Il mistero della tomba di Inez Clarke Lug10

Il mistero della tomba di Inez Clarke...

Quella di Inez Clarke è una storia così complessa e misteriosa da essere ormai diventata una leggenda: e come tutte le leggende, anche questa ha i suoi dettagli inspiegabili e poco realistici. Quello che si sa è che Inez sarebbe una bimba della seconda metà dell’Ottocento, figlia di John e Mary Clarke, morta a soli sei anni dopo essere stata colpita da un fulmine durante un temporale. Naturalmente, le incongruenze iniziano già dalla causa della morte, perché se alcuni sostengono che la piccola sia deceduta mentre cercava riparo con la famiglia, altri dicono sarebbe stata uccisa dalla difterite. Altri ancora, i più cinici forse, dicono che Inez sarebbe, sì, morta per colpa di un fulmine, ma che l’incidente sarebbe avvenuto mentre la bambina si trovava in punizione fuori di casa, senza possibilità di trovare un riparo. Sia come sia, la bimba sarebbe stata seppellita nel cimitero di Graceland a Chicago e la sua tomba sarebbe stata ornata con una meravigliosa statua, visibile ancora oggi. Dentro a una teca si trova un’opera davvero bella ed emozionante, con una ragazzina raffigurata mentre – seduta su un tronco – regge in una mano l’ombrello e nell’altra un fiore. Il viso mostra un leggero sorriso, impossibile da non notare. Qui, però, inizia un secondo mistero: sotto alla statua, realizzata da un certo Andrew Gagel, sarebbe infatti seppellito Amos Briggs, posizionato proprio accanto al fratello Delbert. Negli archivi del cimitero non esiste alcuna Inez Clarke, anche se sulla statua è possibile leggere tutti i suoi dati, comprese nascita e morte nel 1880. Qualcuno ha provato a spiegare questo strano evento: Forse Inez non esiste e l’opera non è altro che una complessa promozione per lo scultore Gagel, desideroso di trovare nuovi lavori; Forse Inez non faceva Clarke di cognome,...

Elisa Lam: fra realtà e congetture Giu22

Elisa Lam: fra realtà e congetture...

Quella di Elisa Lam è una delle storie di True Crime più famose degli ultimi dieci anni: i dettagli della vicenda hanno ispirato tantissimi appassionati dell’argomento, portando alla pubblicazione di tanti video, articoli e riassunti. Tutti ricchi di congetture. Partiamo dai fatti, resi in modo il più possibile oggettivo. Elisa Lam era una studentessa originaria di Vancouver, iscritta all’Università della British Columbia. Appassionata di moda, era solita condividere i suoi pensieri e le sue esperienze su varie piattaforme social – compreso, per esempio, Instagram – e su un blog personale, chiamato Ether Fields. Qui, fra i post resi pubblici fino al 2012, era possibile seguirla nel suo percorso difficoltoso e pieno di dubbi, reso ancora più complesso dall’insorgere di un disturbo bipolare e da una forma di depressione: nei suoi racconti della vita universitaria si percepisce la difficoltà della ragazza a mantenere la concentrazione, a gestire il carico di studio e a vivere con serenità le aspettative e il confronto con i suoi coetanei. Elisa si sentiva “in ritardo”, affrontava disturbi anche fisici e si colpevolizzava per non essere riuscita a seguire la tabella di marcia, dopo aver abbandonato due dei suoi tre corsi di studio. All’inizio del 2013, anche per trovare nuove energie per affrontare questa situazione, Elisa decise di partire e viaggiare da sola per qualche giorno, andando prima a San Diego e poi a Los Angeles: proprio qui – il 26 gennaio – fece check in al Cecil Hotel sulla Skid Row, finendo prima in una stanza condivisa, poi – dopo qualche lamentela per il suo comportamento – in una camera singola. Il 31 gennaio – giorno previsto per il check out – i genitori non ricevettero alcuna telefonata da parte sua (la ragazza era solita chiamare anche più volte per...

Perché in USA le statue di Cristoforo Colombo vengono vandalizzate? Giu11

Perché in USA le statue di Cristoforo Colombo vengono vandalizzate?...

Negli ultimi giorni, alcune statue di Cristoforo Colombo sparse per gli Stati Uniti sono state vittima di atti vandalici: alcune sono state tirate giù dai piedistalli, altre fatte rotolare nei fiumi, altre ancora decapitate. In particolare, sta facendo notizia la statua del quartiere di North End a Boston, che – già aggredita e coperta con vernice rossa in passato – è stata in ultimo privata della testa e verrà probabilmente rimossa in via definitiva a breve. Potrà sorprendere qualche lettore, ma Colombo è un personaggio estremamente controverso negli USA, per più di un motivo. A scuola si studia, infatti, che Cristoforo Colombo scoprì l’America (che ancora non si chiamava così) nel 1492. “Scoprì” è, però, un termine che molti contestano e possiamo dire a ragione. Perché quando sbarcò, Colombo non si trovò di fronte a un territorio completamente disabitato, ma entrò in contatto con popolazioni native, abitanti di quel continente da secoli. Il suo arrivo pose le basi per quella conquista europea che non si tradusse solo con un innegabile progresso economico e con l’arrivo nel vecchio continente di tanti prodotti nuovi e utilissimi (pomodori, patate, cacao, fagioli, mais e altri innumerevoli alimenti che hanno poi trasformato anche la nostra dieta), ma anche con violenze sulle popolazioni indios che occupavano originariamente la zona, schiavitù e tratta di vite umane dall’Africa. Colombo non fu personalmente responsabile di TUTTE le conseguenze derivanti dalla sua impresa (anche se la sua figura rimane un po’ oscura e non è possibile o giusto negare le ombre che circondano il suo operato), ma non è difficile comprendere la posizione di chi lo ritiene simbolo dell’oppressione e della divisione razziale. A questo, punto, però si aprono diversi scenari. La figura storica di Colombo, infatti, viene apertamente contestata – fra gli altri...

La storia di Marsha P. Johnson Giu01

La storia di Marsha P. Johnson...

Ogni anno a giugno vengono commemorati in tutto il mondo i moti di Stonewall, iniziati nella notte del 27 giugno del 1969: quei momenti, quegli scontri fra comunità gay e polizia di New York, segnano idealmente la nascita del moderno movimento di liberazione, che ha scelto il 28 giugno come data per la “giornata mondiale dell’orgoglio LGBT”. Durante il pride month vengono, quindi, ricordate alcune delle figure più importanti di questo movimento, uomini e donne che hanno messo la propria vita in prima linea diventando vere e proprie icone: una di queste è Marsha P. Johnson. Marsha P. Johnson nasce come Malcolm Michaels Jr. il 24 agosto del 1945, nella cittadina di Elisabeth in New Jersey. Infanzia e adolescenza non procedono sempre nella totale serenità: Marsha inizia a vestirsi con abiti femminili all’età di 5 anni e deve affrontare fin dalla giovane età non solo il duro giudizio della madre, ma anche le molestie e le violenze dei ragazzi della città. Nel 1963, terminata la scuola, si trasferisce a New York con un sacco di vestiti e 15 dollari in tasca: qui si sposta al Greenwich Village e inizia a lavorare come cameriera. Inizialmente si fa conoscere come “Black Marsha”, ma decide presto di adottare un altro nome, cioè proprio Marsha P. Johnson: il cognome deriva da un ristorante sulla 42a strada, mentre la P. sta per “pay it no mind”, cioè “non pensarci”. Marsha – che si identificava alternativamente come gay, travestito o queen (da drag queen) – utilizza questa frase ogni volta che qualcuno le fa domande riguardo al suo genere, aggiungendo una buona dose di ironia e sarcasmo. In questi anni, la Johnson comincia a frequentare lo Stonewall Inn, un locale simbolo della zona che inizialmente accoglieva solo uomini gay e...

Cosa sono le Creepypasta?...

Quello delle Creepypasta è un fenomeno strettamente connesso al mondo del web: si tratta, infatti, di storie dell’orrore brevi (e, in alcuni casi, brevissime), che nascono fra forum, social, siti e blog e si diffondono fra gli appassionati del genere, arrivando spesso anche a chi non sa nulla di questi mini racconti. Si potrebbero definire come leggende urbane moderne, perché vengono tramandate come fatti reali, raccontate spesso in prima persona e non è difficile che qualcuno finisca per credere davvero al loro contenuto. Se una volta – citando Elio e le Storie Tese – si poteva parlare di “Miocuggino” e delle sue svariate disavventure (dall’autostoppista fantasma all’appuntamento finito con un “Benvenuto nel mondo dell’AIDS” scritto sullo specchio), oggi si possono condividere poche righe, oscure e ben calibrate, capaci di viaggiare velocissime sulla rete e mutare per restare sempre attuali. Nello specifico, infatti, il termine Creepypasta deriva da “Copy and Past” (il copia incolla con cui far circolare i vari racconti), a cui è stato aggiunto “Creepy”, cioè spaventoso, inquietante: i protagonisti sono soliamente fantasmi, sparizioni, esperimenti, creature misteriose, videogiochi maledetti, rapimenti… Alcune di queste storie – quella della Pascualita, per esempio – sono così ben scritte da passare tranquillamente per vere; altre sono un po’ più esagerate ed è facile intuire che dietro ci sia un autore che ama il genere horror: vediamo 5 fra i più famosi esempi di Creepypasta! Slenderman: la leggenda del web forse più famosa in assoluto. Si tratta di un moderno uomo nero, altissimo, vestito in modo elegante e privo di tratti somatici. Come il suo più famoso e tradizionale cugino, rapisce i bambini: la sua figura così particolare ha ispirato videogiochi e film! L’esperimento russo del sonno: negli anni ’40, degli scienziati russi scelsero cinque cavie umane per...

La scomparsa di Tammy Lynn Leppert Mag12

La scomparsa di Tammy Lynn Leppert...

La parola missing, scomparso/a, è una delle più inquietanti e spaventose per gli abitanti degli Stati Uniti. I numeri che si riferiscono a questo fenomeno, cioè all’impossibilità di ritrovare minori e adulti fra uomini e donne, sono – infatti – impressionanti: più di 600mila l’anno dal 2009 a oggi, con medie anche molto più alte negli periodi precedenti. Da ’94 al ’98, per esempio, gli USA hanno registrato quasi un milione di persone scomparse l’anno, ed è lecito pensare che non andasse meglio nei decenni passati. Fra le tante storie di ragazze e ragazzi spariti nel nulla, si distingue la vicenda di Tammy Lynn Leppert. Tammy Lynn Leppert: da reginetta ad attrice Tammy Lynn Leppert era nata in Florida nel 1965 ed era cresciuta partecipando a sfilate e concorsi di bellezza: si stima che, in totale, la Leppert abbia partecipato ad almeno 300 competizioni, conquistando 280 titoli. L’ex reginetta era poi passata alla carriera di modella, conquistando nel 1978 – a soli 13 anni – la copertina della prestigiosa rivista CoverGirl. Raggiunta la maggiore età, come tante colleghe, aveva deciso di tentare la carriera Hollywoodiana, facendosi conoscere in alcune pellicole. Nel 1983, il suo primo ruolo definito fu nel film Spring Break: Tammy Lynn finì anche sulla locandina e cominciò a frequentare l’ambiente del cinema. Proprio in questo contesto maturarono dubbi e sospetti. Dopo la fine delle riprese, infatti, la Leppert avrebbe partecipato a un così detto “weekend party”, cioè una festa lunga oltre due giorni: una delle sue più care amiche testimoniò che la ragazza sarebbe tornata da quell’evento profondamente cambiata. Prima tranquilla e solare, divenne particolarmente paranoica: terrorizzata per non si sa bene quale motivo, avrebbe cominciato da un giorno all’altro ad aver paura di essere avvelenata e anche di uscire da...

Annie Palmer: la storia della strega bianca di Rose Hall...

Annie Palmer, la strega bianca di Rose Hall, è la famosa protagonista di una canzone di Johnny Cash, oltre che l’ispiratrice di svariate storie dell’orrore. Riti voodoo, sacrifici umani, magie e violenze hanno segnato la sua vita e il territorio in cui ha abitato, alimentando dicerie e leggende urbane che sopravvivono ancora oggi. La sua storia inizia in Giamaica (Montego Bay) a fine ‘700: Annie ha sposato John Palmer, proprietario terriero impegnato nella redditizia coltivazione della canna da zucchero, e gestisce con pugno di ferro tutte le attività svolte all’interno della sua villa in stile georgiano, Rose Hall. La donna è conosciuta per il suo carattere forte e acceso – in netto contrasto con quello del marito, giudicato più tranquillo e quasi ingenuo – e per i suoi metodi estremi: punizioni corporali, torture, frustate pubbliche, persino uccisioni sono fra i sistemi utilizzati per tenere sotto controllo gli schiavi della proprietà. Ma non girano solo queste voci: pare, infatti, che Annie sia solita trascorrere molto tempo con i suoi favoriti e che con alcuni di loro intrattenga anche brevi relazioni che si concludono regolarmente con la scomparsa dello schiavo di turno. La morte del marito è solo una questione di tempo, così come la dipartita prematura anche dei due consorti successivi: non esistono prove certe, ma in tanti sostengono che ci sia proprio Annie dietro a queste tragedie. Nel frattempo, Annie Palmer si sta costruendo anche un’altra reputazione. La donna è appassionata di riti e magie, vuole imparare il più possibile, usa addirittura le conoscenze dei suoi schiavi e sembra morbosamente interessata ad alcuni aspetti particolari, fra cui il sacrificio di vittime umane per realizzare cerimonie oscure. Il suo comportamento, i suoi interessi la portano presto in una situazione delicata e pericolosa: le continue violenze...

Lo strano mistero del Dracula islandese...

Tutti conoscono Dracula. Che si tratti del protagonista di un film, dell’antagonista all’interno di una serie tv, dell’oscura e oppressiva presenza dentro a un libro o anche del Conte Muppet che passa il tempo a contare col suo forte accento est europeo, non importa il livello di conoscenza della storia originale: tutti sanno chi è Dracula! Meno nota, forse, è la sua origine letteraria. Questo personaggio iconico, infatti, venne presentato al mondo nell’omonimo romanzo gotico di Bram Stoker, pubblicato nell’ormai lontanissimo 1897: un’opera particolare, che incorpora scambi epistolari e diari, testimonianze dirette e parziali, grazie alle quali è possibile percepire una crescente atmosfera oppressiva e misteriosa. La scura e pericolosa figura del conte si ispira a quella altrettanto controversa di Vlad III di Valacchia, anche detto l’Impalatore: un elemento che diventa punto di partenza di tutta la vicenda e assume anche un valore estetico incomparabile nel film del 1992 di Francis Ford Coppola (insomma, vi ricordate l’armatura pazzesca che indossa Dracula all’inizio di quella pellicola?). Stoker ebbe il merito di creare un mostro classico, di dare vita a un’icona (anche di stile) e di affermare definitivamente l’archetipo del vampiro, poi utilizzato e riutilizzato migliaia di volte nei decenni successivi. Tutto in un colpo solo. Alla figura di Dracula, però, è legata anche una curiosità davvero incredibile. Sapevate, per esempio, che il Dracula islandese è completamente diverso? Ecco la vicenda. Nel 1900, a tre anni dalla pubblicazione dell’originale, Valdimar Asmundsson decise di pubblicare sul suo giornale Fjallkonan una traduzione a puntate del romanzo. La nuova versione in islandese prese il titolo di Makt Myrkranna e venne anticipata da una prefazione scritta proprio da Bram Stoker. Tutto perfetto, non fosse che quella di Asmundsson non era una semplice traduzione. Era una revisione. La versione islandese finì,...

E-learning sicurezza: le proposte di CSAO...

Il centro CSAO di Torino è un ente accreditato dalla Regione Piemonte, attivo dagli anni ’60 nella proposta di corsi per la sicurezza sul lavoro, attività culturali, pubblicazioni e incontri formativi. L’organizzazione ha aperto anche una piattaforma di e-learning per la sicurezza, ampliando i propri servizi con un sito facile da utilizzare, ideale per chi desidera perfezionare la propria preparazione da remoto. I corsi online, infatti, aiutano lavoratori, dirigenti, RLS, Rspp, Aspp e tutte le figure legate a questo ambito a gestire in modo più semplice la formazione, scegliendo autonomamente il luogo e l’orario più adatto per seguire le lezioni. Un percorso formativo a distanza può essere avviato proprio quando vogliamo, nella calma del nostro ufficio o nella comodità di casa: si può seguire la sera, nel weekend, in pausa e in tutti quei momenti di tranquillità che ci permettono di dedicarci con attenzione all’aggiornamento professionale e personale. Un corso online ci permette di gestire meglio le ore e gli spostamenti e – in caso di formazioni indirizzate a più lavoratori – permette anche di definire in modo più semplice i vari partecipanti, con rotazioni più facili e funzionali. La piattaforma di e-learning di CSAO include un catalogo in continua espansione: in questo momento, sono disponibili percorsi come la formazione generale e la formazione specifica per i lavoratori, corsi per dirigenti, aggiornamenti per lavoratori, dirigenti e preposti. Non mancano anche percorsi per Rspp e Aspp, grazie ai quali ottenere importantissimi crediti formativi: il sito propone lezioni suddivise fra aspetti giuridico formativi e aspetti tecnico organizzativi. L’iscrizione alla piattaforma è molto semplice e può avvenire in due modi: Una registrazione rapida e facile, direttamente sul sito Contatti con la segreteria – via telefono o mail – per ottenere l’accesso alle risorse e le indicazioni per...

Passaggio a Nord Ovest: la leggenda della nave fantasma Octavius Apr15

Passaggio a Nord Ovest: la leggenda della nave fantasma Octavius...

Quella della nave fantasma Octavius è una delle più note leggende marinaresche, legata alla scoperta del mitico passaggio a Nord Ovest, cioè di quella lingua di mare a nord del Canada che permette di passare da Est a Ovest (e viceversa) tagliando i tempi di navigazione. Il passaggio esiste, ed è stato percorso per la prima volta agli inizi del ‘900 (Amundsen riuscì a completare questa rotta precisamente nel 1906), ma per lungo tempo la sua presenza mitica è stata evocata dai marinai di tutto il mondo, rimanendo nascosta, inquietante e temibile per centinaia di anni. Per tanti partire alla sua ricerca significava non tornare più a casa. La Octavius aveva fatto proprio questa fine. Qual è la sua storia? Secondo il mito, la goletta a tre alberi Octavius era partita nell’ottobre del 1761 dall’Inghilterra, con l’obiettivo di raggiungere la Cina. Una volta arrivato in Oriente, il capitano aveva deciso di tentare l’impresa, percorrendo il viaggio inverso con alcune modifiche nella rotta: non più un tragitto lungo e tortuoso, ma una riduzione dei tempi, possibile solo attraverso il misterioso e affascinante passaggio a Nord Ovest. Il ritorno sarebbe stato più breve, ma anche molto più scomodo: ghiaccio, umidità, temperature basse a cui l’equipaggio non era pronto… la nave era sparita presto nel nulla. L’11 ottobre del 1775, ad avvistare la goletta fu il capitano della baleniera Herald: la nave sembrava in balia del ghiaccio, quasi alla deriva. L’uomo decise di avvicinarsi con una scialuppa e otto uomini per verificare le condizioni della nave: solo nei pressi dello scafo riuscì a leggere il nome dipinto sul legno. All’interno della Octavius trovarono i 28 corpi assiderati dei marinai, ancora sotto le coperte, e – negli alloggi degli ufficiali – una donna bionda, un bambino, un altro...

Allenamento a casa: 3 canali Youtube da seguire! Apr01

Allenamento a casa: 3 canali Youtube da seguire!...

In questi giorni di quarantena, l’allenamento a casa può essere utile non solo per gli appassionati di palestra, ma anche per chi vuole occupare un po’ il tempo, sgranchendosi le gambe e facendo un po’ di movimento senza esagerare. Le giornate di isolamento, pur pesanti a livello emotivo e fisico, ci danno la possibilità di dedicarci a hobby diversi, iniziare una attività nuova, metterci alla prova! Ma da dove partire? Su Youtube è pieno di video di workout, filmati che vanno da pochi minuti a un’ora o più, perfetti per chi ha già un’infarinatura di questo mondo e per chi – invece – vuole partire piano e con attenzione. Ecco 3 canali perfetti per tutti! POPSUGAR Fitness: il canale americano propone video da un minimo di 10 minuti, con istruttori divertenti ed energici, che registrano routine adatte quasi a tutti. Si va dalla zumba all’allenamento a terra, passando per attività cardio molto faticose ed esercizi da star: i filmati sono in inglese, ma basta seguire i protagonisti per capire in poche ripetizioni come muoversi. Inoltre, solitamente nei video sono presenti almeno tre persone, che propongono livelli diversi: facilitato, standard e avanzato. In questo modo, si potrà seguire la stessa routine più volte, spostandosi man mano di livello senza annoiarsi! Fixfit: il canale italiano propone tantissimi esercizi diversi, segnalando per bene durata, livello e calorie bruciate. Sono presenti meno video musicali rispetto a Popsugar, ma ogni filmato è ben spiegato, con esercizi ripresi da diverse angolazioni e diversi momenti di pausa e recupero. Anche in questo caso sono presenti mini video da un quarto d’ora, ma non mancano proposte più lunghe, perfette per chi vuole bruciare al massimo! STRONG by Zumba: il canale – che propone video in diverse lingue, sia sottotitolati che doppiati –...

MyNoise: il sito web per combattere il silenzio...

L’emergenza legata al diffondersi del Covid-19 in tutto il mondo ci ha obbligato a rimanere a casa. Questa misura, pur pesante per tanti di noi, è assolutamente necessaria e ci permetterà di superare la pandemia più in fretta: le difficoltà di oggi saranno il trampolino di lancio per una grande ripresa domani! Nel frattempo, però, tantissimi stanno studiando e lavorando da casa, altri stanno facendo i conti con momenti di solitudine e di noia, alcuni fanno fatica a dormire, a concentrarsi, a trovare uno stimolo per dedicarsi magari a un hobby o prendersi cura di se stessi. Altri ancora continuano ad andare a lavorare, ponendosi in prima linea e affrontando un carico fisico e psicologico incredibile. In un contesto così difficile, anche il minimo aiuto può fare la differenza. È il caso di un sito molto particolare, MyNoise.net. MyNoise – ideato dal sound designer Stéphane Pigeon – è un catalogo di suoni, tracce, rumori provenienti da diverse fonti, pensato per chi non riesce a stare in assoluto silenzio. Molti di noi, infatti, sono così abituati ad avere rumori di fondo, da trovare piuttosto complicato concentrarsi nella quiete totale di casa: c’è chi studia in biblioteca e apprezza un po’ di brusio; chi a lavoro è circondato dai beep e dai ping di computer, stampanti e telefoni; chi scrive nei bar e nei ristoranti, ispirato dal vociare delle altre persone; chi svolge i compiti casalinghi con la finestra aperta, per ascoltare il traffico. Ancora, c’è chi ama addormentarsi con i suoni della natura, come le onde del mare, il vento o la pioggia che batte sul terreno. Il sito raccoglie proprio questi suoni, aggiungendo un tocco in più: ogni traccia, infatti, è dotata di pulsanti con cui mixare i vari effetti. Avete scelto il rumore...

Ulay: prima, durante e dopo Marina Abramovic Mar02

Ulay: prima, durante e dopo Marina Abramovic...

Ulay, storico esponente della Performing Art, è morto all’età di 76 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro: in queste ultime ore si sono moltiplicati sulla rete ricordi ed elogi, addii e commenti increduli. Se ne va un artista complesso e interessante, pronto a scoprire i limiti dell’essere umano e mettersi alla prova fisicamente e psichicamente: se ne va anche la metà di un duo capace di rivoluzionare l’arte negli anni ’70 e ’80. Ulay è, infatti, ricordato anche per la sua storia d’amore tormentata e il suo proficuo sodalizio con un’altra artista, Marina Abramovic. Ma non si limitò solo a quello. Ulay: dalla fuga alle Polaroid Nato in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale, Ulay ebbe un rapporto molto travagliato con le sue origini: rimasto orfano (con un padre vicino agli ambienti nazisti), crebbe – infatti – in un paese diviso e fratturato, colmo di contraddizioni. Il conflitto interiore si approfondì tanto da spingerlo a rinunciare al nome e alla nazionalità, lasciando moglie e figlio per trasferirsi ad Amsterdam. Lì – alla fine degli anni ’60 – cominciò ad avvicinarsi al mondo della fotografia, e in particolare delle Polaroid, iniziando uno studio dell’identità e del corpo. I primi lavori miravano, infatti, a comprendere e raccontare la cultura di travestiti e transessuali. Alla fotografia si affiancò presto la Performing Art, grazie alla quale conobbe Marina Abramovic. Ulay e Marina: fra amore e separazioni Ulay e Marina Abramovic si conobbero nel 1976 e iniziarono una relazione – personale e artistica – lunga 12 anni. Per tre anni viaggiarono a bordo di un furgoncino, lavorando insieme, e iniziarono a dare vita ad alcuni dei loro Relation Works, opere tramite cui scoprire i limiti dell’essere umano. Fra queste, possiamo ricordare AAA-AAA, durante la quale i due...

Lo strano caso del film Contagion...

Nel non poi così lontano 2011, gli appassionati di cinema – e in particolare delle pellicole action thriller a tema pandemia – vennero sorpresi dall’ultima fatica del regista Steven Soderbergh, lo stesso di Out of Sight, Erin Brockovich, Ocean’s Eleven (e sequel) e Solaris: Contagion. Il cast stellare contava – fra gli altri – anche Gwyneth Paltrow (che fa una particina ina ina piuttosto importante), Matt Damon, Jude Law, Kate Winslet, Marion Cotillard, Bryan Cranston e poteva vantare una trama insieme interessante e inquietante, la cui forza dipendeva innanzitutto da un realismo a tratti horror: con tutte queste premesse, la pellicola incassò 135 milioni di dollari in tutto il mondo, mettendo le basi per un nuovo modo di rappresentare scienza, scienziati e medicina al cinema. Nel 2020, a 9 anni dal suo primo successo, il film è tornato di incredibile attualità, rientrando a gennaio nella Top 10 dell’iTunes Movie Rentals, cioè dei film più noleggiati dagli utenti della Mela: a febbraio, è sceso all’undicesimo posto. Come mai? La risposta è semplice: Coronavirus. L’outbreak del Coronavirus ha spinto moltissimi a cercare risposte plausibili e confortanti all’interno delle pellicole dedicate a questo tema: se tanti film sono assolutamente sconsigliati (e anche un po’ pericolosi, se pensiamo che potrebbero scatenare l’effetto contrario), l’idea di riguardare Contagion potrebbe non essere del tutto inutile. I temi messi in campo dalla pellicola sono vari e validi, quasi tutti gli aspetti scientifici sono trattati con attenzione e la rappresentazione di tecnologie, interventi sul campo e organizzazione delle cure è, pur nella drammatizzazione necessaria per dare un significato al film, molto vicina al reale: anche il lato governativo e quello delle ordinanze ufficiali è piuttosto realistico. Ma di cosa parla il film? Contagion segue passo passo il diffondersi di un virus (inventato...

DOVE ACQUISTARE I PRODOTTI JOYETECH? Feb24

DOVE ACQUISTARE I PRODOTTI JOYETECH?...

Sembra una domanda banale, ma per gli amanti dello svapo Joyetech rappresenta il marchio numero uno nel mondo delle sigarette elettroniche. L’azienda, nata nel 2007, è stata in grado stare al passo coi tempi venendo incontro a tutte le esigenze dei propri clienti. La tecnologia Joyetech si è sposata con le arti del design e dell’ergonomia, realizzando kit e accessori utili per tutte le tipologie di vapers. Dai tascabili, ai prodotti dedicati al tiro di guancia o di polmone, fino agli articoli studiati appositamente per i beginners e gli advanced, il catalogo dell’azienda non manca mai di stupire con nuove funzionalità. Joyetech segue scrupolosamente la direttiva Europea TDP sui prodotti del tabacco, rispettando tutte le norme che disciplinano la fabbricazione di prodotti correlati al fumo. Tutti i componenti dunque sono tutelati in ottica di sanità pubblica ed economica e rispettano le regole dei paesi in cui vengono distribuiti. Gli stati che importano i prodotti Joyetech, vengono informati tramite un report sanitario, soprattutto per quanto riguarda i test chimici e tossicologici sui liquidi. Per quanto riguarda gli aromi infatti, ogni boccetta segue le conformità previste, come per esempio una concentrazione di nicotina fino al 2% massimo, boccette che contengano non più di 10 ml e a prova di bambino, e il dosaggio delle gocce dal beccuccio che non deve superare le 20 gocce al minuto. Questo marchio è dunque una garanzia di sicurezza per tutti gli svapatori, grazie anche alle elevate prestazioni dei suoi kit. Joyetech infatti è diventato un brand talmente forte da essere in grado di dettare i trend del mercato. Il suo primo prodotto, la Joye 510, aveva già rivoluzionato il modo di concepire le e-cig introducendo un batteria manuale e un’ergonomia tascabile. Nel 2011 l’azienda ha raggiunto l’apice del successo con...

Addio a Kirk Douglas, il duro di Hollywood Feb06

Addio a Kirk Douglas, il duro di Hollywood...

Kirk Douglas non era fatto per le commedie. Ci aveva provato all’inizio della sua carriera, ma si era reso conto subito che quel genere non gli permetteva di utilizzare al meglio le sue caratteristiche e i suoi talenti. Perché Kirk Douglas era un duro, un arrabbiato, uno in lotta col mondo, uno che voleva farcela: i suoi ruoli migliori rispecchiano tutti quest’animo ribelle e un po’ cinico. Nato ad Amsterdam (stato di New York) nel 1916, figlio di una coppia di immigrati ebrei bielorussi, si era laureato in Lettere, si era diplomato all’Accademia Americana di Arte Drammatica a NY, aveva prestato servizio in marina durante la Seconda Guerra Mondiale e poi era tornato a fare teatro. E recitava col suo nome, Issur Danielovitch, o al massimo col suo primo pseudonimo Isadore Demsky. Ma a Broadway quel nome non piaceva, era troppo complicato, così lo aveva cambiato con Kirk – protagonista di un fumetto – e Douglas, il cognome della sua insegnante di dizione: un nome d’arte d’effetto, che ben si accordava con il suo fascino e le sue capacità. Nel ’46 aveva debuttato al cinema con “Lo strano amore di Marta Ivers”, ma poi aveva cambiato orizzonti, buttandosi su ruoli più complessi e tosti, su ruoli anche moralmente ambigui: insomma, su “cattivi” sarcastici e approfittatori, che però sotto sotto nascondevano motivazioni condivisibili. I classici cattivi che non si possono odiare. Il successo vero era arrivato nel 1951 con “L’asso nella manica” di Billy Wilder, film dove Kirk Douglas interpreta un giornalista senza scrupoli e riesce a fare uno dei gesti più iconici della storia del cinema, cioè accendere un fiammifero facendo scattare una macchina da scrivere. Tre anni dopo aveva fondato la sua casa di produzione, la Bryna Productions (dal nome della madre), e...

Candele fai da te: come si fa?...

Le candele fai da te sono semplici da realizzare, belle da vedere e anche utili: oltre a rappresentare un passatempo divertente e non troppo stressante o complesso, possono diventare anche un’ottima idea regalo, oltre che un accessorio d’arredo low cost. Realizzarle in casa è davvero molto semplice e richiede un numero piuttosto basso di “ingredienti”. Vediamoli! Candele fai da te: al centro c’è la cera Come è facile immaginare, le perfette candele fai da te si realizzano con una cera altrettanto perfetta! Sul mercato esistono diverse varianti: c’è chi usa solo la Paraffina, un derivato del petrolio disponibile in scaglie o cubetti trasparenti che rendono la candela particolarmente resistente, chi mixa questo ingrediente con la Stearina, che permetterebbe allo stoppino di continuare a bruciare, e chi – invece – opta per una soluzione 100% naturale, scegliendo la cera d’api. Quest’ultima regala al prodotto finale un colore ambrato e un profumo immediatamente riconoscibile, ma è anche… un po’ più cara! Ecco perché spesso chi ama il fai da te preferisce mescolare questi tre ingredienti, arrivando con l’esperienza alle percentuali ideali per le diverse preferenze ed esigenze. Oltre alla cera, servono poi uno stoppino (in vendita se ne trovano di già tagliati e rivestiti, ma è sempre possibile crearli da zero con il cotone da uncinetto), uno stampo (bucato da entrambi i lati – quindi rimovibile – oppure permanente e decorativo, come una base in vetro o un barattolo), un pentolino dal bordo alto, pastiglie colorate (o pastelli cera) per il colore, essenze e oli per il profumo, un termometro e una pasta sigillante per fermare lo stoppino alla base, come del pongo. Per quanto riguarda gli stampi, è importante che siano termoresistenti: per questo tantissimi usano gli stampini da dolci, perfetti perché caratterizzati anche da...

Scrub labbra fai da te: alcune ricette!...

Lo scrub labbra fai da te è un alleato preziosissimo nel periodo invernale: che sia realizzato con uno, due, tre o più ingredienti naturali e facili da trovare, si tratta solitamente di un prodotto comodo, semplice da conservare e trasportare e davvero utile, capace di proteggere efficacemente una delle zone più sensibili del nostro corpo. Stop a pellicine, graffi e secchezza dovuta alle basse temperature (ma anche allo stress o all’idratazione non sufficiente): ecco alcune ricette perfette per tutti! 1 – Zucchero di canna. Ebbene sì, il primo scrub labbra fai da te si può realizzare… solo con lo zucchero di canna! Basta prenderne una quantità piccola (1 cucchiaino, per esempio) e passarlo con lenti movimenti circolari sulla bocca, avendo cura di non fare troppa pressione. Questo zucchero un po’ più grossolano rispetto al semolato ci aiuterà a rimuovere delicatamente le pellicine, preparando la pelle a un secondo step idratante (per esempio, l’uso di uno stick apposito). 2 – Miele. 1 cucchiaino di miele + 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio + alcune gocce di olio di oliva = uno scrub delicato e idratante, da lasciare in posa 3/5 minuti prima del risciacquo. 3 – Zucchero e miele. 1 cucchiaino di miele + 1 cucchiaino di zucchero di canna + 1 goccia (o più) di olio essenziale di vaniglia per uno scrub eccezionale! In base alle preferenze e alle esigenze, è possibile sostituire lo zucchero di canna con la sua versione bianca e la vaniglia con un olio di nostro gusto. 4 – Mandorle dolci. 1 cucchiaino di zucchero di canna (anche in questo caso è possibile preferire lo zucchero semolato fine) + 1 cucchiaio di olio di mandorle dolci, profumatissimo e idratante! 5 – Cocco. 1 cucchiaino di zucchero di canna + 1...

Anni 2010: cos’è successo nell’ultimo decennio?...

Un altro decennio sta per finire e – è il caso di dirlo – gli Anni 2010 sono stati davvero ricchi di momenti storici. Dalla musica al cinema, passando per la politica, la scienza e le evoluzioni della società, i dieci anni appena passati ci hanno proposto sfide e trasformazioni, senza risparmiare qualche momento drammatico. Vediamo, allora, cosa ci è successo e prepariamoci a un futuro che si preannuncia frenetico! MUSICA Partiamo da un ambito “semplice”, capace di unire e coinvolgere, di stupire e innovare! 1 – Nel novembre del 2010, i Beatles approdano su iTunes, risolvendo le tensioni degli anni passati, “arrendendosi” al progresso e facendo un bel regalo a tutti i fan, grandi e piccini! 2 – Spotify debutta negli USA nel luglio del 2011, cambiando per sempre il modo di ascoltare la musica: oggi ha circa 248 milioni di utenti. 3 – Aprile 2012. L’ologramma di Tupac infiamma il Coachella, alimentando il sogno di rivedere sul palco alcuni fra i più grandi artisti mai esistiti. Nonostante tutto, pochissimi tour di questo tipo sono davvero partiti (il buon gusto, forse, ha vinto!) 4 – “Gangnam Style” di Psy invade il mondo. È l’inverno del 2012. Il brano mette sotto ai riflettori il panorama musicale coreano e diffonde la “horse dance”… epocale! 5 – Passano pochi mesi e alla prima canzone pop si affianca la novelty song “Harlem Shake” (febbraio 2013), subito protagonista di una serie di video meme che approdano anche fra le celebrità. 6 – Sempre nel 2013 Beyoncé rompe qualsiasi regola e pubblica Lemonade senza annunciarlo: 14 canzoni e 17 video per un visual album che insegna agli altri artisti come sfruttare l’elemento sorpresa per creare ancora più clamore. 7 – Nel settembre 2014 gli U2 fanno arrabbiare un po’...

Arredamento B&B: tre punti da non dimenticare Nov28

Arredamento B&B: tre punti da non dimenticare...

L’arredamento B&B deve essere curato nei minimi dettagli per poter assicurare a tutti i visitatori comodità e funzionalità: chi soggiorna in una struttura ricettiva di questo tipo deve potersi considerare quasi a casa, sentirsi a suo agio, ritrovare in ogni angolo gli accessori più utili. Nonostante l’ampia quantità di elementi che possono essere inseriti in camere e spazi comuni, gli elementi essenziali e fondamentali sono sostanzialmente tre: vediamoli! GLI ACCESSORI Ogni oggetto deve avere un suo significato e deve accordarsi con l’arredo circostante: dal comodino alla sedia, passando per mensole, quadri e appendi abiti… nulla va lasciato al caso! Per questo motivo, meglio evitare l’aggiunta ossessiva di accessori inutili, limitandosi a posizionare oggetti che possono davvero fare la differenza, curandone design e impatto visivo. I visitatori saranno sicuramente e piacevolmente sorpresi dall’attenzione riservata a ogni particolare. IL COLORE Collegato al primo elemento, c’è il secondo. Scegliere una palette di tonalità in accordo fra loro è fondamentale per creare un ambiente accogliente: selezionare la scala perfetta per la nostra struttura può aiutarci a far sembrare ogni spazio più grande, realizzando una particolare atmosfera. In alternativa, è possibile anche scegliere colori a contrasto, ma sempre tenendo conto dell’effetto finale: l’obiettivo è evitare il “pugno in un occhio”, aggiungendo un tocco personale, mai esagerato. LA LUCE Una cattiva illuminazione può rovinare tutto lo sforzo fatto per arredare interni ed esterni: una buona progettazione, invece, valorizza anche la stanza più piccola, impreziosendola! Led, profili, lampadari, abatjour: ogni soluzione cambia la nostra percezione di un ambiente, dando valore estetico con un risvolto funzionale importantissimo. Meglio progettare tutto fin dall’inizio, considerando anche questo elemento spesso dimenticato! L’arredamento di un B&B può creare qualche perplessità e può – in caso di inesperienza – trarre in inganno: meglio contattare dei professionisti, in...