, di origini spagnole, e Oscar Avelino de la Renta, originario del Porto Rico. A 18 anni, si trasferisce in Spagna ed inizia a studiare all’Accademia di San Fernando di Madrid: in questo periodo comincia ad interessarsi al mondo della moda e a collaborare con alcune case spagnole. In particolare, importantissimo è il rapporto con Cristóbal Balenciaga, considerato da Oscar de la Renta un vero e proprio mentore, e con Antonio Castillo, con cui collabora presso Lanvin dopo essersi trasferito a Parigi. Interessato al “ready to wear”, nel ’63 inizia a disegnare vestiti per Elisabeth Arden, per poi passare, nel 1965, a Jane Derby (in questo periodo fonda anche il suo primo marchio): nell’agosto dello stesso anno, alla morte della stilista, de la Renta passa al timone della casa, cambiandone il nome in “Oscar de la Renta for Jane Derby”. La Jane Derby Inc., diventata “Oscar de la Renta”, passa definitivamente nelle mani dello stilista dominicano nel 1974. Dagli anni ’70, l’ascesa è definitiva: nel ’77 viene prodotto il primo profumo “Oscar”, dal ’93 al 2002...

I VINCITORI DEGLI OSCAR 2014...

Dopo una lunghissima attesa, sono stati finalmente annunciati i vincitori degli Oscar 2014: la cerimonia, tenutasi al Dolby Theatre di Los Angeles, è stata condotta da una inarrestabile Ellen DeGeneres, che si è divertita a prendere un po’ in giro e a coinvolgere alcuni fra i più famosi e potenti attori di Hollywood. A fare il pieno di statuette è stato Gravity: ben 7 premi, fra cui 6 tecnici ed 1 per la miglior regia ad Alfonso Cuaròn. Grandi risultati anche per 12 Anni Schiavo, che si porta a casa gli ambitissimi riconoscimenti per il Miglior Film, la Miglior Sceneggiatura Originale e la Migliore Attrice Non Protagonista, Lupita Nyong’o. Gli altri attori premiati sono stati Jared Leto, Cate Blanchett (forse la più bella della serata) e Matthew McGonaughey, che ha soffiato (meritatamente) la statuetta come Miglior Attore Protagonista ad un deluso Leonardo Di Caprio, alla sua quinta nomination: quello di Di Caprio, 31 nomination in carriera e solo 3 premi vinti, sta diventando un vero e proprio “caso” fra i fan dell’attore, che, soprattutto tramite i social network, lo hanno reso protagonista di meme, vignette e divertentissimi video di protesta, al motto “Leo deserves an Oscar” (o era “The Oscar deserves Leo”?). Tanti i momenti divertenti della serata: dall’ennesima caduta di Jennifer Lawrence sul red carpet, si passa a Benedict Cumberbatch che saltella dietro agli U2 al momento delle foto, al fattorino che entra in scena e dà un po’ di pizza agli attori presenti in sala, mentre Brad Pitt fa il cameriere portando piatti a destra e sinistra. Già cult il momento Twitter: decisa a creare il tweet più ritweettato al mondo, Ellen DeGeneres ha, infatti, scattato il selfie più bello di sempre, coinvolgendo Meryl Streep, Julia Roberts, Channing Tatum, Brad Pitt, Angelina...

CHI VA AGLI OSCAR 2014?...

A poche ore dall’assegnazione dei Golden Globe, sono arrivate anche le nomination agli Oscar 2014: l’86ª edizione della cerimonia si terrà la sera del 2 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles e sarà condotta per la seconda volta da Ellen DeGeneres, attrice, comica, doppiatrice e conduttrice del famoso talk “The Ellen DeGeneres Show”. Le sorprese sono state davvero poche, considerato che le categorie principali rispecchiano in linea di massima le scelte fatte dalla Hollywood Foreign Press: fra i migliori film non ritroveremo Rush di Ron Howard e A proposito di Davis di Joel ed Ethan Coen, mentre rientrerà in gara Dallas Buyers Club di Jean-Marc Vallée; fra i registi troviamo la new entry Martin Scorsese che, con il suo The Wolf of Wall Street, prende il posto di Paul Greengrass, candidato ai Golden Globe con Captain Phillips; le categorie degli attori sono state un po’ “compresse” (gli Academy Awards prevedono 4 premi, i Globe, invece, 6), escludendo nomi come Idris Elba, Tom Hanks, Robert Redfort, Oscar Isaac, Joaquin Phoenix, Julie Delpy, Greta Gerwig, Julia Louis-Dreyfus, Emma Thompson e Kate Winslet. Per quanto riguarda la categoria Miglior Film Straniero, La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino si è aggiudicato una attesissima nomination, che, dopo il Golden Globe, lascia ben sperare per il riconoscimento del cinema italiano a livello internazionale. Non ci resta che tifare per il nostro Sorrentino! Ecco la lista completa della nomination: Miglior film 12 anni schiavo, regia di Steve McQueen American Hustle – L’apparenza inganna, regia di David O. Russell Captain Phillips – Attacco in mare aperto, regia di Paul Greengrass Dallas Buyers Club, regia di Jean-Marc Vallée Gravity, regia di Alfonso Cuarón Her, regia di Spike Jonze Nebraska, regia di Alexander Payne Philomena, regia di Stephen Frears The Wolf of Wall...

I VINCITORI DEI GOLDEN GLOBE 2014!...

Domenica 12 gennaio sono stati annunciati tutti i vincitori della 71ª edizione dei Golden Globe: a trionfare sono stati, fra gli altri, American Hustle, Dallas Buyers Club e il nostro Paolo Sorrentino. La serata ha riservato qualche sorpresa: il premio per il Miglior Film Drammatico è, infatti, andato all’acclamatissimo American Hustle, ma il Golden Globe al Miglior Regista è stato vinto da Alfonso Cuarón, in lista con Gravity; poco dopo Spike Jonze ha vinto per la sceneggiatura con Her, che non ha, però, vinto il premio come Migliore film commedia o musicale. Insomma, le incongruenze hanno destato qualche piccola perplessità, ma, tutto sommato, il pubblico sembra condividere le scelte fatte dall’Hollywood Foreign Press, soprattutto per quanto riguarda gli attori e le attrici: Cate Blanchett, Matthew McConaughey, Amy Adams, Leonardo DiCaprio, Jennifer Lawrence e Jared Leto hanno messo d’accordo proprio tutti. Grande soddisfazione anche per il cinema italiano, che, con La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, ha vinto il premio come Miglior Film Straniero: il regista, arrivato sul palco, ha ringraziato tutti i suoi collaboratori ed anche l’Italia, paese “strano, ma bellissimo”. Anche i riconoscimenti per la televisione hanno incontrato il favore generale, premiando Breaking Bad ed il suo protagonista Bryan Cranston, la rivelazione Brooklyn Nine-Nine, Amy Poehler (una delle presentatrici della serata), il film tv Dietro ai candelabri e tanti altri. Ecco la lista completa dei vincitori! Premi per il cinema: Miglior film drammatico • 12 anni schiavo, regia di Steve McQueen • Captain Phillips – Attacco in mare aperto, regia di Paul Greengrass • Gravity, regia di Alfonso Cuarón • Philomena, regia di Stephen Frears • Rush, regia di Ron Howard Miglior film commedia o musicale • American Hustle – L’apparenza inganna, regia di David O. Russell • A proposito di Davis, regia...

I GOLDEN GLOBE 2014 STANNO ARRIVANDO!...

Il 12 gennaio 2014 avrà luogo la 71ª edizione dei Golden Globe: a presentarli al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills saranno di nuovo le due attrici Tina Fey ed Amy Poehler, reduci dall’ottimo successo ottenuto nell’edizione 2013. Lo scorso 12 dicembre, ad un mese esatto dalla cerimonia, Aziz Ansari (protagonista della serie tv Parks and Recreation), Zoe Saldana (la bellissima Nyota Uhura degli ultimi episodi di Star Trek) ed Olivia Wilde (la “13” di Dr. House) hanno annunciato le tanto attese candidature sia per quanto riguarda il cinema, che la tv: a prevalere, con sette nomination ciascuno, sono stati i due film “12 Years a Slave” e “American Hustle”, mentre le serie tv più apprezzate sono state “Breaking Bad”, conclusosi proprio quest’anno, “Brooklyn 99” e l’inglesissimo “Downtown Abbey”. Anche “Gravity”, film rivelazione del 2013, ha avuto un buon successo, guadagnandosi ben quattro candidature. Per quanto riguarda, invece, le nomination dedicate agli attori, i Golden Globe 2014 sembrano confermare quasi tutti i pronostici: fra le migliori attrici protagoniste e non protagoniste spiccano i nomi di Sandra Bullock, Kate Winslet, Cate Blanchett, Amy Adams, Julia Roberts, Meryl Streep e Jennifer Lawrence, già vincitrice del premio nel 2013 per “Il Lato Positivo“, mentre, fra gli attori, troviamo Matthew McConaughey e Jared Leto, favoriti nelle rispettive categorie, Tom Hanks, Idris Elba, Christian Bale e Leonardo di Caprio. Anche nel mondo delle serie televisive, i grandi nomi di Hollywood hanno ottenuto un notevole successo: fra attori del piccolo schermo come Julianna Margulies, Lena Dunham e Jim Parsons, spuntano, infatti, Al Pacino, Michael Sheen, Kevin Spacey, Michael J. Fox, Helen Mirren, Helena Bonham Carter e la meravigliosa Jessica Lange. Bellissima, e attesissima, sorpresa anche per il cinema italiano: “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino ha meritato la candidatura fra...

IL CIRQUE DU SOLEIL IN ITALIA: DRALION

Il Cirque du Soleil nasce nel 1984 per opera del fondatore Guy Laliberté, un ex mangiafuoco di Montreal. Il gruppo, inizialmente poco numeroso, dà vita da subito ad un circo di mimo, acrobazie e giocoleria senza la presenza di animali e curato il più possibile dal punto di vista visivo: tutti i numeri hanno grande rilevanza artistica, tanto da poter essere considerati vere e proprie performance teatrali. In breve tempo, il cast comincia a crescere, riscuotendo sempre più successo in tutto il mondo, fino ad arrivare a più di 3800 dipendenti da 50 nazioni diverse, impegnati in 8 tournée mondiali e 9 spettacoli stabili (a Montreal, Las Vegas, New York, Orlando, Singapore…). Fra gli spettacoli ci sono, per esempio, Alegria, Amaluna, Corteo, Totem, Kooza, O, Love (ispirato alle musiche dei Beatles), Kà, Varekai: ciò che li contraddistingue è la presenza di un unicum narrativo che lega tutti i giochi, le acrobazie ed i numeri dei clown, sfruttando musiche sempre originali (la colonna sonora più famosa è, forse, quella di Alegria, che raggiunse anche un notevole successo nelle vendite). Le rappresentazioni possono subire leggere variazioni (soprattutto per quanto riguarda gli artisti ospiti), ma, nel corso degli anni, le storie, la bravura e la magia sono rimaste invariate. Quest’anno, il circo porta in Italia “Dralion”, lo spettacolo che unisce est e ovest (Dralion deriva dall’unione della parola “drago”, uno dei simboli della cultura orientale, e della parola “leone”, a rappresentare il mondo occidentale), 3000 anni di arte acrobatica cinese e l’approccio multidisciplinare tipico del Cirque du Soleil. Le strutture utilizzate durante lo show sono una parete metallica di 18 metri di spessore e 8 metri di altezza, dotata di ganci a cui gli artisti possono arrampicarsi, rimanendo sospesi nel vuoto, e tre anelli concentrici, utilizzati come passerella, come parte dell’equipaggiamento acrobatico e come strumento per muoversi su e giù nell’aria. Il cast conta circa 50 membri, alcuni dei quali interpretano i personaggi principali: Azala, dea del’aria, Gaya, dea della terra, Ocèane, dea dell’acqua, Yao, dio del fuoco, L’Ame Force, cioè i cantanti che rappresentano l’armonia degli elementi, Kala, il cuore del tempo, Little Buddha, i Dralions ed i Clowns. Lo spettacolo si propone di interpretare l’incontro fra culture diverse, ma anche l’unione fra uomo e natura che, nonostante tutto, è ancora possibile....

Alla ricerca di una comicità nuova...

Stufi della comicità di Zelig, Colorado, Aggratis, Made in Sud e affini di stampo italiano ? Stufi delle solite battute ripetitive, dei tormentoni, dei personaggi surreali, ma allo stesso tempo banali e già visti dei Soliti Idioti e compagni? Non vi resta che smettere di cercare in Italia e cominciare ad affacciarvi alla comicità estera ! Stati Uniti e Inghilterra sono oggi e sono sempre stati fucina di comici esilaranti con testi di estrema intelligenza e sagacia, ma anche la Francia, Israele e perchè no, l’India presentano esempi di comicità innovativa. Indubbiamente la fa da padrone quello che viene chiamato, in gergo, lo Stand Up – molto poco diffuso in Italia. La regola dello Stand Up è molto semplice: un palco, un microfono ed il proprio pubblico da far divertire. Bill Hicks, Geroge Carlin, Chris Rock sono tra i più famosi Stand Up anglosassoni, senza dimenticare il più recente Eddie Izard, che partendo dallo Stand Up ha conquistato il pubblico americano partecipando a diverse serie TV e Film per il cinema. Difficile affacciarsi alla comicità non italiana, se non si padroneggia più che bene la lingua straniera; ci viene quindi in aiuto un ottimo sito che si occupa di tradurre e sottotitolare in italiano tutti gli spettacoli dei comici stranieri più in voga. www.comedysubs.org può essere utilizzato per cercare la traduzione in italiano di uno spettacolo comico che già conoscete, ma può anche essere navigato avidamente, alla scoperta di nuovi comici provenienti da tutto il mondo, perchè gli autori del sito non si limitano a sottotitolare gli spettacoli in italiano, ma pubblicano spesso e volentieri biografie e storie curiose sui comici. Comedysubs.org, dopo anni di lavoro, ha recentemente pubblicato, traducendolo, un libro che tratta lo stato di salute della Satira americana. Scritto da Paul...