LA GUERRA AL SISTEMA FREEMIUM: LA FINE DELLO STREAMING MUSICALE GRATIS? Mar30

LA GUERRA AL SISTEMA FREEMIUM: LA FINE DELLO STREAMING MUSICALE GRATIS?...

Le grandi Major dell’industria musicale hanno parlato chiaro: lo streaming gratuito (o il così detto sistema Freemium) danneggia il settore. Lucian Grainge, AD della Universal Music, ha, infatti, dichiarato recentemente che la possibilità di ascoltare file audio a costo zero, con l’aiuto solo di sponsor e pubblicità, alla lunga sarebbe destinata a diventare insostenibile, mentre Doug Morris, CEO della Sony Music, ha rincarato la dose, affermando di ritenere la disponibilità gratuita di canzoni e album il “declino” dell’industria musicale. Meno disfattista Steve Cooper, CEO della Warner Music, che ha, invece, confermato il suo apprezzamento per lo streaming stile Spotify, richiedendo, però, una maggiore differenziazione fra chi accede al servizio gratuitamente e chi, invece, apre un account premium a pagamento. Ed è proprio qui il problema: secondo gli addetti ai lavori, programmi e piattaforme come Spotify non metterebbero sufficiente distanza fra utenti, permettendo praticamente a tutti di accedere alle stesse modalità di fruizione musicale. L’offerta andrebbe modificata e limitata, per invogliare sempre più persone a passare ad un abbonamento premium. Ad essere d’accordo con le Major sono anche diversi artisti, fra cui Thom Yorke (Radiohead), Taylor Swift, Bjork e Bob Dylan, coinvolti nella presa di posizione di tanti musicisti e cantanti, che vorrebbero poter scegliere a chi rilasciare le proprie opere, controllandone la diffusione. Il modello Freemium è, quindi, sotto attacco e, a quanto pare, lo scontro non è solo verbale: il Financial Times ha, infatti, rivelato che la Universal Music avrebbe già fatto pressioni per arginare il sistema, introducendo nuovamente alcune limitazioni, come un numero massimo di ore in cui è possibile ascoltare musica gratis. Anche alcuni concorrenti ci hanno messo lo zampino: la Apple ha preparato una nuova piattaforma, in cui l’account gratuito non è previsto, come non sono previsti sconti o promozioni....

FACEBOOK: COSA FANNO GLI UTENTI?...

Facebook domina ormai praticamente incontrastato nel sistema social: tanti concorrenti (o quasi) hanno provato e stanno ancora provando a togliere alla creatura di Mark Zuckerberg questo primato, finendo, però, eternamente secondi. Le idee messe in campo dal team Fb sono convincenti e coinvolgenti e spingono sempre più persone ad interagire: nuove impostazioni, porte aperte ad inserzionisti ed esperti di marketing, controlli della privacy e maggiore libertà per quanto riguarda ciò che si può postare ogni giorno hanno davvero segnato un successo stabile e, a quanto sembra, duraturo. Il Global Web Index ha recentemente portato avanti degli studi per il Social Media Engagement Report, rivelando quali sono le azioni compiute più spesso dagli utenti di tre diversi social: Facebook, Twitter e Google+. I risultati parlano chiaro: nell’ultimo mese, quasi il 70% degli utenti attivi su Fb ha cliccato su “Mi piace”, incoronandola come azione social più diffusa in assoluto. I due concorrenti non possono vantare le stesse percentuali, dal momento che il “+1” su G+ ha raggiunto solo il 33%, mentre il click su “Preferito” di Twitter è arrivato a quota 31%! Ma le differenze non si fermano qui! Gli utenti “zuckerberghiani” sono piuttosto presenti sul web, raggiungendo il 55% per quanto riguarda i commenti a foto o video di amici e la pubblicazione di post sulle loro bacheche, il 53% per la lettura di un articolo ed il 52% per i commenti agli status altrui… Google + ha segnato un 45% per la lettura degli articoli, ma anche un consistente 36% di utenti loggati “passivamente”, cioè senza manifestare alcun tipo di partecipazione. E Twitter? I cinguettii non battono Facebook: il 42% degli utenti ha cercato una nuova storia, mentre solo il 36% ha dato un’occhiata ai trend topics! La battaglia fra social continuerà sempre...

Sconti per le vacanze a Rimini e in Romagna con il circuito Sei di Rimini se…...

Seidiriminise.it è un progetto nato dalla fortuna che il gruppo su Facebook Sei di Rimini se… ha avuto, riscuotendo molto successo. Con la sua nascita in poco tempo erano stati raggiunti 8000 membri, la stampa di Rimini volle informarsi sulla costituzione di questo progetto nate nel 2014. Le persone che vivono Rimini hanno contribuito a incrementare il suo successo, con la voglia di rilanciare l’attività turistica locale e fare conoscere i valori di questa terra. La Riviera Romagnola è sempre stata promotrice di idee innovative e ha sempre aperto la strada a nuove concezioni. Soprattutto in ambito turistico conosciamo tutti bene la fama della Romagna! Dopo il grande successo riscontrato nel gruppo abbiamo capito che la voglia e la necessità erano quelle di fornire informazioni ai residenti, che potessero amare ancora di più le proprie radici e che potessero trovare un servizio ad ogni necessità. Allo stesso tempo, proprio gli abitanti di Rimini, hanno iniziato a raccontare il bello di questa “grande” città. Una città, ma anche una regione che ha fatto la storia del turismo ma non solo, un luogo sempre in grado di offrire nuovi spunti, con i suoi divertimenti, con la sua storia antica, i monumenti, i musei e gli interessi vari. Oggi il portale di Seidiriminise.it permette di conoscere gli eventi locali, i servizi utili, attraverso questo mezzo si possono rintracciare le attività commerciali di Rimini, gli hotel, i ristoranti, è possibile, inoltre, conoscere e prenotare un ombrellone nella spiaggia (o bagno) preferita. È stata avviata un’iniziativa interessante sia per i residenti che per i turisti, ovvero, la possibilità di utilizzare la Fidelity Card di Sei di Rimini se… che permette di ottenere sconti nelle attività turistiche, e non, convenzionate. Il turismo a Rimini vive di innovazione. Siamo alla continua ricerca di stimoli e...

WIKIQUOTE: 20.000 CITAZIONI PER VERI APPASSIONATI...

Wikiquote è il fratello minore di Wikipedia: un’enorme raccolta di citazioni provenienti da opere letterarie, pubblicità, film, canzoni, interviste, ma anche dalla saggezza popolare (proverbi e modi di dire), piuttosto che da interventi storici e discorsi memorabili (le pagine dedicate a specifiche personalità non si contano), organizzate grazie al software MediaWiki, lo stesso della grande enciclopedia online. Il progetto, nato grazie all’impegno della Wikimedia Foundation e, più in particolare, dall’idea di Daniel Alston e l’intervento dello sviluppatore Brian Vibber, nasce nella sua versione inglese il 27 giugno del 2003, arrivando in Italia circa un anno dopo, il 17 luglio: il successo è tale da farlo diventare il secondo wiki più conosciuto e cliccato di sempre e la partecipazione degli utenti italiani è talmente alta da far diventare la versione tricolore la terza per numero di citazioni! La piattaforma ha, infatti, raggiunto le 15mila voci in meno di 10 anni (2012), raggiungendo in questi giorni oltre 20mila pagine, create e curate da visitatori anonimi o registrati: alcuni argomenti sono stati premiati negli anni per completezza ed accuratezza, ricevendo una medaglia e finendo nella “Vetrina” del sito (che per ora conta 63 pagine speciali). Ma Wikiquote riserva tantissime sorprese: un esempio è il link “una voce a caso”, che dal menù principale permette di finire in una delle voci dell’enciclopedia… un rimedio perfetto per chi vuole passare un po’ di tempo rilassandosi e leggendo qualcosa di interessante! Un’altra caratteristica è la “Citazione del Giorno”, sempre pubblicata in home, spesso connessa ai fatti della giornata o, in generale, a ciò che propone la cronaca quotidiana: tutte le frasi scelte per questo importante riconoscimento sono raccolte in un apposito archivio e possono essere consultate in qualsiasi istante. Oltre ad essere un divertente ed utile insieme di citazioni (spesso...

BRUCE FARRER: UNA LETTERA DAL PASSATO...

  Bruce Farrer è un insegnante di inglese in pensione: a 72 anni, vive in Canada e si occupa di spedire ai propri studenti lettere dal loro passato. Cosa vuol dire? Durante i suoi anni di attività, con una carriera trascorsa per la maggior parte alla Bert Fox High School a Fort Qu’Apelle (un paese di 2mila abitanti), Bruce Farrer ha spesso assegnato ai suoi ragazzi un compito molto particolare: scrivere una lettera di 10 pagine indirizzata a se stessi, 20 anni dopo. I suoi studenti dovevano scrivere un testo privato, da chiudere in una busta e non far leggere a nessuno (compreso il professore), ed un testo più generico, da consegnare come compito in classe: quello che sembrava un semplice passatempo o un modo per trascorrere tranquillamente qualche ora era però molto di più. Nessuno poteva immaginare, infatti, che Bruce Farrer avrebbe mantenuto la sua promessa, rintracciando i giovani scrittori con tutti i mezzi possibili, dal passaparola, a Facebook, a veri e propri trucchi da investigatore. Ne è derivata una lezione importante: alcuni sono stati felici, altri sorpresi, altri imbarazzati. Ma il professore ha cercato di confortare tutti, perché è normale essere un po’ ingenui ed immaturi a 14 o 15 anni. Tanti hanno intrapreso strade completamente diverse dal previsto, alcuni hanno realizzato i propri sogni, altri, purtroppo, sono morti prima di ricevere la lettera, per incidenti, malattie, suicidio: solo in questi casi, il professor Farrer ha aperto le lettere, per capire se fosse il caso o meno di inviarle alle famiglie, con il rischio di riaprire una vecchia ferita. A raccontare la sua storia ci ha pensato la WestJet, con un video bellissimo ed emozionante. E voi? Cosa direste a voi stessi fra 20 anni? Oppure, che consiglio dareste a voi stessi...

#RejectedStarWarsTitles: quando il titolo del film non convince!...

Nelle ultime ore, J. J. Abrams, produttore, sceneggiatore, regista e compositore statunitense, ha rivelato quale sarà il titolo del settimo capitolo della saga di Star Wars, in uscita nelle sale americane il 18 dicembre 2015: “Star Wars – The Force Awakens”, cioè “Il Risveglio della Forza”. Dal momento dell’annuncio, confermato anche dalla Disney, si è scatenata su Twitter una vera e propria “battaglia” a suon di #RejectedStarWarsTitles, un tag ormai diventato trend mondiale grazie al quale milioni di fan hanno espresso il loro disappunto, pubblicando una serie di titoli finti, divertenti e un po’ cattivelli: una lunga serie di alternative addirittura più apprezzabili della scelta ufficiale. I più hanno semplicemente commentato: “Perché? La Forza era andata a dormire?”, ma tanti si sono cimentati in stati davvero simpatici, che sicuramente esprimono una critica, ma indubbiamente fanno tantissima pubblicità gratuita al progetto. Qualche esempio? Un sondaggio di Buzzfeed ha rivelato che solo il 9% degli intervistati apprezza il titolo ufficiale, il 40% sostiene che qualsiasi cosa sarebbe meglio del precedente “La Minaccia Fantasma” e la maggioranza crede che niente potrà mai superare “L’impero colpisce ancora”. Ciò che più colpisce in tutta questa vicenda è, comunque, la mobilitazione di fan e appassionati in tutto il mondo, evidentemente interessati a quello che si preannuncia come un film davvero epico, almeno per quanto riguarda il cast: gli eventi narrati saranno ambientati 30 anni dopo le vicende de “Il Ritorno dello Jedi” (1983) e vedranno la partecipazione non solo di nuovi nomi (John Boyega, Adam Driver, Daisy Ridley), ma anche l’intervento dei tre mitici protagonisti originali (Mark Hamill, Harrison Ford e Carrie Fisher)!  ...

LO SPOT PER HALLOWEEN DI IKEA: TERRORE ASSICURATO!...

Lo spot per Halloween di Ikea è, forse, uno dei messaggi pubblicitari più belli di quest’anno: un breve filmato fatto circolare sul web a partire da Youtube, realizzato prendendo ispirazione da Shining, uno dei capolavori di Stanley Kubrick. Cosa si vede nello spot? La macchina da presa si trova alle spalle di un bimbo impegnato a vagare per i corridoi di Ikea a bordo del suo triciclo: l’atmosfera è cupa e il rumore delle ruote sul pavimento e i tappeti è praticamente identico a quello che si può ascoltare nella pellicola originale. Il piccolo Danny supera rapidamente luci tremolanti, lampadari che oscillano emettendo inquietanti lamenti, misteriose figure che spostano tende e spiano i visitatori, palle da tennis che rotolano (a richiamare la pallina con cui Jack Torrance/Jack Nicholson gioca durante il film), giocattoli minacciosi illuminati da fasci di luce fortissima e persino un mobile con una scritta al contrario (REDRUG – REDRUM)… e alla fine? Il bimbo svolta l’ultimo angolo, supera luci rosse e fumo, e si ritrova davanti a due gemelle, che in realtà non sono gemelle: sono i suoi genitori, vestiti come le bambine assassinate in Shining, che, in modo abbastanza ridicolo, invitano il figlio ad andare a pagare con loro (da “come play with us, Danny” a ” come pay with us, Danny”). Danny è spaventato e si copre il volto con le mani: le luci si riaccendono e i genitori, questa volta vestiti da mamma e papà, lo esortano a raggiungerli. Lo spot per Halloween di Ikea, ideato dalla sede di Singapore, è diventato in pochissimi giorni un vero e proprio cult, merito di una formula che ha come obiettivo il prendere in giro se stessi e il marchio per cui si lavora: la pubblicità, infatti, annuncia che il 31...

APPLE_IT: UN PROFILO FALSO PRATICAMENTE PERFETTO!...

Twitter ha un nuovo protagonista! Si chiama Apple_IT ed è un profilo falso, creato appositamente per prendere un po’ in giro il colosso americano ed i suoi clienti: agli ignari utenti che si rivolgono all’account chiedendo assistenza, Apple_IT risponde, infatti, con ampie dosi di ironia, sarcasmo e nonsense, creando slogan improbabili e divertenti. L’iPhone si piega solo per adattarsi a noi e non costringerci a stare in posizioni scomode, se le app non funzionano meglio non aprirle, il nuovo countdown per l’autoscatto ti fa sentire sempre come a Capodanno.. insomma, per ogni dubbio c’è una spiegazione brillante! Ecco qualche...

FLORENZI E GERVINHO: TWITTER SCATENATO! Set22

FLORENZI E GERVINHO: TWITTER SCATENATO!...

L’ultima partita della Roma ha scatenato il popolo di Twitter (e non solo): Florenzi e Gervinho hanno offerto talmente tanti spunti più o meno ironici (per motivi decisamente differenti), da far letteralmente esplodere bacheche ed hashtag! Florenzi ha colpito tutti gli appassionati di calcio (ma anche chi segue poco questo sport) con un’esultanza tenera e bellissima: dopo aver firmato il secondo gol della Roma sul Cagliari, è corso fuori dal campo, ha scavalcato la recinzione ed è andato ad abbracciare sua nonna Aurora, visibilmente commossa. Un gesto affettuoso ed inaspettato, che ha avuto e, forse, avrà conseguenze negative: il giallo in campo (che Florenzi ha accettato di buon grado, perché per la nonna si fa questo e altro) e una multa abbastanza salata. Il risultato? Centinaia di tweet di complimenti ed incoraggiamento, più qualche polemica per una giustizia sportiva dalle decisioni incomprensibili ai più: va bene il giallo, ma la multa è proprio necessaria? Ecco alcune reazioni del popolo del web: …che belloooo correre ad abbracciare la nonna… ♡ #valepiudimilleparole #Florenzi (@Annaritacosta) Grande gesto di Florenzi. Lo dico da Laziale. #RomaCagliari (@FrMarinelli) #Florenzi ieri ha dato dignità al calcio. Un valore che stiamo perdendo. (@GParisi92) Se segnassi andando a salutare mia nonna in tribuna, lei non mi lascerebbe andare dicendo ”Basta correre che sei tutto sudato!!” #Florenzi (@Matteo_Inga) Sono altre le azioni da punire, non l’abbraccio di una nonna. Grande #Florenzi @AleFlorenzi (@Ile_Brisolo) Lasciatemi perdere che sto piangendo a vedere Florenzi che abbraccia la nonna (@Cazzomene) Anche nel calcio, le emozioni contano #Florenzi (@msnoebottalico) Il gesto di @AleFlorenzi davvero bellissimo, Crotone non ti dimentica. Sei un grande, dentro e fuori dal campo. #Florenzi (@RobertaFederic0) Meno fortunato, invece, Gervinho, protagonista di una scena che ha divertito tantissimi utenti di Twitter: durante un’azione, la fascia per...

#INDYREF SCOZIA: LE PRIME REAZIONI AL NO Set19

#INDYREF SCOZIA: LE PRIME REAZIONI AL NO...

Il referendum per l’indipendenza della Scozia (#indyref su molti social network) ha dato il suo atteso risultato: gli unionisti hanno superato gli indipendentisti, decretando la fine del sogno per tanti scozzesi giovani e meno giovani, sparsi per tutto il mondo. Le prime reazioni al No non si sono fatte attendere troppo, testimoniando una spaccatura forte che, forse, potrà risolversi solo con una politica attenta ed un nuovo dialogo fra le parti: Twitter in particolare ha accolto tantissimi sfoghi, alcuni molto divertenti, altri decisamente amareggiati. Eccone alcuni: “La Scozia è morta stanotte…” “Ricordati che starai qui per sempre.” “La Scozia fuori da Buckingham Palace” “Congratulazioni alla Scozia per la sua Dichiarazione di Dipendenza” “La Scozia può cambiare…” “Cara Scozia, ti amo ancora. Sono solo molto molto deluso da te” “Qualcuno mi dica da che parte dovrei stare… sono Americano!” Le reazioni continuano a susseguirsi grazie al nuovo hashtag #indyref, utilizzato in queste settimane sia dal fronte del Si che da quello del No: particolarmente attese sono le dichiarazioni ufficiali delle star che avevano dato pubblicamente il loro appoggio al gruppo VoteYes… chissà cosa dirà Sean...

#IPHONE6QUESTIONS: DOMANDE INUTILI DA TUTTO IL MONDO...

La presentazione dei nuovi iPhone 6 e dell’Apple Watch non ha colpito tutti allo stesso modo: le polemiche sull’effettiva utilità di prodotti dal design sicuramente curatissimo, ma anche dal prezzo notevole si sono susseguite senza sosta fino ad oggi, dando vita ad un nuovo hashtag di grande successo. Si tratta di #iphone6questions: alcuni utenti di Twitter e Facebook hanno letteralmente bombardato la Apple di domande… inutili! Una forma di protesta, forse. Più probabilmente un tentativo di prendere un po’ in giro i fanatici dei prodotti con la “i”, già pronti a file interminabili ed investimenti non indifferenti. L’accusa lanciata più di frequente? L’iphone 6 e l’iPhone 6 Plus costano tanto, ma le loro caratteristiche non sono affatto innovative (il paragone più apprezzato in questo momento viene fatto con il Nexus 4, uscito nel 2012!). Ma quali sono le domande – e le battute – #iphone6questions più divertenti? – Ma una volta il mio pollice non andava “da qui a qui”? Ora alla #apple si sono allungati i pollici? (In un recente spot della Mela, lo schermo touch veniva mostrato in tutta la sua comodità: con un solo dito era possibile andare “da qui a qui”, cioè dall’angolo esterno in basso dello smartphone, all’angolo interno in alto. Ma se l’iPhone 6 Plus avrà uno schermo molto più grande, sarà ancora possibile utilizzarlo con un solo dito?) – Il 6 guida la macchina tu puoi tranquillamente dormire che lui ti porta a casa. – Ma fa anche il caffè espresso? – Posso pagarlo in natura? (le polemiche sul costo sono davvero numerosissime e le battute di questo tipo dilagano) – At what temperature will it boil? (A che temperatura bolle?) – Do I have to grow bigger hands? (“Dovrò farmi crescere mani più grandi?”, anche in...

ZACK DAMAGE BROWN E L’INSALATA DI PATATE DA 50.000 DOLLARI...

Aperto su Kickstarter il 3 luglio, il progetto di Zack Damage Brown era molto semplice: ottenere un fondo di 10 dollari per poter acquistare gli ingredienti necessari per realizzare la sua prima insalata di patate. Quella che può sembrare una richiesta ai limiti dell’assurdo, soprattutto se si considera la serie di progetti milionari finanziati dal 2009 proprio grazie a questa piattaforma, ha assunto una dimensione totalmente inaspettata: a 15 giorni circa dalla scadenza (fissata per il 2 agosto prossimo), l’insalata di patate di Zack ha raccolto ben 50.923 dollari. Quali sono i motivi di questo enorme successo? Un po’ difficile capirli, in realtà, ma forse la chiave sta nell’ironia con cui Zack ha presentato le sue richieste, promettendo ricompense divertenti, golose e utili a tutti i suoi “backers” (cioè i suoi sostenitori). Doni 1 dollaro? Zack ti ringrazierà pubblicamente sul tuo sito personale ed urlerà il tuo nome durante la preparazione dell’insalata di patate. Ne doni 2? Riceverai anche una foto. Con 3 avrai anche un assaggio, mentre, dai 5 in su, cominciano le categorie super premiate: 5 dollari – DELUXE PACKAGE – oltre all’assaggio, alla foto, all’urlo ed al ringraziamento personale, potrai scegliere un ingrediente adatto da aggiungere alla ricetta dell’insalata; 10 dollari – PLATINUM LEVEL – assaggio, urlo, foto, ringraziamento personale, ingrediente e potrai stare in cucina con Zack a guardarlo preparare l’insalata di patate; 20 dollari – POTATO MADNESS – se decidi di donare 20 dollari, riceverai un Haiku a tema insalata di patate scritto da Zack, vedrai il tuo nome inciso in una patata, avrai un barattolo di maionese autografato, la ricetta originale dell’insalata e tutti i premi promessi con le somme precedenti; 25 dollari – THE HAT – con 25 dollari Zack ti regalerà un cappello dedicato all’insalata di...

I CLIENTI DI SHARP SUITS: QUALI FRASI SI POSSONO EVITARE?...

Il mondo dei designers, degli animatori, degli illustratori, dei pubblicitari è spesso caratterizzato da incursioni incredibili da parte degli “unhelpful clients“, clienti dal commento assurdo, capaci di tirar fuori teorie e consigli decisamente improbabili: in realtà, un po’ in tutte le categorie si possono trovare storie divertenti ed aneddoti riguardanti richieste impossibili e domande a cui è davvero difficile rispondere seriamente, ma, in questo caso, i diretti interessati hanno deciso di mettere a punto una contromossa. Una comunità creativa irlandese, la Sharp Suits, ha, infatti, riunito gli addetti ai lavori e li ha coinvolti in un progetto davvero divertente: trasformare le citazioni più assurde in poster A3, non tanto per vendicarsi, quanto per farsi una serena risata davanti a situazioni che spesso possono generare incomprensioni e problemi. Le nuove opere hanno, però, anche una finalità benefica estremamente positiva: i ricavati delle vendite delle immagini vanno, infatti, al Temple Street Children’s Hospital, per aiutare chi davvero ne ha bisogno. Quali sono le reazioni, i commenti, i consigli, le teorie, le richieste più incredibili? Vediamo qualche esempio! – “Dobbiamo togliere l’orecchio del bambino o almeno spostarlo un pochino al lato della testa.” – “Non possiamo usare l’Inno Nazionale! Fa troppo IRA!” – “L’albero di Natale deve sembrare naturale… ma deve essere viola.” – “Vogliamo che assomigli a questo, ma non copiarlo, basta che lo fai abbastanza diverso, ma tenendolo uguale!” -“Il volantino dovrebbe assomigliare ad una calda stretta di mano.” – “Ci sembra che il rosso proprio non vada bene per il Natale.” – “Tutti sanno che le ragazze sotto i 25 anni non indossano gonne.” – “C’è troppo bianco. Meno è di più.” – “Lo so che hai detto che lo spot sarebbe stato animato, ma questo è un cartone!” – “Ora è molto meglio,...

LE EMOZIONI SU FACEBOOK: OTTIMISMO E PESSIMISMO VIAGGIANO IN UN POST...

Due studi condotti sulla natura dei post e delle emozioni su Facebook hanno rivelato che l’ottimismo ed il pessimismo espressi su un social network sono contagiosi: uno stato che esprime felicità genera post positivi da parte di chi ci legge e la stessa cosa vale anche per le emozioni negative. Il primo di questi test venne condotto dal 2009 al 2012 da un team capitanato da James Fowler (University of California a San Diego) e che vedeva fra i collaboratori anche due italiani, Lorenzo Coviello e Massimo Franceschetti: un software analizzò in 1180 giorni circa 1 miliardo di stati su Facebook da 100 milioni di utenti anonimi, provando che, per esempio, in un giorno di pioggia la percentuale di post tristi aumentava del 1,16%, mentre gli stati felici diminuivano contemporaneamente del 1,19%. Ma questa variazione non riguardava solo persone residenti nella stessa città e, quindi, “vittime” delle stesse condizioni meteorologiche: anche amici di città lontane “baciate dal sole” percepivano il malessere, rispondendo con post di uguale tenore. L’effetto del contagio risultò evidente. Un secondo studio, condotto recentemente dai ricercatori della Cornell University e della University of California di San Francisco, ha confermato i primi dati, utilizzando un algoritmo modificato per la prima settimana, in modo da analizzare con sempre maggior frequenza parole riferite ad emozioni negative: la proporzione per i primi 7 giorni è stata di 4 milioni di post positivi contro 1,8 milioni di stati negativi. In totale, sono stati presi in considerazione oltre 3 milioni di post da 690 mila utenti casuali di Facebook, per circa 122 milioni di parole: i risultati, pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science, hanno confermato l’alto tasso di contagio fra amici, i cui post si “adeguano” a quelli pubblicati da altri durante la...

PORN HUB E IL MARKETING INTELLIGENTE Mag28

PORN HUB E IL MARKETING INTELLIGENTE...

Porn Hub è uno dei più famosi siti di pornographic videosharing, cioè di condivisione libera di materiale video pornografico: nato nel 2000, ha raggiunto in pochissimi anni una popolarità tale da poter competere con siti che parlano di tutt’altro. Un esempio? Nel 2009, arrivò 39° nella lista dei siti più cliccati in Italia. In generale. Mentre, solo nel 2013, ha ricevuto ben 14,7 miliardi di visite da tutto il mondo. In poche parole, Porn Hub fa parte della famiglia del Porn 2.0, assomigliando a Youtube nella disposizione ed a Youporn nei contenuti, con la differenza che Hub ha saputo potenziare i tag, aumentare le sottocategorie ed introdurre servizi a pagamento, come la possibilità di scaricare tutti i video del portale. Ciò che rende così famoso ed apprezzato questo sito (tanto da finire citato in una recente pellicola, Don Jon) non è però solo la tematica, di sicuro impatto ed interesse, ma anche e soprattutto l’immagine che ha saputo costruirsi fin dall’inizio: pubblicità divertenti, ricche di doppi sensi, ma mai troppo esplicite, bandi, concorsi ed il continuo contatto con utenti e creativi, chiamati a decidere delle sorti del marketing aziendale. L’ultima trovata del team di Porn Hub è stata, per esempio, lanciare una campagna su Tumblr, per reclutare il nuovo direttore creativo. Il premio? Un contratto di un anno. Partecipare era facilissimo: bastava inviare un progetto, un’immagine pubblicitaria che parlasse di pornografia senza scadere nella volgarità. Impossibile? Non proprio. A partecipare fino alla scadenza (31 marzo 2014) sono stati giovani e meno giovani da tutto il mondo, capaci di progettare forme di comunicazione, grafiche, disegni e slogan divertenti, sagaci e mai troppo espliciti, rispettando l’anima ironica e le richieste di Porn Hub. Ecco qualche esempio: Ma PHub si è fatto notare anche per altri progetti, sicuramente...