Perché crediamo ai fantasmi?...

Dire che “crediamo” ai fantasmi – proprio così, con la prima persona plurale – potrebbe non essere il modo più giusto di affrontare questo tema. In tanti credono al soprannaturale, questo è vero, ma è vero anche che sono moltissimi quelli che non vogliono saperne niente, gli scettici che non capiscono come si possa perdere tempo con questo genere di fesserie. Spiriti, voci dall’oltretomba, sussurri nella notte, tavole Ouija che si muovono durante le sedute spiritiche… tutte cose che i più razionali fra noi affrontano con una risata e con una scrollata di spalle. C’è poi tutto il mondo di quelli che “io non ci credo, però non si sa mai”. I curiosi senza certezze, gli amanti dell’adrenalina che non sono totalmente convinti della presenza di un qualcosa di soprannaturale, ma che sono aperti alla possibilità e – anzi – si divertirebbero un mondo a scoprire che poi, in fondo in fondo, qualcosa di misterioso esiste. Tralasciando gli studi, gli interessi e le singole esperienze di ciascuno di noi, pare che ci sia una spiegazione molto semplice del perché tendiamo a credere nel soprannaturale e del perché cerchiamo motivazioni più o meno creative per convincerci di aver visto o sentito dei fantasmi. Secondo lo psicologo Christopher French, infatti, alla base di tutto ci sarebbe l’evoluzione del genere umano. Il nostro cervello ci consente di formulare due tipi di pensiero, reattivo e ragionato. Il primo ci permette di decidere sul momento, mentre il secondo si attiva quando abbiamo tempo per considerare pro e contro. Il pensiero reattivo è quello che ci avvicina di più al regno animale, è il pensiero istintivo, il tipo di pensiero che avrebbe fatto fuggire un uomo primitivo di fronte a un fruscio diverso dal solito: perché un uomo primitivo non...

Unobravo: come funziona il sostegno psicologico a distanza? Ott23

Unobravo: come funziona il sostegno psicologico a distanza?...

Negli ultimi mesi, vi sarà capitato di vedere diversi spot dedicati a una piattaforma nuovissima: Unobravo. Nelle brevi pubblicità televisive, una ragazza in evidente stato di stress cerca di raccontare le peripezie della sua vita a un’amica che, pur con tutta la buona volontà, non riesce proprio a starle dietro. Il messaggio è chiaro: a volte abbiamo bisogno di parlare con “uno bravo”, che possa aiutarci a capire le origini del nostro malessere e possa indirizzarci verso un reale percorso di miglioramento. Perché gli amici possono sicuramente ascoltare, ma non hanno spesso l’oggettività e l’esperienza necessarie per dare consigli DAVVERO giusti. I recenti periodi di lockdown dovuti al Covid hanno sicuramente evidenziato due tendenze: Il bisogno di confrontarsi, di parlare, di sentirsi compresi Il bisogno di ricevere aiuto anche… a distanza! Perché non sempre è possibile sganciarsi dalle modalità in remoto: anzi, molto spesso un contatto online può essere più rapido e puntuale, più comodo e meno costoso per tutti Unobravo si propone di fare tutte queste cose. Si tratta, infatti, di un vero e proprio servizio di psicologia online, che mette in contatto diretto l’utente che sente di aver bisogno di supporto e il terapeuta più adatto alle sue esigenze. Il funzionamento è molto semplice: si accede al sito e si compila in pochi passaggi un questionario ideato per comprendere al meglio le necessità dell’utente. Al termine delle domande, la piattaforma segnala il terapeuta selezionato e propone un primo colloquio gratuito e senza impegno. Se il primo incontro dà buoni risultati, è possibile procedere con altre sedute, sempre online, al costo di 45 euro per appuntamento (55 euro se si sceglie di optare per sedute di coppia). Il dove e il quando viene stabilito direttamente dall’utente, in accordo col professionista che ha conosciuto:...

Codice Promo ServerPlan: Sconti Hosting Lug07

Codice Promo ServerPlan: Sconti Hosting...

I codici promo, sono da sempre dei servizi molto ambiti, a prescindere del contesto in cui vogliamo inquadrarli. Sicuramente, quelli più gettonati riguardano i codici sconto Amazon, ma anche i codici sconto Zalando e i codici sconto Shein. Ai suddetti, si affiancano sicuramente anche altri codici promo, cui prestare sicuramente particolare attenzione. Essi fanno riferimento sempre a degli ecommerce, ossia a dei negozi online o negozi virtuali, dediti alla vendita online di servizi o di prodotti. Infatti, lo shop online è ormai diventato il pane quotidiano per chiunque, dai più piccoli ai più grandi e ce n’è per tutte le tasche. Ebbene, fatta questa ampia premessa, oggi vogliamo rivolgere l’attenzione proprio a quelle persone che hanno intenzione di mettere in piedi un ecommerce, utilizzando qualsiasi CMS; che sia PrestaShop, Woocommerce, Magento o qualsiasi altra soluzione, poco importa. Questi CMS sono ottimi per mettere in piedi degli negozi online di vestiti, negozi online di scarpe, negozi online bambini, negozi online vintage, negozi online di elettronica e così via. Quindi, se la vostra idea è questa, vi consigliamo caldamente, prima di acquistare un piano di hosting, di rivolgervi a servizi specializzati in questo settore, quali TrovaHosting.com: il 1° motore di ricerca italiano dedicato ad Hosting, Domini, Email, PEC, Server Dedicati, Certificati e Soluzioni Cloud, il quale vi permetterà di comparare i vari hosting proposti dai migliori provider e di filtrare tutti i servizi sulla base delle caratteristiche cercate. Una volta individuato, magari, il miglior hosting PrestaShop, è buona norma controllare che non vi siano dei codici sconto o codici promo attivi per quello specifico piano di hosting. Alla data in cui scriviamo, ve ne sono tantissimi e per tutti i gusti. Questi codici sconto, sono applicabili ai seguenti provider: Serverplan Keliweb SupportHost Xlogic In particolare, il codice...

SISTEMI DI FISSAGGIO INNOVATIVI: ANCORANTE CHIMICO...

In edilizia e fai da te i sistemi di fissaggio più utilizzati sono i cosiddetti tasselli meccanici. Si tratta di semplici barrette di plastica che vengono inserite nei fori praticati nel muro. La barra di plastica si espande e si “ancora” al muro quando viene inserita una vite che viene poi stretta a supporto. I tasselli meccanici sono efficaci quando vengono usati in fori regolari e superfici che non vengono sottoposte ad intemperie o vibrazioni. Purtroppo hanno una durabilità limitata e possono intaccare pareti che presentano una struttura fragile (come ad esempio mattoni già forati più volte). Vantaggi dell’ancorante chimico L’ancorante chimico o tassello chimico non presenta queste problematiche: si tratta di una speciale resina che viene inserita nel foro che andrà a sostenere la vite. Con questo tipo di fissaggio si garantisce un’elevata durabilità del tassello, la resistenza ad eventi atmosferici e il riempimento, grazie ad una pistola in silicone, di fori irregolari. La resina si solidifica in pochi minuti e diventa parte integrante della struttura senza causare ulteriori crepe come invece può avvenire per i tasselli meccanici. Proprio per questo motivo possono sopportare carichi importanti, poiché diventando un corpo unico col supporto, ridistribuiscono il carico su una superficie più ampia. Da cosa è composto Il tubo con il materiale contiene una resina e un indurente che vengono miscelati insieme in modo da ottenere una pasta omogenea. Dopo l’applicazione la pasta comincia ad indurirsi per reazione chimica (da qui il nome ancorante chimico). Esistono anche gli ancoranti bicomponenti (il principio è identico) che vengono venduti con un miscelatore statico che permette una mescolazione perfetta dei due componenti. Il tempo di asciugatura è di qualche minuto, sebbene l’essiccazione dipenda dalla temperatura ambientale e del substrato e il tipo di resina utilizzata. Come usare l’ancorante...

Parlare coi fantasmi: ecco i VIP che dicono di saperlo fare!...

Avete mai desiderato di parlare coi fantasmi? Il mondo dello spettacolo internazionale sembra molto propenso a questa attività: c’è chi sostiene di aver avuto incontri ravvicinati, chi “sente” strane presenze, chi ancora riesce a comunicare abitualmente con gli spiriti. Attori, attrici, musicisti e personalità dello star system sono spesso salite alla ribalta per i loro rapporti col paranormale: vediamo insieme chi ha parlato dell’argomento! Vanessa Hudgens L’attrice diventata famosa con la sua partecipazione al cult High School Musical è solo l’ultima della lunga lista di VIP che hanno fatto parlare di sé grazie al loro punto di vista sul soprannaturale. La Hudgens ha infatti rivelato di essere in grado di parlare coi fantasmi e di aver avuto esperienze “strane” fin da piccolissima: una delle più clamorose sarebbe proprio una chiacchierata con uno spirito avvenuta mentre si trovava al cimitero con una amica! Kristen Stewart La giovane attrice acclamata per il suo lavoro nel film Spencer avrebbe iniziato a sentire strane presenze dopo aver interpretato la parte di una medium nel film “Personal Shopper”: ad oggi, la Stewart ha rivelato che è in grado anche di comunicare con gli spiriti! Lady Gaga La cantante e pop star vive la cosa in modo decisamente meno sereno, raccontando di essere perseguitata da uno spirito di nome Ryan. L’artista avrebbe speso migliaia di dollari in attrezzature e squadre di ghostbusters, inviate sia nei backstage che negli hotel per scovare eventuali energie particolari. Robbie Williams Fantasma di Serie A per l’ex Take That, che ha raccontato di aver vissuto fianco a fianco con lo spirito di Mama Cass, una delle componenti dei The Mamas & The Papas: il cantante non viveva la cosa con molta felicità, ma era così terrorizzato da chiedere allo spirito di convivere pacificamente con lui...

Bellezza Low Cost: i migliori prodotti beauty da supermercato...

Negli ultimi anni, il mondo del Beauty è cresciuto in modo incredibile, arricchendosi di nuovi brand, nuovi prodotti, formule innovative e prezzi per ogni tasca: oggi, alcuni marchi “High End” sono costosi e irraggiungibili ai più, mentre altri “Low Cost” si sono affermati anche grazie a prezzi decisamente più accessibili. In fondo, è sempre vero che a prezzo superiore non corrisponde necessariamente qualità superiore: talvolta è possibile ottenere ottimi risultati e rimanere pienamente soddisfatti anche contenendo al massimo le spese. Sono un esempio i così detti “prodotti da supermercato”, che spesso nascondono vere e proprie gemme da integrare per una Beauty Routine semplice, efficace e gentile sul portafoglio. Vediamo quali articoli non dobbiamo proprio lasciarci scappare: La linea alla Vitamina C di Garnier Ultimissimo lancio del brand, comprende una maschera in tessuto, un’acqua micellare che promette di struccare,detergere e illuminare, un siero anti macchie e un siero in crema, dalla consistenza più corposa. Questa linea è perfetta per le pelli spente e con qualche piccola macchiolina da schiarire: è ipoallargenica, profumatissima e anche bellissima, grazie al packaging giallo che fa subito pensare all’estate! I detergenti solidi di Nivea Questa linea comprende quattro saponi solidi, formulati per rispondere a diverse esigenze: c’è la versione rinfrescante, quella struccante, quella illuminante e quella nera con carbone attivo, perfetta per una pulizia profonda. Il prodotto nella versione solida è compatto e comodo, oltre ad essere green: da provare! La Linea Vivi Verde di Coop Un insieme di prodotti Bio che comprende prodotti per ogni tipo di pelle, dalla sensibile alla grassa: caratterizzati da ottimi ingredienti e da un packaging minimale e comodo, hanno prezzi ridotti, che permettono di sperimentare e abbinare le consistenze per una routine completa. Acqua alle Rose Un brand iconico, che resiste alle trasformazioni del...

Sessho-seki si rompe in Giappone: sciagure in arrivo?...

Sessho-seki è il nome di una pietra molto particolare, situata a Nasu – in Giappone – nella prefettura di Tochigi. La traduzione più letterale di questo nome è “Pietra Assassina”, un appellativo che può darci qualche indizio sulla sua storia. Le leggende della mitologia giapponese, infatti, raccontano di una Kitsune – o Volpe a Nove Code – chiamata Tamamo No Mae. Secondo le storie, questo demone maligno – o Yokai – tentò di uccidere l’imperatore Toba (1107 – 1123) trasformandosi in una bellissima donna per sedurlo e attirarlo. Uno stregone di corte – però – riconobbe l’inganno e la fece fuggire verso Nasu, dove lo spirito si tramutò in una pietra assassina, capace di uccidere chiunque la toccasse. Altre leggende, però, sostengono che dopo la fuga la Volpe sia stata uccisa dall’eroe Miura No Suke e il cadavere si sarebbe tramutato nel famoso masso malefico. Nel XIV secolo, la pietra sarebbe stata purificata da un monaco buddista di nome Genno, che nel corso del suo rituale avrebbe spaccato Sessho-seki in tre pezzi. Fino a oggi, uno di questi pezzi – monitorato, venerato e temuto – era rimasto proprio lì dove il demone sarebbe caduto tanti anni fa, a Nasu. Ma il 2022 ci ha riservato una sorpresa: dal nulla, in modo autonomo e inaspettato, il masso si è separato in due pezzi. Curiosamente, pare che la pietra si sia divisa quasi perfettamente a metà. Le ragioni scientifiche di questo cambiamento sono semplici: Sessho-seki presentava delle crepe e, il tempo, l’acqua e l’umidità potrebbero aver causato l’apertura definitiva del masso. Se – però – vogliamo fare riferimento alla mitologia, questa frattura non è un buon segno. Potrebbe, infatti, indicare il ritorno dello spirito di Tamamo No Mae, ora libera di portare ovunque la sua maledizione....

FantaSanremo: che cos’è?...

Chi sta seguendo il Festival di Sanremo in questi giorni di “Settimana Santa” avrà sicuramente notato che la maggior parte dei cantanti in gara si è cimentato in gesti particolari, inusuali, arrivando anche a dire al microfono parole che non c’entrano con l’esibizione. C’è chi si è messo a saltare, chi ha fatto dei piegamenti, chi ha salutato Mara Venier, chi si è presentato sul palco con un fiore e chi ha gridato fortissimo “Papalina!”. Forse lo sapete già, ma – in caso la notizia non vi fosse arrivata – vi avvisiamo noi: parallelamente al festival, sul web si sta svolgendo anche un gioco… il FantaSanremo! Come suggerisce il nome, il FantaSanremo assomiglia in qualche modo al FantaCalcio: si comprano degli artisti (usando l’unica moneta accettata, cioè 100 Baudi), si forma un squadra di 5 elementi, si assegna la fascia di capitano e poi si aspettano le serate di esibizione, durante le quali vengono assegnati, o sottratti, i punti. Il regolamento infatti prevede tutta una serie divertentissima di Bonus e Malus: +50 per il primo classificato, +35 per il secondo, +25 per il terzo, + 15 per quarto e quinto, +10 fino al nono, +5 fino al tredicesimo. Rimangono a 0 gli artisti dalla quattordicesima alla diciassettesima posizione e poi cominciano i malus: – 5 dal 18 al 21 e -10 fino al ventiquattresimo. Sorpresa per l’ultimo classificato: +25! +6 per Sesto Sangiovanni +7 per Aka 7even +22 per Iva al 22esimo posto +10 per il primo che si esibisce nella serata + 25 per Beppe Vessicchio alla direzione d’orchestra +10 per Enrico Melozzi +10 per l’outfit monocromatico, esclusi accessori +10 per ogni capezzolo chiaramente in vista (il vedo/non vedo non è valido) +10 se l’artista consegna i suoi fiori a qualcun altro al...

Giorgio Gaber: il compleanno del Signor G...

Se potessi cantare davvero canterei veramente per tutti, canterei le gioie ed i lutti e il mio canto sarebbe sincero. Ma se canto così io non piaccio, devo fare per forza il pagliaccio. (da Suona chitarra, n. 1) Se siete andati su Google stamattina non vi sarà certo sfuggito il doodle che la piattaforma ha deciso di dedicare al compleanno di Giorgio Gaber: il “Signor G” – così era soprannominato – avrebbe, infatti, compiuto oggi 83 anni. Anche noi vogliamo celebrare la vita e il genio di questo artista italiano, ripercorrendo in particolare i primi passi della sua carriera, fra curiosità e collaborazioni eccellenti. Il 25 gennaio del ’39 nasceva Giorgio Gaberscik Figlio di un impiegato e una casalinga della media borghesia, Giorgio Gaber nasce a Milano nel gennaio del ’39, fratello minore di Marcello, un’influenza fondamentale nella vita del futuro cantautore. Cagionevole di salute, viene colpito due volte dalla poliomelite: la prima volta ha solo 8/9 anni e la malattia gli porta una leggera paralisi delle mano sinistra. Il fratello maggiore suona già la chitarra per diletto, così il padre ne regala una anche a lui, sperando che con un po’ di esercizio il figlio possa riprendere completamente la manualità. Come è facile intuire, da quel momento la chitarra non sarà per Gaber solo uno strumento per il recupero fisico: diventerà una compagna inseparabile, lo strumento della vita. Fin dall’adolescenza – e ispirandosi ai più famosi chitarristi jazz dell’epoca – Giorgio Gaber comincia a suonare con alcune band: a soli 17 anni fa parte del gruppo di Adriano Celentano “Rocky Boys”, che vede al pianoforte un giovanissimo Jannacci. I due stringono un rapporto di amicizia molto forte e, quando poco dopo Gaber conosce Tenco, i tre decidono di creare una nuova band, quella...

Espositori per negozi: a cosa servono e quanti ne esistono? Gen24

Espositori per negozi: a cosa servono e quanti ne esistono?...

Gli espositori per negozi fanno parte di quell’insieme di accessori che possono rendere la comunicazione con clienti e visitatori semplice e immediata, permettendo a ogni tipo di attività di dare luce ed enfatizzare messaggi particolarmente importanti. Erboristerie e farmacie li usano per presentare prodotti particolarmente efficaci o novità, librerie e negozi di abbigliamento li utilizzano per portare l’attenzione su offerte e sconti del periodo, ristoranti e bar per presentare menu e specialità del giorno, professionisti in fiera per proporre volantini e materiale informativo: questi supporti, leggeri e semplici da sistemare, valorizzano l’arredamento e attirano lo sguardo, coinvolgendo i possibili compratori senza “invadere” eccessivamente i loro spazi. Gli espositori per negozi si dividono principalmente in due categorie: espositori da banco espositori da terra Al primo gruppo appartengono supporti come porta biglietti da visita – fondamentali anche per studi medici e professionali – porta depliants, piccoli roll up, porta messaggi ed espositori a L; al secondo, invece, appartengono installazioni di maggiori dimensioni, come porta pannelli, roll up classici, totem mono o bifacciali, espositori a L maxi e anche innovazioni come i porta tablet, perfetti per proporre mini indagini di mercato tramite questionari generici (come quelli posti all’uscita di moltissimi negozi di grandi catene per misurare il gradimento dei clienti). I display da banco hanno una maggiore versatilità, perché – occupando meno spazio e pesando decisamente di meno – possono essere spostati anche “al volo” per occupare sempre l’angolo migliore: si possono sistemare su scrivanie e tavolini, librerie e cassettiere, senza sacrificare un’area troppo estesa. Nonostante le misure ridotte, questo tipo di espositori per negozi ha un forte impatto, non passa inosservato e – con le giuste grafiche – risulta anche divertente e perfetto per comunicare in modo forte l’identità della propria attività! I display da terra,...

Giochi da tavolo: quali sono i più amati?...

Nel periodo delle feste i giochi da tavolo tornano al loro splendore, scalando rapidamente le classifiche di vendita e diffondendosi fra grandi e piccini. Scatole antiche e polverose rivedono la luce dopo 12 mesi, alcune – invece – vengono impacchettate per diventare regali inaspettati: questo tipo di passatempo, infatti, è ideale per le famiglie e sembra trovare la sua dimensione soprattutto nelle lente giornate di festeggiamenti durante il periodo natalizio. In fondo, chi di noi non ha mai litigato per Parco della Vittoria il 24 dicembre? Chi non ha giurato vendetta dopo aver ricevuto un +4 proprio quando stava per vincere a Uno? Intere famiglie si sono scontrate cercando di capire la parola misteriosa a Pictionary, impegnandosi nella sfida con la passione di Picasso. Secondo Ibs.it, fra i giochi da tavolo più venduti nell’ultimo mese c’è un unico grande protagonista: Harry Potter. Il suo Trivial Pursuit, il suo Uno, persino il suo Cluedo si trovano alle vette delle classifiche e – supponiamo – sugli scaffali di tantissimi italiani. Resistono il Trivial Pursuit classico, Pictionary e Taboo, oltre ad alcuni titoli più recenti, come Dixit, Dobble, Nome in Codice e Taco Gatto Capra Cacio Pizza. Ma quali sono i giochi da tavolo più amati di sempre? Vediamo un piccolo elenco! Monopoly Il gioco di contrattazione per eccellenza, il titolo che riesce a mettere fratello contro fratello, genitore contro figlio: bastano pochi tiri di dado per far uscire non solo l’animo imprenditoriale di ognuno di noi, ma anche – e soprattutto – la voglia di vincere. Perché vincere, a Monopoly, significa essere esageratamente ricchi, anche se per finta! Quindi via a tasse e richieste di denaro, vili prestiti di banconote e pagamenti puntuali: chi riesce a rimanere freddo e distaccato, passando anche sopra la dolcezza della...

La misteriosa Baba Jaga e il folklore slavo...

Il termine Baba Jaga fa riferimento a un personaggio della mitologia slava che è diventato estremamente popolare in epoca contemporanea, grazie alle fiabe e – più recentemente – ad alcuni film (è, per esempio, il soprannome di John Wick nel famoso franchise). La Baba Jaga è un’anziana signora dalle fattezze quasi mostruose, dotata di poteri magici e di alcuni oggetti incantati: si potrebbe considerare come una specie di strega, anche se il suo ruolo non è sempre totalmente negativo. Pare, infatti, che in alcuni miti questo personaggio svolga un compito chiave nei momenti di emancipazione e iniziazione dei protagonisti! Quest’incantatrice è presente nei racconti russi, polacchi, slovacchi, cechi e bulgari, si trova fra le fiabe della Corinzia in Austria ed è un personaggio carnevalesco in Montenegro, ma resta uno spirito della notte in Serbia, Croazia e Bulgaria. Vediamo due esempi del folklore che più includono storie dedicate alla Baba Jaga. In Russia La Baba Jaga impersona nei racconti russi un’anziana strega, che vola su un mortaio usando il pestello come timone: la vecchia cancella i sentieri nei boschi con una scopa in betulla d’argento, a volte è cattiva e a volte dà consigli, per questo – in generale – sarebbe meglio non cercare il suo aiuto, a meno di possedere uno spirito assolutamente puro. La strega vive in una capanna sorretta da zampe di gallina, con un portone pieno di denti taglienti e i muri realizzati con ossa umane: in alcune leggende, la casa della Baba Jaga resta invisibile fino a quando non si pronunciano le parole magiche necessarie per scoprire il suo nascondiglio! Nella Leggenda dei Tre Cavalieri, la Baba Jaga parla dei protagonisti – il Cavaliere Bianco, il Cavaliere rosso e il Cavaliere Nero – a chi le fa domande e uccide...

L’Uomo di Taured: un mistero risolto Nov18

L’Uomo di Taured: un mistero risolto...

Una delle leggende urbane che si sono diffuse maggiormente grazie alla rete è sicuramente quella dell’Uomo di Taured. La storia, piena di intriganti misteri e un tocco di paranormale, ha iniziato però a circolare molto prima dell’avvento di internet, arrivando alla sua “forma finale” grazie a siti e forum dedicati: pare, però, che forse proprio grazie a internet, i nodi siano stati sciolti, arrivando a una spiegazione plausibile di questa intera avventura. Vediamola nel dettaglio! L’Uomo di Taured: la leggenda Secondo il mito, nel luglio del 1954, all’aeroporto Haneda di Tokyo, sarebbe arrivato un gentiluomo dai vestiti eleganti, i tratti caucasici e una folta barba. Passando dalla dogana, al controllo del passaporto, avrebbe dichiarato di essere un abitante di Taured giunto per la terza volta in Giappone. Nessuno degli agenti conosceva quel paese e, pur notando che fra le tante lingue parlate dall’uomo il francese sembrava essere la principale, non c’era alcun indizio per capire con precisione da dove fosse giunto quello strano viaggiatore, nonostante i documenti dall’apparenza valida. I doganieri gli presentarono, allora, un atlante del mondo, chiedendogli di indicare col dito l’ubicazione del suo stato di provenienza: senza dubbi, l’uomo indicò la zona del Principato di Andorra, stupendosi – però – che l’area si chiamasse in quel modo. Sospettato di essere una spia, e sicuramente circondato da un alone di mistero un po’ troppo preoccupante per le autorità, l’uomo venne trattenuto dagli agenti e messo per una notte in un albergo, in attesa di ulteriori verifiche. La stanza – con una sola porta di ingresso/uscita – si trovava al 15° piano ed era piantonata da due guardie che non persero mai di vista la camera: nonostante questo, la mattina dopo gli agenti trovarono la stanza completamente vuota. Bagagli, documenti e qualsiasi genere...

Speciale Halloween: i dodici vortici vili di Ivan Sanderson...

Negli anni ’70, il biologo scozzese Ivan Sanderson ipotizzò una teoria che ancora oggi è molto popolare e diffusa soprattutto fra gli amanti del mistero: si tratta della teoria dei Dodici Vortici Vili. Il nome, che è un filo teatrale e non troppo intuitivo, si riferirebbe a dodici diversi punti del globo terrestre “colpevoli” di far capitare svariate stranezze, fra cui sparizioni misteriose e anomalie magnetiche. Detto così, vi sarà sicuramente venuto in mente il Triangolo delle Bermuda: ecco, quest’area geografica non è che una delle dodici zone che è bene sorvolare o attraversare con un po’ di attenzione. Pare, infatti, che aerei e navi cadano vittime del potere dei dodici vortici vili, sparendo spesso nel nulla più assoluto! Da dove deriverebbe la pericolosità di queste aree? Secondo il biologo, sarebbe dovuta a campi magnetici alterati, capaci di disturbare le strumentazioni e impedire che i viaggi possano continuare correttamente. Passare da qui significa incappare in una forte confusione, alimentata dall’inaffidabilità improvvisa di tutte le tecnologie necessarie a navigare e sorvolare la Terra. I dodici vortici vili sono distribuiti in modo piuttosto ordinato: ci sono – come facile intuire – Polo Nord e Sud, accompagnati da cinque aree sul Tropico del Capricorno e cinque sul Tropico del Cancro. Sono, in ordine: l’Isola di Pasqua i Megaliti dello Zimbabwe l’Anomalia del Sud Atlantico il Bacino di Warthon la Fossa delle Nuove Ebridi nell’Oceano Pacifico il Triangolo delle Berbuda la Valle dell’Indus a Mohenjo Doru in Pakistan il Vulcano Hamakulia alle Hawaii i Megaliti dell’Algeria a sud di Timbuktu il Mare del Diavolo a sud del Giappone Alcune di queste aree hanno indubbiamente dei nomi evocativi e non è difficile trovare storie su aerei spariti dai radar o navi misteriosamente scomparse nei pressi di queste zone: è...

L’Ora del Diavolo: cosa succede alle 3:33? Set14

L’Ora del Diavolo: cosa succede alle 3:33?...

Come molti appassionati di soprannaturale sapranno, con il termine “Ora del Diavolo” si fa riferimento a un momento preciso della notte, durante il quale streghe, fantasmi e demoni acquistano più potere e compaiono agli occhi dei comuni mortali. L’orario che potremmo definire incriminato non è sempre lo stesso: c’è – infatti – chi ritiene che si debba parlare delle 3 del mattino, chi preferisce avvicinarsi alle 4, chi è affascinato dalla mezzanotte e chi, per tagliare la testa al toro e utilizzare un numero simbolico dal fortissimo sottotesto religioso, parla delle 3:33 spaccate. In effetti, secondo i Vangeli di Marco, Matteo e Luca, Gesù sarebbe morto all’ora nona, le moderne tre del pomeriggio: quale trucco migliore da parte del Diavolo se non ribaltare questo calcolo e prendere forza alle tre del mattino, in un certo senso sbeffeggiando anche il concetto di trinità? Inoltre, la notte ha un significato del tutto particolare, almeno per quanto riguarda la religione cristiana: Giuda tradì Gesù di notte e Pietro lo rinnegò prima che il gallo cantasse… insomma, quando il sole non c’è, si lascia spazio ad azioni e sentimenti turpi. Un altro possibile motivo che rende le 3:33 la perfetta Ora del Diavolo è che quel momento della notte si trova proprio nel mezzo: è abbastanza lontano dal tramonto e mancano ancora parecchie ore all’alba, anche quando le stagioni sono calde e la giornata inizia prima. Ci troviamo, insomma, nel buio più nero, in un’atmosfera che non può che farci pensare a creature inquietanti e scenari fuori da questo mondo. Quello dell’ora delle streghe non è un concetto poi troppo recente: se ne ha traccia già nel ‘500, quando la Chiesa proibiva ogni tipo di attività dalle 3 alle 4 del mattino, per timore di rituali e sortilegi...

Beauty Tips: consigli dal passato...

La rete è piena di influencer, blog e brand che propongono Beauty Tips più o meno interessanti e facili da replicare: dalla skincare coreana di cui abbiamo già parlato all’utilizzo di strumenti alternativi per il make up (ricordate i cucchiai appoggiati sotto lo zigomo per fare contouring?), fino a metodi per ottenere delle beach waves senza utilizzare una piastra (per esempio, dormire con i capelli attorcigliati alla cintura di un accappatoio). Alcuni consigli sono molto validi, altri… un po’ meno. L’abitudine a dare consigli e a prendere spunto dalle routine di chi magari è più esperto del settore non è – però – una cosa recente e sicuramente non nasce coi social: il passato è ricchissimo di tips tutti da scoprire. Vediamone qualcuno, magari ci convinceranno! Cleopatra era solita utilizzare oli molto ricchi e balsami naturali per prendersi cura della sua pelle: prodotti a base di olio di oliva, miele, zucchero, mandorle, lino, sesamo e argilla servivano alla sovrana per detergersi, idratarsi, depilarsi e… profumarsi! L’iconica regina amava – infatti – annunciare il suo arrivo con una nuvola profumata a base di rosa, incenso e mirra. La Principessa Sissi – Elisabetta di Baviera – era molto nota per alcune abitudini non proprio convenzionali: pare, infatti, che amasse concedersi bagni di almeno 30 minuti in acqua ghiacciata, immersioni nel latte di capra e massaggi rilassanti. Per quanto riguarda i suoi lunghissimi e iconici capelli, lo shampoo non era altro che un mix fra tuorli e cognac! Certo, raccontati in questo modo potrebbero farci storcere il naso, ma alcuni di questi rituali sono, in effetti, molto efficaci: oggi sappiamo che l’acqua fredda aiuta la circolazione e che l’uovo rende la chioma più forte e lucida. A proposito di uovo, pare che la Regina Elisabetta lo utilizzasse...

Gli step della skincare coreana Lug12

Gli step della skincare coreana...

Negli ultimi anni, il settore della cura della pelle (del viso e del corpo) ha attraversato un’ascesa incredibile, dovuta in particolare alla promozione che alcuni influencer hanno fatto della skincare coreana, nota per la sua complessità, ma anche per la sua efficacia. Questo sistema di prodotti e abitudini mattutine e serali ha un’origine che va in là in tempo e si configura come una ricetta di successo per chiunque voglia ottenere ottimi risultati, costanti nel tempo. Ma la skincare coreana è caratterizzata da tantissimi step! C’è chi dice 10, chi 11, chi ancora di più: solitamente, sono richiesti almeno 15 minuti di “lavoro” due volte al giorno, da effettuare con attenzione e seguendo un ordine stabilito di “layers“. I prodotti si applicano rigorosamente con le mani, senza il supporto di dischetti, cotton fioc o altri supporti, lavabili o meno. Vediamo insieme quali sono i passaggi fondamentali per ottenere una pelle di pesca! Olio detergente Il primo step prevede la rimozione di tutte le impurità e di buona parte del trucco dal viso con l’impiego di un detergente in olio, molto ricco e delicato. La pulizia avviene applicando il prodotto con un movimento circolare delle dita, fino a coprire interamente la pelle asciutta: dopo aver letteralmente “sciolto” tutto ciò che ci interessa eliminare, basta sciacquare il viso con acqua tiepida, senza l’uso di spugnette o panni in microfibra. Detergente in schiuma  La doppia detersione (famosissima ormai ovunque nel mondo) prevede un secondo passaggio da effettuare con un detergente schiumoso e delicato più tradizionale: è preferibile utilizzare formulazioni leggere e a base d’acqua, come tante mousse presenti oggi sul mercato. Il detergente ci aiuterà ad eliminare i residui oleosi, ma anche quelle impurità che l’olio non era riuscito a portare via. Esfoliante Un passaggio che va...

Euro 2020: tutti pazzi per l’Inno di Mameli...

I lettori un po’ più grandi si ricorderanno sicuramente le tante polemiche legate alla Nazionale Italiana di Calcio e il nostro Inno: negli anni ’90, non tantissimi anni fa dopo tutto, i calciatori venivano spesso criticati perché non sembravano partecipare con l’adeguato trasporto al momento pre-partita dedicato alla presentazione delle due squadre e delle rispettive nazioni. Alcuni non cantavano, altri sembravano annoiati, altri ancora riuscivano ad azzeccare una parola ogni tanto: insomma, in pochi eseguivano l’Inno correttamente. Da quel momento – dopo articoli di giornale, interviste e Tapiri – pare che la Nazionale abbia iniziato a dedicarsi un po’ di più a questa fase, studiando le parole del nostro Inno e raggiungendo pian piano un pathos equiparabile a quello della nazionale di rugby: oggi pare che tutti vadano pazzi per quei pochi secondi dedicati all’Inno di Mameli! E non sto parlando solo dei media italiani o dei tifosi azzurri: tantissime testate straniere e tantissimi appassionati di sport da tutto il mondo non possono fare a meno di sintonizzarsi sulle partite dell’Italia, anche solo per guardare il team cantare. Il nostro Inno è diventato il preferito da chi segue Euro 2020, le parole vengono tradotte e studiate, i calciatori osservati e imitati: alcuni sono diventati perfino dei meme, una vera e propria consacrazione in questa era digitale. Vediamo di seguito alcuni tweet dedicati proprio a questo fenomeno: Alcuni profili ufficiali – tipo ESPN e Bleacher Report – hanno iniziato una vera e propria rubrica sul momento “Inno di Mameli”. Il rovescio della medaglia? Alcuni follower hanno già iniziato a stancarsi del trend, accusando le pagine di tirarla un po’ troppo per le lunghe. Voi cosa ne pensate? Siete già un po’ stanchi di questa moda o amerete per sempre questa partecipazione...

Post Mortem: cosa vuoi diventare dopo la morte?...

“Ricordati che devi morire!” Se fossi stata un frate di Frittole – nel ‘400, quasi milleccinque – avrei potuto intitolare questo articolo proprio così: ricordati che devi morire. E sicuramente avrei ottenuto in risposta un “Si si, mo me lo segno!”. Inutile negarlo, questa tematica provoca sempre un po’ di disagio. La morte fa parte del nostro percorso, ne è la misteriosa conclusione e – proprio perché non ne conosciamo le dinamiche e non siamo sicuri di cosa ci sia dopo (lasciando i vari credi religiosi e le interpretazioni spirituali da una parte) – preferiamo sempre evitare di pensarci. La viviamo con ansia, facciamo finta che non esista, inventiamo gesti scaramantici e rituali per cercare di non averci mai a che fare troppo da vicino. Questo atteggiamento è assolutamente plausibile: non sono qui per dire cosa sia giusto o sbagliato o per suggerire di parlare di morte ogni giorno! Anche perché diciamocelo: ricordarci che dovremo morire – parafrasando Non ci resta che piangere – serve sicuramente a spronarci a inseguire i nostri sogni, ma – d’altra parte – può anche gettare un po’ nello sconforto. Eppure, forse, ogni tanto, potremmo doverci pensare. Per esempio, hai deciso cosa vuoi diventare dopo la morte? La domanda è da pazzi, lo so, e la risposta più immediata potrebbe essere un bel “e che mi importa, tanto non ci sono!”. Eppure, un po’ per caso, mi sono imbattuta in questi giorni in diversi tweet e articoli che parlano proprio del post mortem, in una sorta di strano allineamento di pianeti. E ho iniziato a pensarci: io cosa vorrei essere? Abbandonando le alternative più “classiche” (e fa un po’ ridere parlarne così, come del taglio di un abito da sera o di una acconciatura particolare), le possibilità sono davvero...

L’incredibile ascesa del rosa nel mondo della moda 2021...

Sarà saltato agli occhi di quasi tutti: il rosa è tornato alla ribalta, occupando fieramente le vetrine del nostro paese. Se negli scorsi mesi, infatti, c’è stato un pullulare di accessori e capi di abbigliamento color lilla, da qualche settimana questa tonalità sembra aver lasciato il passo a sfumature più chiare e vibranti. Sono complici anche molte stelle dello spettacolo. Pensate anche solo alla performance stellare di Dua Lipa agli scorsi Grammy Awards: La cantante ha sfoggiato una serie di look sui toni del rosa, passando dalle tonalità pastello più pallide, a versioni bubblegum e fucsia (il tutto tempestato di brillanti e paillettes!). Altri si sono accorti di questo lento e inesorabile ritorno: Pantone ha dedicato sui suoi social più di un post a questo colore e tanti magazine di moda hanno iniziato a elencare tutte le star che indossano volentieri questa tonalità. La già citata Dua Lipa è una grande affezionata del rosa (lo porta anche nella cover del suo album), ma fra i fan di queste sfumature ci sono anche Nicki Minaj, Hailey Bieber e perfino Britney Spears, che ha deciso di concedersi una tinta per capelli pescata in vista dell’estate. Il successo del rosa Il successo del rosa è ciclico: questo colore – infatti – non scompare mai dai radar, ma ha fortuna altalenante. Se in alcuni momenti storici è stato usato commercialmente solo per prodotti pensati per bambine e future mamme, in altri frangenti ha letteralmente dettato legge, arrivando un po’ dappertutto. Scarpe, calzini, pantaloni, camicie, top, accessori per capelli, gioielli, borse, cover per telefoni… il 2021 sembra proprio aver lasciato massimo campo d’azione a questo colore! Ma come mai è così amato? Come potrete approfondire in post dedicati al significato dei colori, il rosa è legato a un’idea di ottimismo...