L’aloe vera contro le macchie della pelle...

L’aloe vera è, per eccellenza, la regina della piante, visti i suoi molteplici usi per la salute e la bellezza. Originaria dell’Africa, se ne possono classificare ben duecento varietà, e viene impiegata sia per usi esterni che per quelli interni, grazie alle sue proprietà lenitive e depurative.   I suoi componenti   Nel corso del decennio che va dal 1980 al 1990, numerosi laboratori hanno studiato i costituenti chimici di questa pianta, che si possono dividere in tre gruppi: i polisaccaridi, ovvero gli zuccheri complessi, presenti nel gel interno della foglia; gli antrachinoni, degli analgesici naturali, racchiusi nella buccia; le sostanze nutritive, come le vitamine, i sali minerali, gli aminoacidi, gli enzimi, etc. Il principio attivo che caratterizza più di tutti l’aloe è, sicuramente, l’aloina, le cui proprietà sono disintossicanti, antibiotiche e lassative. Ma questa sostanza è da assumere in dosi contenute, perché una quantità eccessiva può causare dolori di vario genere. Per i suoi usi esterni, il gel di aloe vera può essere un ottimo idratante e un antibatterico. Protegge dai raggi UV (che possono far comparire le macchie sulla pelle), allevia i bruciori di scottature ed irritazioni cutanee, ed è un ottimo emolliente. Per le macchie cutanee Grazie ai suoi aminoacidi, l’aloe è di sicuro un ottimo rimedio per alcuni tipi di macchie della pelle, soprattutto per quelle dovute a una lunga esposizione ai raggi solari. Basta semplicemente applicare il gel di aloe vera sulle zone colpite, finché non viene del tutto assorbita dall’epidermide, tutti i giorni. Se si ha a disposizione la polpa di questa pianta, può aggiungervi un po’ di acqua, ed applicarla sulle macchie, lasciandola agire per un quarto d’ora o venti minuti, togliendola poi con l’acqua fredda. Come spiegato su questo articolo: https://www.cremaviso.net/aloe-vera/, chi lo desidera, può usare il gel di aloe vera per preparare...

Lavorare in Inghilterra: le professioni più richieste...

Il mondo del lavoro sta rapidamente cambiando, grazie soprattutto all’avvento della tecnologia che ha generato una richiesta crescente di determinate figure. Tale rimescolamento delle figure lavorative si è verificato non solo in Italia, ma anche in Inghilterra, un paese molto gettonato per i nostri “cervelli in fuga”. Se stai pensando di trasferirti, o semplicemente di affrontare una nuova avventura per arricchire le tue conoscenze, in questo articolo ti mostrerò le figure professionali più richieste in Inghilterra. La pubblicità ed il marketing sono settori in continua evoluzione, grazie alle nuove dinamiche offerte dalla tecnologia. Molte aziende, alla luce di una trasformazione sempre più complessa e specializzata del settore dei media, sono alla ricerca di bravi pubblicitari. Nello specifico si ricercano specialisti esperti nella carta stampata, nella televisione e soprattutto nei contenuti multimediali e online. Il marketing è un settore che prima interessava solo il privato, ma oggi riguarda anche gli istituti e le aziende pubbliche. Per questo motivo le nuove dinamiche in rete hanno fatto crescere la domanda di esperti di marketing, con l’obiettivo di migliorare la visibilità online di aziende e società e di conquistare nuovi clienti. In questo ambito è in forte crescita anche la domanda di sviluppatori di software, che hanno il compito di progettare e sviluppare un nuovo sistema operativo o un software di computer. Cambiamo settore ed arriviamo al fitness, dove è letteralmente esplosa la richiesta di istruttori e di personal trainer. Il fitness è un settore in costante crescita, grazie anche alla nascita di discipline sempre più variegate e settoriali specifiche per determinate esigenze. Dalla yoga allo zumba, dal pilates agli allenamenti di gruppo, ormai il fitness offre una varietà di discipline così ampia da richiedere necessariamente figure specializzate e preparate. Ogni disciplina è finalizzata ad un obiettivo (perdita di peso, tonificazione della massa muscolare, riabilitazione, miglioramento del coordinamento, ecc.), quindi le opportunità...

Cosa chiedono gli sposi al fotografo per matrimoni? Mar15

Cosa chiedono gli sposi al fotografo per matrimoni?...

I novelli sposi sono sempre più esigenti, anche alla luce delle nuove opportunità offerte dalla tecnologia come le riprese dall’alto dei droni, diventati un vero “must” dei moderni matrimoni. Cosa chiedono gli sposi al fotografo di matrimoni? Una domanda legittima, considerando le nuove tendenze che si stanno sviluppando negli ultimi tempi. I fotografi devono essere costantemente aggiornati ed attrezzati per soddisfare le richieste sempre più bizzarre ed alternative degli sposi. Per rispondere a questa domanda ci affidiamo ai consigli di Juan Carlos Marzi, noto fotografo di matrimoni che ci illustra i nuovi trend e le nuove tendenze del matrimonio 2018. Come anticipato la ripresa dall’alto col drone è una pratica ormai diffusissima, poiché consente di scattare foto e di girare video con inquadrature molto suggestive, che hanno un impatto ancora maggiore nei luoghi di campagna o di montagna. Anche il video del matrimonio sta ritornando prepotentemente in auge, una sorta di docu-film dell’intera giornata che coinvolge gli sposi ma anche gli invitati, che diventano “attori” non protagonisti di un giorno così speciale. Altra tendenza molto diffusa è il cosiddetto “wedding unplugged“, vale a dire il matrimonio senza smartphone. Se questo benedetto-maledetto dispositivo è un compagno praticamente inseparabile, nel giorno delle nozze va invece riposta in tasca o in borsa. Gli sposi infatti non apprezzano un uso smodato dello smartphone che risulta essere eccessivamente invadente, inoltre non facilita il lavoro del fotografo che deve immortalare i momenti salienti e più caratteristici. Hai mai notato l’assenza improvvisa del fotografo anche prolungata durante la cerimonia? In quei momenti il fotografo non se la sta spassando, sta semplicemente selezionando gli scatti più belli realizzati fino a quel momento per creare uno “slideshow” delle foto durante la fase finale della cerimonia. Si tratta di un momento molto toccante ed emozionante, che sorprende gli sposi e gli invitati. In Italia una volta si chiamava la classica “fuitina d’amore”,...

5 dritte per organizzare un evento di beneficenza...

Ecco 5 dritte per organizzare un evento di beneficenza perfetto. Dagli inviti alla location, scopri i nostri consigli per una serata da ricordare.   Organizzare un evento di beneficenza può essere un ottimo trampolino di lancio per un’azienda che vuole farsi conoscere, oltre che estremamente positivo per l’immagine della stessa. Organizzare un evento di questo tipo può rivelarsi abbastanza complicato, soprattutto per le imprese che non masticano questo settore. Per questa ragione, abbiamo deciso di svelarvi 5 dritte per organizzare un evento di beneficenza davvero perfetto. 1. Obiettivi realistici Prima di organizzare l’evento, la cosa più importante da fare è porsi degli obiettivi. Evitate di sognare troppo in grande, con obiettivi non alla vostra portata. Quando si organizzano serate di beneficenza, la cosa più importante non è raggiungere somme ingenti: in questi casi basta anche un piccolo contributo dei vostri ospiti per cambiare la vita di chi è meno fortunato di noi. Insomma, la cosa più importante è definire i vostri obiettivi, con i piedi per terra, in modo da evitare di creare illusioni. 2. Scegliete chi invitare Gli inviti sono una componente importante in un evento di questo tipo. In questo caso, avete due scelte: potete decidere se estendere l’invito a tutti, oppure se creare un evento per partecipanti di nicchia, come ad esempio, personaggi di spicco nella beneficienza, o rappresentanti di altre associazioni benefiche. La cosa più importante è scrivere un invito chiaro, con tutte le informazioni necessarie per partecipare all’evento. E specificate sempre che è possibile donare all’ente la quota che si preferisce, senza nessun obbligo specifico. 3. Quando e dove organizzarlo Non ci sono date precise. Organizzatelo in relazione alla disponibilità dei vostri ospiti in modo da non incorrere in contrattempi dell’ultimo minuto. Per quanto concerne la location, evitate luoghi...

Golden Globes 2018: il discorso di apertura di Seth Meyers!...

I Golden Globes 2018 sono terminati da pochissime ore, lasciando spazio a critiche e considerazioni di ogni tipo: questa edizione, la settantacinquesima, è stata – infatti – caratterizzata dal movimento “Time’s Up”, che ha visto la partecipazione massiva  di praticamente tutti gli invitati, vestiti completamente di nero. Attori e attrici si sono succeduti sul palco, sottolineando la necessità di uguaglianza fra uomini e donne, ma anche fra le minoranze: non più lavori di serie A e di serie B, non più trattamenti diversi in base al sesso, alla religione, all’etnia, ma un nuovo sistema equo e giusto per tutti. La serata è stata aperta dal discorso del presentatore Seth Meyers, sceneggiatore del Saturday Night Live per oltre 10 anni e conduttore televisivo: il suo intervento, della durata di poco meno di un quarto d’ora, ha sorpreso tutti con battute divertenti, dure, ma mai troppo sopra le righe. Il presentatore ha, infatti, affrontato fin dai primi istanti il problema “abusi”, salutando “le donne e i pochi gentiluomini rimasti” e ha continuato prendendo di mira, in particolare, il pubblico maschile: niente di troppo scomodo o pesante, ma poche battute sono bastate a far capire la strategia e la posizione tenuta da Meyers nel corso di tutta la serata. Il discorso iniziale ha lasciato spazio anche a Trump (mai direttamente nominato e “tirato in ballo” per il suo scontro con la Corea del Nord), a Weinstein (“il primo professionista di Hollywood che, fra 20 anni, verrà fatto oggetto di BUUU durante il segmento in memoriam), a Spacey (preso in giro più volte nel corso dell’intervento, anche per la sua presunta incapacità di replicare un corretto accento del sud) e a Woody Allen, recentemente finito nell’occhio del ciclone per le considerazioni contenute nei suoi diari privati. Non sono...

Giubbotti di pelle da uomo, tra look casual e ottima qualità...

È un capo che non dovrebbe mai mancare nel guardaroba di un uomo. Parliamo dei giubbotti di pelle, presenza insostituibile per molti. Il pubblico maschile, d’altronde, cerca da sempre semplicità e carattere in ciò che indossa. Ancora meglio se di qualità. Seguire la tendenza del momento è un bene, ma è fondamentale anche circondarsi di capi che possano accompagnarci giorno dopo giorno vestendoci con stile ed eleganza. Il Made in Italy, certamente, la fa da padrone. Tradizione ed armonia creano collezioni di giubbotti armoniose, facili da portare e dotate di grande versatilità. Nascono così capi classici ma allo stesso tempo innovativi, caratterizzati dai migliori materiali, da pregiatissime finiture e da quei dettagli che, sappiamo bene, fanno la vera differenza. La scelta, dunque, è davvero ampia. Partiamo dai colori: una giacca di pelle marrone è adatta a chi ama le tonalità calde, il nero invece è consigliato a chi preferisce un colore classico che, in fondo, sta bene davvero su tutto. E ancora, i modelli bicolori con polsini in tessuto per chi vuole osare tra la folla, o quelli in pelle scamosciata dalla vestibilità slim per una eleganza senza precedenti. Capitolo stile. Per gli uomini di corporatura esile, sono solitamente indicati giubbotti con elastici in vita alti: questi serviranno a far apparire le spalle più possenti. Al contrario, se si vuole celare qualche chilo di troppo, un giubbotto che cade dritto è la soluzione più semplice e adatta. Attenzione anche alla posizione di eventuali tasche e decorazioni: spesso questi elementi sottolineano i difetti fisici fino a ingigantirli. I giubbotti Stewart, interamente realizzati in Italia, sono il perfetto compromesso. Le collezioni, infatti, sono frutto del lavoro di maestri artigiani dal grande talento: alle loro spalle, molti anni di esperienza. Capi in pelle di ottima qualità che...

Ad ognuno il suo! Capelli diversi meritano stili diversi!...

Chi è riccia vuole lisci morbidi e setosi, chi è liscia vuole riccioli leonini e definiti…ma le donne riusciranno mai ad essere soddisfatte del loro aspetto? Per quanto siano belle, femminili e curate le donne riescono sempre a trovare il neo, anche dove non c’è! Quando si parla di capelli poi, la questione si fa ancora più difficoltosa. Taglio, colore, messa in piega, acconciatura infinite combinazioni per creare stili sempre diversi e nuovi. La moda 2017 detta tendenze per tutti i gusti, da tagli strutturati e ben progettati a chignon sdrammatizzati con ciocche libere che incorniciano il volto, da lisci perfetti e lucidissimi all’effetto bagnato come appena uscite dall’acqua. Al via quindi con la ricerca del proprio look in perfetto stile passerella per qualsiasi tipo di chioma! Uno dei must più importanti per questa primavera/estate 2017 è sicuramente il taglio corto, di ispirazione maschile ma dal risultato iper femminile. Tagli audaci e ben strutturati, si va dall’intramontabile bob a corti decisamente rock con sfilature secche, scalature e ciuffi asimmetrici abbinati a rasature grintose e ardite. D’obbligo quindi cercare acconciature capelli corti che valorizzino qualsiasi volto. Alle coraggiose che osano e che vogliono tentare la via sempre più chic del corto non resterà che studiare i propri lineamenti e costruire un taglio che ne esalti la bellezza donando un’aria fresca e stilosa. Non disperino comunque tutte coloro che non osano tagliare la propria chioma! In versione wet, con riga laterale e onde morbide o lisci dal finish lucido ed impeccabile, anche i capelli lunghi potranno essere esaltati con pochi semplici accorgimenti per una testa perfettamente alla moda e in linea con le nuove tendenze! Al via quindi con capelli perfettamente lisci e splendenti, chiome voluminose o onde sensuali! Affidarsi ad una piastra per capelli di...

Moda Adidas: quali modelli sono intramontabili?...

Moda, croce e delizia di grandi e piccini! Siamo sempre più sottoposti ad immagini e figure di copertina che a volte non rispecchiano la realtà delle cose, ma quanto ci piace alla fine la moda? Siamo irresistibilmente attratti dalle immagini patinate delle riviste, dalle star del cinema e dalle collezioni che gli stilisti reinventano ogni anno e che, dopo le passerelle, raggiungono anche i negozi più comuni. Che si tratti di neonati, adolescenti o adulti ormai quasi tutti siamo influenzati dalle mode del momento. Fantasie particolari, giochi di volumi su gonne, pantaloni e capi spalla, abbinamenti vistosi e dall’estro stravagante sono tutti dettagli che, sulle passerelle a volte ci sembrano anche eccessivi ma che, riproposti in maniera più semplice nei negozi alla portata di tutti danno un tocco stiloso e particolare ad ogni outfit. Ma si può fare lo stesso discorso per le scarpe? Anche quella delle calzature, soprattutto quando si parla di haute couture, è una moda decisamente vistosa e fantasiosa che spesso però non ha la stessa risonanza nei megastore e nei negozi più abbordabili. Soprattutto quando si parla di scarpe da ginnastica, la moda è spesso più accessibile alle tasche di molte persone.La scarpa da ginnastica, ormai sdoganata come accessorio moda abbinata anche a mise eleganti, professionali o formali, è un dettaglio molto amato da qualsiasi età e da qualsiasi sesso. Declinate in collezioni prettamente maschili o femminili, sono moltissime le proposte unisex dei grandi marchi che riescono ad accontentare un numero sempre più grande di consumatori. Basti pensare alle ormai intramontabili Adidas Superstar Vintage! Nate negli anni ’70 come scarpe da basket e consacrate negli anni ’80 dai rapper statunitensi, godono oggi di fama mondiale e di un successo strepitoso grazie alla loro forma, alla loro versatilità e l’inconfondibile punta...

Cosa si può fare a 18 anni...

Per molti ragazzi è la fatidica soglia che permette di fare tante cose ed ottenere, almeno apparentemente, una certa autonomia dai propri genitori. La maggiore età, quindi, è spesso vista come una sorta di traguardo e, al tempo stesso, trampolino di lancio per la vita adulta, dove si lascia per sempre (o quasi, per alcuni) l’adolescenza e si affronta la vera vita, con tutti i suoi risvolti positivi e negativi. Messe alle spalle le tante feste dei 18 anni di amici e compagni di scuola, si cominciano a frequentare più assiduamente altri locali, come nella Capitale può essere il Papillon Club, per continuare a divertirsi, organizzare feste e fare sempre nuove conoscenze. Per diversi ragazzi e ragazze quindi si comincia forse a farsi considerare uomini e donne, con maggiori diritti e opportunità, rispetto a prima. Ma cosa possono fare appunto i nuovi maggiorenni, quali possibilità acquisiscono o possono far valere rispetto agli anni precedenti? Vediamo ciò che colui o colei che ha compiuto 18 anni può fare, almeno in Italia. Diritto di voto Un diritto importante che si acquisisce con la maggiore età, ma che spesso e per diversi motivi non sempre viene esercitato è quello di votare. Infatti, il raggiungimento dei 18 anni permette di poter votare per il Parlamento ed in particolare per la Camera dei Deputati. Per poterlo fare per il Senato, l’altro ramo del Parlamento, si dovranno invece attendere i 25 anni. Altrettanto importante è l’altro traguardo ambito dai neo maggiorenni: la patente. Infatti, raggiunta questa età, si potranno iniziare lezioni sia di teoria che soprattutto di pratica, a bordo di un’automobile della scuola-guida. Questo significa per tanti giovani, una volta conseguita, la possibilità finalmente di poter uscire la sera o il fine settimana in piena libertà, senza dover prendere...

5 copertine che hanno fatto la storia Mar17

5 copertine che hanno fatto la storia...

Le copertine delle riviste non sono sempre semplici “cover”, fotografie colorate pensate esclusivamente per attirare i lettori: a volte, sono capaci di riassumere un momento storico, una trasformazione, un elemento capace di cambiare la società per sempre. Sono un esempio le tante immagini dall’incredibile potenza pubblicate dopo l’11 settembre 2001, i ritratti di politici (George W. Bush e Bill Clinton, per esempio, sono stati protagonisti di alcune delle immagini più suggestive), le foto prive di filtri inviate dai giornalisti di guerra: oggi vediamo 5 copertine che hanno fatto la storia! 1 – Esquire, aprile del 1968: a finire in copertina è Muhammad Ali, vestito con la sua classica divisa da pugile, ma trafitto da frecce. Poco prima, quello che è senza dubbio uno degli atleti più rappresentativi di sempre aveva espresso il suo parere sulla guerra nel Vietnam, rifiutandosi – per motivi religiosi – di arruolarsi nell’esercito: gli era stato tolto il titolo, era stato allontanato dal ring. Esquire aveva, quindi, deciso di dedicargli una serie di copertine “a favore”, dipingendolo come San Sebastiano, protettore degli atleti. Una scelta coraggiosa, sicuramente forte per l’epoca, che ancora oggi fa parlare di sè: un misto di sacro e profano che ben rappresentava quegli anni così difficili. 2 – Life, edizione speciale del 1969: “To the Moon and Back” è il nome del reportage speciale che la rivista Life ha dedicato nel ’69 all’impresa dell’Apollo 11. In copertina, il casco di Buzz Aldrin, fotografato da Armstrong, ci mostra luci e ombre della missione: nella rivista, foto a colori, approfondimenti e curiosità riguardanti uno dei momenti più importanti nella storia dell’evoluzione umana. 3 – Rolling Stones, 22 gennaio 1981: poche ore prima dell’assassinio di John Lennon, Annie Leibovitz aveva scattato una bellissima fotografia, che ritraeva un abbraccio pieno...

Confessioni di centralinista erotica...

Abbiamo chiesto ad una operatrice di un telefono erotico di raccontarci la sua professione. Ma cosa spinge una donna a fare questo lavoro? E’ una della tante domande che le abbiamo posto. Perché è vero che spesso il sesso è una scorciatoia per uscire dalla crisi e trovare un’occupazione. Ma è anche vero che esistono professionisti, aldilà della moralità di qualcuno, che ama queste strambe professioni. Si guadagna bene e in fondo oggi, c’è molto di peggio nel mercato del lavoro. Ma ecco la nostra intervista ad una operatrice del sesso telefonico… Sono un’esperta del sesso telefonico S. ci racconta la sua vita da impiegata di giorno e operatrice di una linea hot di notte. “Sono un professionista del settore, senza dubbio sono quella con la maggiore esperienza tra le mie colleghe. Uomini da tutta Italia, chiamano ogni giorno per trascorrere dei “minuti bollenti” al telefono con noi”. Chi è S. e perché hai scelto questo mestiere? “Fin dall’infanzia, ero una ragazzina molto estroversa a cui piaceva stare al centro dell’attenzione. Questa mia predisposizione, mi ha fatto rispondere ad un annuncio di ricerca di personale per un call center di una linea erotica”. “Sin da subito mi sono trovata bene e ho deciso di intraprendere questa strada”. Lo fai solo per l’aspetto economico? “Posso dire che l’aspetto economico non è essenziale”. “Facendo questo lavoro non si guadagnano cifre enormi come può pensare la gente, ma anzi per farlo al meglio bisogna avere una grande fantasia per poter soddisfare le richieste dei clienti e avere molta pazienza”. La richiesta più strana che hai ricevuto? Non potevano non fargli la domanda sulla richiesta più strana che un cliente le ha fatto: “Ricevo ogni giorno molte richieste strane, forse quella più particolare è quella di un cliente...

2016 – 2017: ricordando David Bowie e i suoi look iconici...

Ad un giorno dal suo settantesimo compleanno e a poco meno di 24 ore dal primo anniversario della sua inaspettata e dolorosa scomparsa, sembra quasi che David Bowie non se ne sia mai andato: gli articoli che parlano di lui si moltiplicano costantemente, così come i post e le immagini condivise dai suoi fan sul web. In molti ne sentono la mancanza e ne ricondividono i principali successi, tirando le somme di questi primi 12 mesi senza il Duca Bianco: considerato l’andamento del 2016, dai più ritenuto estremamente sfortunato (anche per il numero eccezionalmente alto di grandi star scomparse più o meno prematuramente), ad alcuni pare evidente che fosse proprio Bowie a tenere le fila dell’universo oppure, ancor più incredibilmente, che sia semplicemente andato via, costruendo una realtà parallela da popolare con le tante celebrità scomparse nel corso dell’anno passato. Qualsiasi sia la vostra opinione, dalla più realista alla più ottimista, è innegabile che David Bowie abbia significato tantissimo a livello musicale, cinematografico, culturale, sociale e che la sua mancanza stia iniziando a farsi sentire pesantemente. Anche nel campo della moda. A un anno dalla scomparsa, vogliamo ricordarlo così, con un breve elenco di alcune delle sue apparizioni e scelte stilistiche più iconiche! – La tuta realizzata da Kansai Yamamoto per l’Aladdin Sane Tour nel 1973: in piena era Ziggy Stardust, Bowie sorprende con questo outfit senza paragoni, vestendo in modo incredibile ed indimenticabile uno dei suoi personaggi più conosciuti ed apprezzati. Famosissimo anche il make up, imitato e riproposto ininterrottamente fin dalla sua prima apparizione sulla scena. – Diamond Dog: a metà degli anni ’70, iniziano i primi cambiamenti, che avvicinano Bowie alla sua trasformazione successiva, fatta da look decisamente meno colorati ed aggressivi. – Il Duca Bianco: pochi anni dopo il tramonto...

Sempre meno tempo per cucinare? Meno male che c’è il food delivery...

A volte vi capiterà di chiedervi, ma come è possibile riuscire a fare tutto? Ufficio, palestra, spesa, cucinare per tutta la famiglia o per gli amici, riordinare. È praticamente impossibile. Qualcuno deve averci pensato, e allora ecco che una nuova tendenza sembra farsi largo, tra le abitudini anche di noi italiani. Stiamo parlando del food delivery. Pizza, primi piatti, sushi, cucina indiana o greca, hamburger. Il tempo per stare dietro ai fornelli è sempre meno, e allora si cercano soluzioni alternative. Come ad esempio farsi arrivare la cena a domicilio. Cosa ordinare Praticamente è possibile ordinare di tutto. Dalla pizza a domicilio alla cucina asiatica. E poi, cibo etnico, primi pasti, birra artigianale, fino ad arrivare all’insalata. Verrebbe spontaneo pensare che sia una prerogativa dei più giovani, sempre con il telefono in mano, invece è un fenomeno che riguarda tutti, anche gli adulti. Le grandi aziende Tra i precursori di questo settore c’è sicuramente Foodora. Azienda tedesca arrivata anche in Italia, ha fatto delle consegne in bicicletta di cena e pranzo a domicilio, uno dei suoi tratti caratteristici. Celebre è anche Deliveroo, altro colosso delle consegne a domicilio. Altra grande azienda, sempre straniera, è la danese Just Eat. In Italia ci sono tantissime start up su questo tema, Take2Me.it, HelloFood Italia e PizzaBo, una delle prime nate per ordinare cena a domicilio online, e Cliccaemangia. Food delivery in Italia Sorprende che questo genere di business riesca ad avere successo nel nostro paese, eppure è proprio così. Da sempre famoso per la buona cucina, la pasta e la grande tradizione culinaria, in Italia si sta diffondendo sempre di più il fenomeno della cena a domicilio, ordinata online. In buona sostanza siamo ancora un popolo di buone forchette, cambia solo la piattaforma. Cuochi e cuoche cucinano...

Le Vans compiono 50 anni: ecco la loro storia!...

La Van Doren Rubber Company, meglio nota oggi col nome di Vans, venne fondata ad Anaheim (California) il 16 marzo del 1966 dai fratelli Paul e Jim Van Doren, insieme ai soci Gordon Lee e Serge DeLia. Paul Van Doren, impiegato per diversi anni in un negozio di calzature, aveva avuto l’idea di ridisegnare la classica scarpa da barca, rendendola più leggera e capace di aderire perfettamente a diverse superfici, limitando il rischio di scivolare. Aveva, così, dato vita al primo modello Vans. Inizialmente, i prodotti Van Doren riuscirono ad arrivare ad una cinquantina di negozi: divennero in breve tempo molto popolari fra gli appassionati  di surf e, una volta “sbarcati” a Santa Monica, vennero scelti anche dai sempre più numerosi skater, che ne decretarono il successo definitivo, determinando anche significative modifiche a livello di design. La Vans lanciò per prima le “slip-on” (1982), cioè le scarpe senza lacci dai colori originalissimi, pensando agli skater creò una scarpa con una protezione specifica per la caviglia (la Sk8-Hi) e divenne famosissima per la fantasia a scacchi nera e bianca utilizzata più o meno per tutti i modelli: oggi, l’azienda produce anche abbigliamento ed accessori, con un fatturato che sfiora il miliardo di dollari. Fallita nel 1984, Vans venne acquistata da McCown DeLeeuw, che ne curò il rilancio, e, nel 2004, passò alla Vf Corporation, la stessa dei jeans Lee: da quel momento non si è mai più fermata, migliorando di anno in anno risultati e popolarità. Ma cosa rende le Vans tanto speciali? Innanzitutto, l’unicità: le scarpe Van Doren sono realizzate in tela spessa, con una suola in gomma (tipo Waffle) e un disegno semplice, spesso caratterizzato dalla “Jazz Stripe”, cioè dalla banda ondulata laterale, simbolo dell’azienda. I colori sono sempre sgargianti e particolari, ma...

Sanremo Trash: i momenti (in)dimenticabili del Festival della Canzone Italiana...

Il Festival della Canzone Italiana, nato nel 1951, ha visto negli anni alcuni momenti indimenticabili: i testi ed i travestimenti di Elio e le Storie Tese, la partecipazione di Giorgio Faletti con la bellissima “Signor Tenente”, la tragica ed inaspettata morte di Tenco… per un motivo o per un altro, esistono edizioni capaci di rimanere nella storia, per essere citate ancora oggi. Ma diciamoci la verità: soprattutto negli ultimi anni, Sanremo significa soprattutto “trash”, cioè momenti imbarazzanti e dimenticabili, che diventano immortali proprio perché assolutamente ridicoli! Qualche esempio? 1 – La farfallina di Belen: ebbene sì, iniziamo proprio da lei, da quella passeggiata sulle scale corredata da spacco mozzafiato e tatuaggio impossibile… alzi la mano chi non ricorda la mole di discussioni successive a questa scena dell’edizione del 2012! 2 – L’orchestra che lancia gli spartiti: siamo nel 2010, l’improbabile trio formato da Pupo, Emanuele Filiberto di Savoia e Luca Canonici e il cantante Valerio Scanu sorpassano Malika Ayane nelle fasi finali. La reazione dei musicisti di Sanremo è comprensibile, deliziosa e trashissima! 3 – Loredana Bertè e Ivana Spagna che cantano in coppia: durante l’edizione del 2008, la Bertè viene squalificata per un sospetto plagio. La sua reazione convince gli organizzatori e farla comunque esibire fuori  gara con l’amica Ivana Spagna: il risultato, fra costumi e pose studiate, è meraviglioso! 4 – Pippo Baudo che viene ripetutamente toccato da Roberto Benigni: e proprio lì. Anno 2002, Baudo e la Ricciarelli sono ancora sposati: Benigni sale sul palco e pensa bene di mettere a disagio il conduttore saltandogli addosso. Puro spettacolo. 5 – Cavallo Pazzo che travolge Baudo e annuncia il vincitore: cioè, Fausto Leali. Pippo Baudo non è mai stato troppo fortunato, ma il top del trash si è raggiunto proprio con questa...