Number Stations: i messaggi segreti viaggiano in radio?...

L’ultima stagione di Stranger Things ha riproposto un grande classico cinematografico degli anni ’80, decennio in cui il confronto e le rivalità fra USA e URSS hanno fatto da sfondo a quasi tutti i lungometraggi action, dai più ai meno trash: spionaggio via radio, realizzato con messaggi cifrati che viaggiano su onde corte. Frasi all’apparenza senza senso, che possono essere decifrate solo dai destinatari designati… più o meno. Insomma, nei film questi messaggi vengono sempre compresi senza troppi problemi, ma stiamo pur sempre parlando di Hollywood! Nel mondo reale, però, esistono dei canali radio accusati ripetutamente di essere mezzi di comunicazione fra e per spie: si tratta delle Number Stations. Le Number Stations sono trasmissioni in onde corte, difficilissime da localizzare e capaci di raggiungere quasi ogni punto del pianeta: non hanno bisogno di ripetitori, perché è lo strato più alto dell’atmosfera a rifletterle e propagarle. La loro natura le rende perfette per l’invio di messaggi, avvisi e ordini: possono essere captate da normalissime radio, ma non prevedono – o sostengono – una interazione. A renderle così interessanti, però, è il tipo di codici trasmessi. Le stazioni, infatti, si possono dividere in quattor gruppi: – Number Stations in fonia, caratterizzate da voci reali o sintetizzate che pronunciano in sequenza numeri, parole o lettere dell’alfabeto fonetico. Le voci sono solitamente femminili (meno di frequente maschili o addirittura infantili) e possono utilizzare diverse lingue: le più comuni sono spagnolo e inglese, ma non mancano francese, italiano e lingue slave; – Number Stations in codice morse; – Number Stations con suoni all’apparenza privi di significato (sono dette anche Noise Stations); – Number Stations con nastri musicali trasmessi al contrario. Ogni trasmissione viene preceduta da un suono iniziale, da un brano musicale, da una parola nota e termina...

Perché i bambini medievali sono così brutti?...

Ci avrete pensato sicuramente anche voi, almeno una volta: visitando un museo, camminando in una chiesa, sfogliando un libro di storia dell’arte… ma perché i bambini medievali sono così brutti? L’arte di quel periodo – attenzione – è meravigliosa, è espressione di un importante periodo storico ed è fondamentale per comprendere tutto ciò che è venuto dopo, però… sono davvero brutti! Sembrano uomini anziani, però piccoli. Alcuni hanno persino la pelata! Ecco, se anche voi vi siete fatti questa domanda fondamentale e avete cercato una risposta a quello che è un dubbio che può tormentare anche i più razionali fra noi, sappiate che una risposta c’è! Phil Edwards ha scritto un articolo molto divertente per Vox e, dopo aver intervistato il professore di storia dell’arte Matthew Averett, ha capito che è tutto intenzionale: i bimbi brutti dovevano essere brutti. Le motivazioni sono, in realtà, molto più semplici di quanto si possa pensare: gli artisti medievali sapevano disegnare benissimo e avevano tutti gli strumenti per farlo seguendo i canoni che conosciamo oggi. Ma nel Medioevo il realismo non era poi così importante: ad essere importante era la dimensione simbolica. Gesù, che è poi il protagonista principale delle opere del tempo, è – infatti – un HOMUNCULUS, cioè un “piccolo uomo”. Gesù è compiuto, è formato, è già perfetto e, anche da bambino, riflette già ciò che sarà il Gesù adulto. Non è, cioè, un bambino come gli altri, ed ecco perché le sue fattezze sono già quelle di un uomo, solo più basso. Gli artisti medievali si rifacevano a vere e proprie convenzioni, a metodi comuni per raffigurare i soggetti religiosi e questo spiega anche perché alcune opere di pittori diversi si assomiglino molto fra loro. Questo stile – scelto e diffuso consapevolmente – arrivò...

Le organizzazioni e la rivoluzione digitale...

Le imprese stanno attraversando cambiamenti radicali, in questa epoca di innovazioni continue. La struttura del lavoro è mutata e con essa anche i processi che la caratterizzano. La globalizzazione dei mercati, la crisi economica e la competizione elevata hanno determinato la necessità di nuove strategie. Se da un lato le esigenze delle aziende sono immutate, le singole persone invece hanno bisogno di avere nuove conoscenze individuali. La learning organization ha maturato l’esigenza di sviluppare un apprendimento che non sia lontano dal mondo del lavoro ma che muova con esso, che sia personalizzato ed efficiente e che miri a conferire delle competenze trasversali alle persone. La principale risorsa economica è, e sempre sarà, la conoscenza dei soggetti. Al di là delle organizzazioni sono gli scenari che vengono creati a generare profitti. In Italia forse adesso si intravede l’esigenza di attuare una politica anticrisi che non sia indirizzata unicamente sotto il profilo professionale ma che individui i punti chiave dell’esigenza più importante. Le aziende non possono andare avanti con prodotti pre-confezionati, questo non avrebbe senso per l’ottimizzazione delle risorse. Proprio per tale motivo si è posta l’esigenza di nuovi strumenti atti a verificare le competenze del personale, al fine di migliorarle e adeguarle a standard qualitativi di un certo tipo. La conoscenza rappresenta il vero cambiamento, la leva strategica per realizzare nuovi sviluppi professionali. I nuovi processi di formazione devono necessariamente includere: Digitalizzazione dei contenuti, presentati in formati più accattivanti e stimolanti, che consentano una fruizione diversificata, seguendo le nuove linee guida; Tecniche per aumentare il coinvolgimento emotivo dei partecipanti; Piattaforme idonee all’apprendimento collaborativo In questo senso è molto utile l’utilizzo della Gamification, ovvero l’inserimento di chiavi emozionali che aiutino ad aumentare il coinvolgimento delle persone. Formare un dipendente vuol dire aiutarlo a sentire come proprio...

Andrea Pazienza: genio e talento a 31 anni dalla scomparsa Mag24

Andrea Pazienza: genio e talento a 31 anni dalla scomparsa...

Andrea Pazienza, detto anche Paz, è stato un fumettista, pittore e vignettista (ma anche scenografo, insegnante, illustratore, disegnatore) di talento unico, un genio, di quelli capaci di rimanere rilevanti, moderni, taglienti ed attuali anche a trent’anni dalla morte. Anzi, 31 quest’anno. Paz nasce il 23 maggio del 1956 in provincia di Ascoli Piceno, ma vive fino all’adolescenza con la sua famiglia a San Severo: dai 12 anni in poi fa avanti e indietro per motivi di studio, prima al liceo artistico di Pescara, poi al DAMS di Bologna. Qui incontra tantissimi artisti, fra cui Palandri, Tondelli, Freak Antoni. Fin da giovanissimo, si dedica al disegno, realizzando i suoi primi fumetti e dipinti: le prime mostre risalgono al ’73, grazie alla collaborazione con il Laboratorio Comune d’Arte “Convergenze”. A due esami dalla laurea, Andrea molla l’università e si dedica alla sua passione, fortemente impressionati dagli anni della contestazione: le manifestazioni e il clima di quel momento storico diventano, per esempio, sfondo de “Le straordinarie avventure di Pentothal” (1977). Le collaborazioni degli anni ’70 e ’80 comprendono la rivista “Cannibale”, la rivista satirica Il Male, la fondazione di Frigidaire (su cui debutta il personaggio di Zanardi), Linus, Avaj, Tango, Zut. Paz realizza storie in bianco e nero, storie a colori, poster, copertine di dischi (come Robinson di Vecchioni), manifesti cinematografici (Città delle Donne di Fellini), videoclip musicali, scenografie teatrali, calendari e pubblicità. Aiuta persino Roberto Benigni con la sceneggiatura de Il Piccolo Diavolo, che uscirà poi postumo. Fra l’82 e l’83 espone anche alcuni dei suoi quadri, prima a Bologna, poi a Roma e a Genova. Nel frattempo, però, si avvicina anche alla droga, con tantissimi alti e bassi: inizia a essere chiamato “Il tossico” e lui, a conoscenza del nomignolo, ci scherza volentieri su, perfettamente...

Yurei: il culto dei morti in Giappone Apr11

Yurei: il culto dei morti in Giappone...

Nel nostro blog abbiamo già parlato della mitologia giapponese, nominando – fra gli altri – anche gli Yurei, gli spiriti dei defunti. Il loro ruolo è fondamentale nella tradizione nipponica e deriva da un culto molto profondo, tramandato di generazione in generazione: vediamolo nel dettaglio! Yurei: cosa succede agli spiriti dei defunti? Secondo un’antica tradizione giapponese, dopo la dipartita, lo spirito di un defunto – chiamato Reikon – rimane 49 giorni nei pressi del luogo della morte, attendendo il proprio destino: se i riti funebri vengono svolti correttamente e non persistono legami con i vivi, l’anima può continuare il proprio percorso, raggiungendo gli antenati nell’aldilà. Potrà tornare a visitare i vivi una volta l’anno, ad agosto, in occasione della festa di Obon. Quando, però, questo passaggio non viene assicurato, i funerali non vengono svolti o persistono stretti legami che ancorano lo spirito al mondo dei vivi (il defunto non ha, per esempio, portato a termine i suoi compiti e sente l’obbligo morale, detto ON, di rimanere sulla Terra), il Reikon diventa Yurei, un vero e proprio fantasma che può infestare persone, luoghi e cose. Capelli neri, un’ampia veste bianca, braccia tese ma mani penzoloni e alcune fiammelle blu che li accompagnano ovunque, gli Yurei non sono né buoni né cattivi, ma si rivolgono ai vivi per cercare aiuto: sono il risultato di una morte violenta (e in quel caso potrebbero tormentare gli assassini) e di forti emozioni che li tengono intrappolati. Invocazione ed esorcismo Invocare la presenza di un Yurei non è difficile. Secondo la tradizione, infatti, basta partecipare al “gioco” Hyakumonogatari Kaidankai: ci si riunisce in gruppo e, a turno, si racconta una storia horror, spegnendo al termine una candela (o una fonte di luce). Quando l’ultima luce sarà spenta, il fantasma si...

Black Knight: satellite o detrito? Apr03

Black Knight: satellite o detrito?...

L’11 dicembre del 1998, l’astronauta Jerry Ross si trovava all’esterno dello Space Shuttle Endeavour, impegnato nelle attività necessarie per collegare il modulo statunitense Unity a quello russo Zarja e iniziare, così, ad assemblare la ISS, la Stazione Spaziale Internazionale. Il lavoro svolto all’esterno della cabina prevedeva anche l’isolamento di alcuni perni metallici con una coperta termica: durante l’operazione Ross perse, però, la presa sul rivestimento, che cominciò ad allontanarsi lentamente dal nucleo della stazione, fluttuando. Gli astronauti rimasti sullo Shuttle scattarono immediatamente alcune foto dell’oggetto, discutendo anche sulla possibilità di recuperarlo: l’idea venne scartata e la coperta venne classificata come “detrito” in orbita intorno alla Terra. La serie di fotografie, però, mostrava qualcosa di strano: in alcune immagini, infatti, la coperta in controluce era completamente nera e i riflessi del sole la facevano quasi sembrare metallica. Gli ufologi si concentrarono in modo particolare proprio su queste istantanee, dando vita alla leggenda del Satellite Black Knight. Black Knight: fra realtà e speculazioni A supportare la teoria secondo la quale quelle foto mostrerebbero un satellite extraterrestre in orbita attorno al nostro pianeta ci sarebbero almeno due storie, molto precedenti al 1998. Nel 1954, infatti, il ricercatore di UFO Donald Keyhide divenne famoso raccontando che l’Air Force aveva individuato due satelliti di origine sconosciuta in volo attorno alla Terra: all’epoca, non esistevano ancora dispositivi terrestri e la notizia fece – a suo modo – scalpore. Pochi anni dopo, nel ’60, fu la Marina a diventare protagonista di un rilevamento interessante e misterioso: la US Navy, infatti, avvistò un oggetto nero volare a un’orbita di 79° rispetto all’Equatore, tenendo una traiettoria piuttosto strana e un periodo orbitale di circa 104 minuti. La scoperta venne, però, giustificata sostenendo si trattasse di uno dei frammenti del Discoverer VIII, lanciato senza...

Il mistero della SS Ourang Medan Mar21

Il mistero della SS Ourang Medan...

I misteri marittimi, per quanto terribili come la storia che racconteremo fra poco, conservano sempre un certo fascino: sembra quasi che il mare riesca a tenere per sé dei segreti impossibili da scoprire e che – per questo motivo – ci attiri nonostante il freddo, l’isolamento, la morte. Ed è proprio di morte che si parla quando si fa riferimento alla SS Ourang Medan, una nave mercantile olandese che, negli anni ’40, avrebbe subito un tragico destino. Giugno 1947. Due navi statunitensi, la “Città di Baltimora” e la “Silver Star” stanno navigando nello stretto di Malacca quando riescono a intercettare un messaggio proveniente dalla SS Ourang Medan (il nome deriva, probabilmente, dall’indonesiano e potrebbe essere tradotto con “Uomo di Medan”, la città più grande dell’isola di Sumatra). Il messaggio, in Morse, è inquietante: “Tutti gli ufficiali, tra cui il capitano della nave e l’equipaggio intero, giacciono morti in sala nautica e sul ponte. Forse su tutta la nave non restano superstiti… Anche io sento arrivare il mio momento, aiutatemi“. La prima imbarcazione a raggiungere la nave olandese e la Silver Star: a chi giunge sul ponte si presenta una scena terribile. L’intero equipaggio giace morto a terra, i corpi sono disseminati ovunque. Non ci sono segni di lotta, non c’è confusione, sui cadaveri non ci sono elementi che facciano pensare ad aggressioni violente, ma il volto di quasi tutti è segnato dal terrore, alcuni hanno anche le braccia tese verso l’alto, come a cercare aiuto. La Silver Star fa l’unica cosa possibile: aggancia la SS Ourang Medan e cerca di trainarla verso il porto più vicino, nella speranza che delle indagini possano spiegare cosa sia effettivamente successo sulla nave. Durante il trasporto, però, qualcosa di strano accade: il mercantile olandese prende fuoco e affonda...

I 140 anni di Albert Einstein!...

Albert Einstein, fisico e filosofo tedesco (naturalizzato statunitense), è una vera e propria icona: un genio, una rockstar della scienza, capace di riaffermarsi anno per anno come punto di riferimento, non solo in ambito accademico, ma anche fra i “comuni mortali”, grazie ad alcune abitudini e alcuni consigli applicabili e replicabili ancora oggi. E proprio oggi, 14 marzo 2019 (per ironia “3.14” è anche il giorno del Pi Greco),lo scienziato avrebbe compiuto 140 anni: celebriamolo con qualche curiosità! 1 – Albert Einstein divenne molto famoso negli anni ’20, dopo aver pubblicato i primi studi sull’effetto fotoelettrico e sulla relatività generale: la sua fama iniziò a crescere vertiginosamente, tanto che il fisico cominciò un vero e proprio tour di conferenze in tutto il mondo. Durante il suo soggiorno in Giappone nel novembre del ’22, l’accoglienza calorosa sorprese enormemente Einstein, che decise di trascorrere le sue giornate da solo, in tranquillità, nell’Hotel di Tokyo: qui, lasciò due biglietti scritti a mano a un cameriere, al posto della mancia (non si sa se sia stato il cameriere a rifiutare il denaro dello scienziato o se sia stato lo scienziato e non avere in quel momento spiccioli a disposizione). I due biglietti recitano: “Una vita calma e modesta porta più felicità della ricerca del successo abbinata a una costante irrequietezza” e “Quando c’è una volontà, esiste una vita”. Consegnando i pezzi di carta, Einstein avrebbe detto al cameriere che, con un po’ di fortuna, da lì a pochi anni avrebbero acquisito un po’ di valore. Il primo biglietto è stato venduto per 1.3 milioni di euro; il secondo per 230 mila euro. 2 – Nel 1915, durante un suo soggiorno lontano da casa, Einstein scrisse una lettere al figlio undicenne Hans Albert: nel testo, gli rivelò che il...

Un sito tutto da scoprire...

Da pochi giorni è stato rinnovato il sito www.tgyou24.it, un sito ricco di news e curiosità. Questa piattaforma prende le sembianze di un vero e proprio quotidiano online in cui vengono pubblicate le ultime notizie dal mondo e notizie di cronaca rosa. Leggere un articolo del sito a fine giornata è davvero molto rilassante in quanto non troviamo i soliti contenuti pesanti e tristi (infatti sono pochi gli articoli che trattano di cronaca nera), ma è ricco di articoli riguardanti argomenti leggeri e colorati. Già a prima vista, appena si apre la schermata della home del sito, puoi vedere le categorie in cui si divide il sito: ambiente, comuni irpini, cronaca, lavoro, politica, tecnologia, sport, donna, salute e viaggi. Ogni pezzo pubblicato sul sito è curato nei minimi dettagli ed è scritto in modo che la sa lettura sia rapida e chiara. Inoltre, c’è da aggiungere, che all’interno del sito, ci sono dei veri e propri mini siti. Forza sport, You donna, Tutta Salute, Viaggiando sono stati creati in modo tale da apparire proprio come un sito nel sito. Tra gli articoli pubblicati ne troviamo alcuni di davvero utili e interessanti, come l’articolo ‘’come addormentare un neonato’’ che offre consigli utili su come aiutare i neogenitori a far dormire il proprio piccolo; oppure come l’articolo ’’ attenzione al ghiaccio alimentare’’ che spiega quanto sia importante l’utilizzo di un ghiaccio ben prodotto. Inoltre, di gran spicco sono gli articoli della nostra direttrice, Anna Sciacovelli, che ogni giorno si impegna nella stesura di nuovi articoli, affrontando sempre tematiche diverse. Il sito tgyou24, offre la possibilità al lettore di segnalare una notizia tramite l’area ‘’ Inviaci la tua notizia’’. Molto sviluppata è l’area dedicata alla tecnologia: troviamo guide su come utilizzare lo smartphone come modem, su come...

L’importanza del Curriculum nel 2019 Feb21

L’importanza del Curriculum nel 2019...

Se si parla di lavoro e di colloqui, alla fine si finisce sempre a parlare di Curriculum. Serve o non serve? Formato Europass o più “creativo”? Insomma, le molteplici innovazioni nel settore delle risorse umane e della selezione del personale pongono leciti interrogativi sull’utilità del curriculum vitae in questi ultimi anni. Vi presentiamo quindi una ricognizione generale di cos’è il CV è quali sono le best practices attualmente consigliate dagli esperti del settore. Signore e signori: il curriculum! Il curriculum vitae (o più semplicemente CV) è un documento in cui il candidato ad un posto di lavoro evidenzia particolari requisiti per far comprendere “chi è” al selezionatore. Tipicamente, oltre ad alcuni dati generali anagrafici, riporta poi il percorso di formazione effettuato e il dettaglio delle esperienze di lavoro. Generalmente verso la fine il candidato può anche riportare altre informazioni utili, ma non necessariamente attinenti al mondo lavorativo. Ad esempio esperienze di volontariato, passioni, arte, etc. E’ un documento che, una volta strutturata la propria storia lavorativa e formativa, viene poi inviato ad aziende ed HR per proporsi rispetto a ricerche in corso e/o per future collaborazioni. Può essere, o non essere, accompagnato da una lettera di presentazione, che altro non è che un testo di presentazione di sé specificamente indirizzato al destinatario. Il formato Europass Negli ultimi anni tra le aziende e chi si occupa di formazione è nata l’esigenza di un formato “standardizzato” di CV, onde evitare i frequenti errori di impostazione da parte dei candidati. Senza una “guida” da seguire, infatti, in molti potevano scordarsi di compilare alcune sezioni, o omettere informazioni importanti. E’ nato così il formato cosiddetto “Europass”, formato condiviso tra gli Stati Membri e che oggi è il formato più diffuso negli ambienti lavorati e formativi. Alcune realtà, come...

Come evitare l’appannamento dei vetri Feb18

Come evitare l’appannamento dei vetri...

In questo periodo dell’anno capita sempre più spesso di trovare i vetri appannati dell’auto al mattino. Questo succede perché l’umidità all’interno dell’auto si raffredda al contatto con i vetri e così si crea la condensa, appannando tutti i vetri dell’automobile. Ci sono tanti modi per evitare l’appannamento dei vetri, dall’uso del condizionatore all’uso del riscaldamento per asciugare l’umidità . Il motivo principale rimane sempre l’umidità all’interno dell’abitacolo. Se trovi i vetri dell’auto appannati al mattino vuol dire che l’abitacolo non è chiuso a dovere. Se l’auto è nuova la causa più frequente sono le bocchette di aerazione tenute aperte quando uscite dall’auto la sera, se invece l’auto ha qualche anno la causa più frequente sono le guarnizioni delle portiere che non chiudono bene. Cosa fare quando si appannano i vetri dell’auto Per evitare l’appannamento dei vetri ci sono tanti modi, tutti molto efficaci specialmente per spannare il lunotto. Quando c’è molta differenza di temperatura tra dentro e fuori, una delle soluzioni più efficaci è quella di utilizzare il condizionatore al minimo e tenere un po’ il vetro aperto, basta una fessura. Se non hai tempo di aspettare che il condizionatore faccia il suo lavoro per spannare i vetri allora c’è il vecchio e sempre efficace straccio di cotone. L’importante è che sia pulito e che venga passato sui vetri appannati con il riscaldamento dell’auto al massimo per fare in modo che la condensa rimasta sul vetro asciughi in fretta. Per aiutare a spannare in fretta il lunotto chiudete tutte le bocchette dell’aria che non dirigono l’aria sul vetro: vi consiglio di utilizzare il ricircolo dell’aria dell’abitacolo, questo perché l’aria dell’abitacolo é più calda dell’aria esterna, quindi l’aria si riscalda molto più velocemente e di conseguenza è molto più calda anche l’aria che viene spinta...

Cut-up: dal dadaismo a Thom Yorke...

La tecnica letteraria del Cut-up si articola in due passaggi fondamentali: la distruzione di un testo classico e la sua ricomposizione libera da ogni necessità di un nesso logico. Cosa significa? Significa scrivere o stampare dei contenuti tradizionali per poi dividerli in tanti piccoli pezzi, isolando parole singole o lasciando intatte alcune costruzioni e frasi; i nuovi pezzi vengono, poi, riassociati in modo assolutamente inedito, dando vita a paragrafi originali, privi di un vero e proprio senso logico, ma corretti dal punto di vista grammaticale. Questa tecnica così particolare si è diffusa per la prima volta negli anni ’20 del Novecento, grazie all’ascesa del movimento dadaista: in breve, moltissimi artisti, scrittori, pittori, musicisti hanno iniziato a utilizzare questa pratica, con l’obiettivo di trovare significati inediti a vecchie costruzioni lessicali o di dare libero sfogo alla creatività, superando il vincolo della sintassi. Fra i nomi citati più spesso fra gli esempi più importanti di questa tecnica possiamo trovare Brion Gysin: riscoprì il découpé (questa la traduzione francese) casualmente, mentre utilizzava dei fogli di giornale per proteggere la superficie di un tavolo. Le frasi si sovrapponevano dando vita a contenuti diversi e interessanti, spingendo l’artista a fare nuovi esperimenti. Gysin convinse, poi, William Borroughs a fare lo stesso: Borroughs, scrittore statunitense vicino alla Beat Generation, è considerato uno dei più importanti esponenti di questa tecnica, capace di influenzare anche moltissimi musicisti. Fra questi, i Beatles (la loro Revolution No.9, inquietante e caotica, è uno dei migliori esempi di Cut-up audio), David Bowie (che utilizzava questo processo per riscoprire, rivedere e riutilizzare tutti i suoi scritti) e – più recentemente – Thom Yorke (Kid A dei Radiohead è l’opera che maggiormente ha risentito di questo processo creativo). La tecnica del Cut-up non è, però, l’unica esistente: un...

Scooter elettrico per disabili o carrozzina: quale scegliere in vacanza?...

Le vacanze sono un momento di relax per tutti ma per chi ha problemi di mobilità alle volte diventa un vero inferno. Se spesso i normodotati hanno “difficoltà” a scegliere la loro meta o la struttura dove alloggiare, il discorso diventa estremamente più complicato per le persone disabili. I problemi dei disabili in vacanza Il viaggio stesso diventa un’impresa soprattutto se viene effettuato con mezzi non attrezzati e la cronaca è piena di notizie di disabili a cui viene negato l’accesso ad aerei e treni a causa della mancanza di personale addetto o per mancanza di ausili per disabili all’interno di stazioni e aeroporti. Il discorso ovviamente è differente se il mezzo usato per spostarsi è l’automobile; in questo modo non esistono vincoli ed il viaggio risulterà sicuramente comodo soprattutto se il mezzo è dotato di accessori per agevolare la salita a bordo del disabile. Come spostarsi una volta arrivati a destinazione? Se fino ad ora le difficoltà sono state varie, una volta giunti a destinazione le cose per fortuna si fanno più facili. La struttura scelta sarà sicuramente adatta ad ospitare persone in carrozzina e tutti i luoghi saranno facilmente accessibili, ma che mezzo scegliere? Sedia a rotelle o scooter per disabili? La scelta di solito ricade su queste 2 soluzioni che ovviamente hanno vantaggi e svantaggi; analizziamoli insieme e cerchiamo di capire. I vantaggi della carrozzina La carrozzina è perfetta se gli spostamenti sono effettuati con mezzi non propri; è facilmente ripiegabile e può essere imbarcata in aereo. Ne esistono di leggerissime e resistenti, ideali da  trasportare vista la loro facilità di smontaggio. Ovviamente più portabilità significa meno confort per chi la userà. Infatti le carrozzine più confortevoli sono ingombranti e molto pesanti oltre ad essere poco pratiche da trasportare. Se il...

Brian Jones e Jim Morrison: il mistero del 3 luglio Lug03

Brian Jones e Jim Morrison: il mistero del 3 luglio...

Brian Jones e Jim Morrison, rispettivamente fondatore e chitarrista dei Rolling Stones e fondatore e cantante dei The Doors, sono accomunati da più di un elemento: entrambi appassionati di musica, entrambi geniali, entrambi noti per il carattere un po’ difficile, entrambi morti – a 27 anni – in circostanze sospette. Entrambi nella notte fra il 2 e il 3 luglio (’69 per Jones e ’71 per Morrison). BRIAN JONES Il 2 luglio del 1969, Brian Jones si trovava a Cotchford Farm, la sua residenza dell’East Sussex originariamente appartenuta ad A. A. Milne, papà di Winnie The Pooh: con lui c’erano la fidanzata Anna Wohlin, l’imprenditore edile Frank Thorogood e la sua presunta ragazza Janet Lawson, di professione infermiera. Thorogood si occupava da diverso tempo, a rilento e non senza problemi, della ristrutturazione della casa e – per gestire al meglio i lavori – viveva sopra il garage: i rapporti con Jones si stavano facendo progressivamente più complicati, un po’ per colpa degli interventi non sempre eseguiti al meglio, un po’ per colpa dello stesso musicista, noto per il caratteraccio. Il chitarrista, infatti, alternava senza una vera motivazione stati di calma e allegria e stati di agitazione, con uscite arroganti e violente – psicologicamente e verbalmente – nei confronti in particolare delle donne: la difficoltà a relazionarsi, l’ansia, la paranoia e l’insicurezza avevano determinato alla fine anche l’espulsione di Jones dagli Stones, avvenuta in via ufficiale il 9 giugno precedente. Alle 22.30 di quel 2 luglio, quindi, Brian e Anna stavano guardando la televisione, quando Jones aveva deciso di chiamare gli altri due coinquilini per un drink a bordo piscina: i quattro alternarono brandy, vodka e whisky. Jones assunse anche degli ansiolitici. Intorno a mezzanotte, il chitarrista aveva proposto un tuffo in piscina: l’unico ad...

Denis Villeneuve: fra scena indipendente e Hollywood Giu28

Denis Villeneuve: fra scena indipendente e Hollywood...

Denis Villeneuve, regista canadese diventato in pochi anni una vera e propria rivelazione su scala internazionale, si divide da sempre fra piccoli capolavori indipendenti e grandi produzioni ad altissimo impatto – fra Un 32 août sur terre e Blade Runner 2049 – analizzando l’animo umano in tutte le sue sfaccettature. Che si tratti di una pellicola sci-fi o di un film iper realistico, ogni lungometraggio presenta alcuni tratti comuni, alcuni piccoli segni che il regista sembra ripetere con una certa sistematicità a ogni occasione. I suoi protagonisti, per esempio, sono sempre alla ricerca di qualcosa: uomini e donne, in una posizione di potere oppure trascinati dagli eventi, sono sempre spinti verso un obiettivo, uno scopo di cui il pubblico è più o meno cosciente. E questi obiettivi, spesso, cambiano in modo inaspettato e si intrecciano, portando i personaggi a scoprire lati della propria personalità che non conoscevano o – addirittura – elementi nuovi della realtà che li circonda. Il Detective Loki di Prisoners, per esempio, sta cercando due bambine scomparse, ma si trova a fare i conti anche con se stesso, con la paura di fallire, con il senso di colpa, con le responsabilità; il Keller Dover di Hugh Jackman, padre di una delle due bimbe, sta disperatamente cercando la figlia, ma finisce per riportare a galla lati della personalità che pensava di aver nascosto per sempre; la Kate Macer di Emily Blunt, d’altra parte, scopre in Sicario tutti i limiti della sua risolutezza, scopre di essere una pecora fra i lupi. E i personaggi di Villeneuve tendono a percorrere questo intricato sentiero fra interiorità e contatto con l’esterno facendo i conti con una violenza estremamente realistica, quasi crudele: gli incidenti in auto, per esempio, sono ricorrenti e segnano sempre un momento di rottura...

La funzione RTH dei droni: rientro a casa automatico...

La funzione RTH (Return to Home) serve per far rientrare il nostro drone quando è in volo al punto di decollo facendolo atterrare automaticamente. Il tutto, semplicemente premendo un tasto: molti modelli hanno questa funzione. In quelli di fascia medio-alta e alta, è praticamente obbligatorio trovare questa funzione. Ci sono però degli aspetti da non sottovalutare in questa funzione, vediamo in questa guida che cosa ci dobbiamo aspettare da una buona funzione RTH. Funzione RTH RTH è una funzione di volo automatizzata che sembra essere abbastanza semplice da utilizzare, ma c’è molto di più che premere un pulsante. Può essere utilizzata premendo un semplice tasto del controller o via smartphone. Questa funzione deve darti la capacità di far atterrare il tuo drone in sicurezza. Ritornare a casa in automatico come concetto è abbastanza facile da capire, tuttavia, va impostato il punto di ritorno e bisogna evitare eventuali ostacoli lungo questo tragitto. Questa funzione RTH è davvero molto comoda e utile, soprattutto se perde di vista in aria il nostro drone. Può inoltre capitare di perdere il segnale tra il telecomando e dispositivo. In questo caso, il rientro in automatico a casa può davvero salvare la situazione senza rischiare di precipitare: basta premere un pulsante sul telecomando o toccare l’icona del software sul nostro smartphone per riportare a casa il drone. Impostare il punto di atterraggio Si ha bisogno di sapere con esattezza dov’è il punto di atterraggio per rientrare a casa. Questo può essere fatto in due modi. Il tuo drone può essere equipaggiato con un GPS che registra la tua posizione di decollo, il drone quindi ritorna a quel punto. Altri modelli possono tracciare i tuoi viaggi, quindi, riescono a creare una rotta semplicemente andando a “ritroso”. Ad esempio, il DJI Mavic Pro,...

Come dimagrire con il tè verde...

Il tè verde è un ottimo alleato della linea. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che questa bevanda è in grado di rendere più facile perdere peso corporeo, quando si hanno problemi di sovrappeso. A tutti piace essere in forma ed avere un fisico perfetto e non c’è niente di meglio che ricorrere alle sostanze naturali per perdere quei chili di troppo che abbiamo accumulato. Dimagrire è anche una questione di stile di vita: fare un’alimentazione equilibrata, svolgere con regolarità attività fisica. Tuttavia alcuni aiuti naturali possono essere importanti per facilitare il processo. Ma scopriamo perché il tè verde aiuta a dimagrire. Perché il tè verde fa dimagrire? Il tè verde è una di quelle bevande naturali che possiamo includere nella nostra dieta quotidiana, perché ci aiuta a perdere peso in maniera sana ed equilibrata. Spesso pensiamo che il segreto per restare in forma è quello di ridurre i carboidrati o i grassi. A volte questa convinzione si può rivelare del tutto sbagliata, perché anche i carboidrati e i grassi fanno parte di quelle sostanze nutritive di cui il corpo ha bisogno per promuovere il corretto benessere psicofisico. Meglio quindi ricorrere ad un alleato naturale come il tè verde, che ci può dare una mano fondamentale, a patto che rinunciamo alle abitudini sbagliate e rivediamo il nostro stile di vita. Ci sono anche degli integratori a base di tè verde, come Thermopure MyProtein, che forniscono un mix giusto di ingredienti per perdere peso senza sforzi. Il tè verde è ricco di polifenoli, che sono dei potenti antiossidanti in grado di contrastare l’invecchiamento e di proteggerci dall’insorgenza di varie malattie. Inoltre è particolarmente indicato perché accelera il metabolismo e quindi aiuta a bruciare più facilmente i grassi. Sono le catechine, altre sostanze contenute in questa bevanda,...

Acquisto di pellet prestagionale: conviene?...

Per risparmiare sul costo dell’acquisto di pellet all’ingrosso una delle soluzioni è quella di acquistarlo in anticipo e possibilmente all’ingrosso. Infatti con l’acquisto pre stagionale da effettuare nei mesi estivi dove c’è minore richiesta, si riesce a spuntare un ottimo prezzo anche per le tipologie di pellet più pregiate. Esistono però anche altri fattori che possono influenzare il nostro acquisto anticipato, vediamoli insieme. Perché acquistare il pellet fuori stagione? Minore domanda e minor prezzo Una semplice regola economica che vale in ogni settore; minore è la domanda e minore sarà il prezzo! Infatti quando inizia a far caldo anche nei luoghi freddi o di montagna, i distributori tendono ad abbassare i prezzi che ovviamente in inverno risalgono pesantemente. L’acquisto anticipato (tra Maggio ed Agosto) di un bancale di pellet all’ingrosso vi permette di risparmiare fino al 40% sul prezzo finale. Prodotto migliore ad un prezzo inferiore Acquistando in anticipo avrai un prezzo minore che ti permetterà di scegliere la qualità di pellet migliore che di solito è anche quella più costosa. Ma come riconoscere la qualità del pellet? Ogni pellet ha una certificazione rilasciata da alcuni paesi ed alcune di queste hanno valenza internazionale; la certificazione più alta è la EN Plus A1 ma ne esistono tante altre in base al potere calorifico e al rilascio di polveri e ceneri. Pellet sempre disponibile Se in casa usi il pellet ti sarà sicuramente capitato in pieno inverno di avere difficoltà a reperire quello che usi abitualmente; questo succede perché appena le temperature scendono c’è la corsa all’approvvigionamento di pellet da parte di privati e di negozianti. Questo ovviamente non succede nella stagione estiva, dove ben poche persone pensano ad acquistare e fare scorta. Pellet asciutto e maggiore potere calorifero La bella stagione porta un innalzamento delle...

David Fincher: il cinema delle emozioni Giu19

David Fincher: il cinema delle emozioni...

Se cercate degli approfondimenti sullo stile del regista statunitense David Fincher – che sia un articolo su Movieplayer o il bellissimo video del Canale Youtube NerdWriter1 – scoprirete che tutti sono d’accordo su un elemento: Fincher parla di emozioni, trasmette emozioni, usa le emozioni in ogni momento. Questo non significa che le sua filmografia sia abitata dal melodramma: più semplicemente, o forse meno semplicemente, le storie raccontate parlano solitamente di persone e le persone provano e manifestano tantissime emozioni, anche contemporaneamente. Fincher cerca proprio di focalizzarsi su questo aspetto, sul quel “motion” che fa parte della parola “emotion” e che si riferisce a come un tormento interiore possa esprimersi o meno in superficie. Per realizzare questo obiettivo, il regista coreografa ogni singolo fotogramma, sincronizzandosi coi suoi attori: ogni movimento dei personaggi è seguito come un’ombra da un corrispondente movimento di macchina, pan, tilt o track. In questo modo, lo spettatore può “sentire” il movimento, creando una connessione quasi unica nel suo genere: io non mi limito a guardare cosa fa un determinato personaggio, ma mi muovo con lui, percepisco il suo dubbio, sento la sua paura, vengo colpito dallo stesso disgusto, dalla stessa disillusione. In quanti si sono sentiti intrappolati nella cantina del presunto assassino con Robert, il protagonista di Zodiac? In quanti hanno provato enorme confusione, la stessa del Nicholas Van Orton di Michael Douglas, guardando The Game? Chi non ha condiviso i dubbi di Nick, marito incastrato nel meraviglioso Gone Girl? Per non parlare poi dell’alienazione che si prova in modo costante nel guardare Fight Club. David Fincher non tocca temi facili, le sue emozioni non sono mai semplici e piatte: sono complesse, mischiate, in contraddizione fra loro, tremendamente vere. Nei vicoli della città grigia e distaccata in cui è ambientato Seven...

L’archiviazione tramite supporti informatici...

I supporti e gli articoli informatici per l’archiviazione sono strumenti molto utili e indispensabili in ogni azienda. Infatti oggi la moderna tecnologia che usiamo tutti noi per le normali attività quotidiane lavorative presuppone che i dati vengano salvati in modo digitale, e quindi ci si deve avvalere di vari supporti come dvd, cd, blu-ray, dischi fissi, masterizzatori di dischi fissi, pen drive. Salvare i dati in maniera digitale In questo modo si possono spostare dati da un pc all’altro, fare scansioni e avviare documenti per via telematica tramite mail e pec. L’archiviazione informatica tratta tutti quei dati raccolti tramite supporto informatico e poi inseriti in file o cartelle di archivio dove si possono recuperare facilmente. Si possono raccogliere documenti, atti, foto, allegati, praticamente tutto, e anche raccogliere su supporto informatico documenti cartacei di cui non esiste una versione sul computer, quindi documenti antichi o datati, semplicemente scannerizzandoli e salvandoli in modo digitale. Si possono archiviare dati sul proprio pc, oppure su articoli informatici per l’archiviazione appositi, da tenere custoditi in un mobile di archivio, catalogati in ordine di data o in ordine alfabetico, per trovarli facilmente una volta che si cercano. Ovviamente ogni tipo di documento dovrà avere anche il suo parallelo cartaceo, per evitare complicazioni e conservare anche l’originale in carta. Questi prodotti sono venduti nei negozi di articoli di cancelleria e da ufficio, si trovano sia negli store delle città che online, nei portali dedicati, che offrono un vastissimo assortimento a catalogo tra cui scegliere. Archiviare anche in casa Per archiviare anche a casa documenti privati da conservare, si possono utilizzare ugualmente i migliori articoli informatici per l’archiviazione che si vendono nei migliori negozi di cancelleria anche online. Si possono raccogliere documenti come atti notarili, atti bancari, e altri documenti importanti riguardo...