La Cartella Clinica Elettronica: un avanzamento nella gestione dei dati sanitari...

Nell’era digitale in cui viviamo, l’evoluzione della tecnologia ha avuto un impatto significativo in molti settori, incluso quello della sanità. Una delle innovazioni più rilevanti è rappresentata dalla Cartella Clinica Elettronica (o CCE), che ha rivoluzionato la gestione dei dati sanitari. Cos’è? La Cartella Clinica Elettronica è un sistema di archiviazione digitale delle informazioni mediche di un paziente. Sostituisce i tradizionali registri cartacei e consente ai professionisti sanitari di accedere rapidamente alle informazioni necessarie per fornire cure di qualità.Contiene una vasta gamma di dati, come la storia clinica del paziente, gli esami diagnostici, i trattamenti precedenti, le prescrizioni e molto altro ancora: grazie a questa soluzione, i dati possono essere facilmente condivisi tra i membri del team medico, migliorando la comunicazione e la collaborazione. Un vantaggio fondamentale di questo tipo di strumento è la sua capacità di migliorare l’efficienza e la sicurezza delle cure mediche.I medici possono accedere istantaneamente ai dati dei pazienti, consentendo di prendere decisioni più informate e tempestive. Inoltre, la cartella clinica elettronica riduce il rischio di errori di trascrizione e illeggibilità dei documenti, migliorando la precisione delle informazioni cliniche: può anche avvisare i medici di interazioni farmacologiche potenzialmente pericolose o avvisi di allergie, fornendo un supporto aggiuntivo nella gestione dei pazienti! Inoltre, promuove una migliore coordinazione tra i vari fornitori di assistenza sanitaria.Grazie alla condivisione elettronica dei dati, i professionisti possono collaborare in modo più efficace, evitando la duplicazione delle procedure e garantendo una visione completa delle cure fornite al paziente. Questa possibilità risulta particolarmente importante in situazioni di emergenza o quando il paziente richiede cure da più specialisti o strutture sanitarie. Le possibili difficoltà L’implementazione della cartella clinica elettronica non è priva di sfide: una delle principali questioni riguarda la privacy e la sicurezza dei dati.È essenziale garantire che...

Unobravo: come funziona il sostegno psicologico a distanza? Ott23

Unobravo: come funziona il sostegno psicologico a distanza?...

Negli ultimi mesi, vi sarà capitato di vedere diversi spot dedicati a una piattaforma nuovissima: Unobravo. Nelle brevi pubblicità televisive, una ragazza in evidente stato di stress cerca di raccontare le peripezie della sua vita a un’amica che, pur con tutta la buona volontà, non riesce proprio a starle dietro. Il messaggio è chiaro: a volte abbiamo bisogno di parlare con “uno bravo”, che possa aiutarci a capire le origini del nostro malessere e possa indirizzarci verso un reale percorso di miglioramento. Perché gli amici possono sicuramente ascoltare, ma non hanno spesso l’oggettività e l’esperienza necessarie per dare consigli DAVVERO giusti. I recenti periodi di lockdown dovuti al Covid hanno sicuramente evidenziato due tendenze: Il bisogno di confrontarsi, di parlare, di sentirsi compresi Il bisogno di ricevere aiuto anche… a distanza! Perché non sempre è possibile sganciarsi dalle modalità in remoto: anzi, molto spesso un contatto online può essere più rapido e puntuale, più comodo e meno costoso per tutti Unobravo si propone di fare tutte queste cose. Si tratta, infatti, di un vero e proprio servizio di psicologia online, che mette in contatto diretto l’utente che sente di aver bisogno di supporto e il terapeuta più adatto alle sue esigenze. Il funzionamento è molto semplice: si accede al sito e si compila in pochi passaggi un questionario ideato per comprendere al meglio le necessità dell’utente. Al termine delle domande, la piattaforma segnala il terapeuta selezionato e propone un primo colloquio gratuito e senza impegno. Se il primo incontro dà buoni risultati, è possibile procedere con altre sedute, sempre online, al costo di 45 euro per appuntamento (55 euro se si sceglie di optare per sedute di coppia). Il dove e il quando viene stabilito direttamente dall’utente, in accordo col professionista che ha conosciuto:...

Bellezza Low Cost: i migliori prodotti beauty da supermercato...

Negli ultimi anni, il mondo del Beauty è cresciuto in modo incredibile, arricchendosi di nuovi brand, nuovi prodotti, formule innovative e prezzi per ogni tasca: oggi, alcuni marchi “High End” sono costosi e irraggiungibili ai più, mentre altri “Low Cost” si sono affermati anche grazie a prezzi decisamente più accessibili. In fondo, è sempre vero che a prezzo superiore non corrisponde necessariamente qualità superiore: talvolta è possibile ottenere ottimi risultati e rimanere pienamente soddisfatti anche contenendo al massimo le spese. Sono un esempio i così detti “prodotti da supermercato”, che spesso nascondono vere e proprie gemme da integrare per una Beauty Routine semplice, efficace e gentile sul portafoglio. Vediamo quali articoli non dobbiamo proprio lasciarci scappare: La linea alla Vitamina C di Garnier Ultimissimo lancio del brand, comprende una maschera in tessuto, un’acqua micellare che promette di struccare,detergere e illuminare, un siero anti macchie e un siero in crema, dalla consistenza più corposa. Questa linea è perfetta per le pelli spente e con qualche piccola macchiolina da schiarire: è ipoallargenica, profumatissima e anche bellissima, grazie al packaging giallo che fa subito pensare all’estate! I detergenti solidi di Nivea Questa linea comprende quattro saponi solidi, formulati per rispondere a diverse esigenze: c’è la versione rinfrescante, quella struccante, quella illuminante e quella nera con carbone attivo, perfetta per una pulizia profonda. Il prodotto nella versione solida è compatto e comodo, oltre ad essere green: da provare! La Linea Vivi Verde di Coop Un insieme di prodotti Bio che comprende prodotti per ogni tipo di pelle, dalla sensibile alla grassa: caratterizzati da ottimi ingredienti e da un packaging minimale e comodo, hanno prezzi ridotti, che permettono di sperimentare e abbinare le consistenze per una routine completa. Acqua alle Rose Un brand iconico, che resiste alle trasformazioni del...

I sollevatori per anziani per riacquistare l’autonomia Mag15

I sollevatori per anziani per riacquistare l’autonomia...

Alcune persone con disabilità motorie possono aver bisogno di macchinari che aiutino loro a vivere in modo dignitoso, e che possano essere d’ausilio al personale di sostegno nelle cliniche, nonché ai badanti nelle abitazioni private. Una macchina adeguata allo scopo dei sollevatori per anziani; in commercio ne esistono di moltissimi tipi, dai sollevatori verticalizzatori a quelli a bandiera. Ogni macchinario ha le sue specifiche caratteristiche ed ha destinazioni differenti che tengono conto del tipo di inabilità, del peso del paziente e delle posizioni che si devono assumere. Queste macchine aiutano i pazienti a riacquistare parzialmente l’autonomia perduta ed in alcuni casi possono donare ai pazienti una maggiore intimità. Sollevatore per anziani senza imbracatura Una delle macchine più semplici è il sollevatore senza imbracatura, che permette il trasferimento di persone anziane e/o disabili da una posizione seduta ad un’altra posizione seduta. La macchina provvede elettricamente al totale controllo del sollevamento ed alla chiusura e apertura delle gambe. Il modello in questione facilita il trasporto del paziente specialmente in bagno, e non necessita di imbracature; la persona viene sollevata da sotto le ascelle in tutta sicurezza. Sollevapersone elettrico Questo modello è spesso usato sia in ambito ospedaliero che familiare, e consente il trasferimento dei pazienti disabili o anziani da un luogo ad un altro; il suo funzionamento è garantito da un motore elettrico che movimenta un braccio, che a sua volta provvede a sollevare il paziente, con lo stesso principio di una gru; la macchina è provvista di ruote che possono essere frenate per facilitare le operazioni di sollevamento. Verticalizzatore per disabili ed anziani I pazienti che hanno limitate capacità motorie possono contare sui moderni verticalizzatori; la loro caratteristica consiste nel movimentare le persone disabili da una posizione eretta in tutta sicurezza, potendo contare su sistemi...

Intolleranza alimentare, un fenomeno in costante aumento: da cosa dipende?...

Negli ultimi tempi in Italia stiamo assistendo alla diffusione sempre più massiccia dell’intolleranza alimentare, che colpisce indistintamente persone di ogni sesso ed età. La farmacia Pelizzo, struttura specializzata negli esami del sangue a Udine e test sulle intolleranze, per fare luce su questo fenomeno ha riportato le parole del dottor Matteo Gannatasio, medico ed agronomo che collabora con il Sevizio di Allergologia dell’Istituto dermatologico San Gallicano. Il dottore è intervenuto al convegno tenuto da EcorNaturasì, il cui il tema era “Sempre più allergici e intolleranti agli alimenti. Perché?”. Obiettivo del convegno era quello di dare risposte concrete alle domande sempre più crescenti relative all’intolleranza ed all’allergia alimentare. Una statistica ufficiale sull’aumento dell’intolleranza alimentare non c’è, ma si stima comunque che oltre il 50% delle persone ritengono di soffrire di questo particolare disturbo. In base a recenti studi si calcola che l’allergia alimentare è aumentata quasi del 7% nei bambini fino a 3 anni, e del 4% nelle persone adulte. Rispetto ad una trentina di anni fa la situazione è precipitata drasticamente, e si stima che l’attuale 20% dell’allergia al polline possa arriva al 50% nel giro di pochi anni. Campanello d’allarme anche per l’intolleranza al latte e dei suoi derivati, che in Italia si attesta al 40%, mentre nel resto d’Europa non supera neanche il 10%. Relativamente al glutine, anche se i dati non sono del tutto certi, c’è l’1% di celiaci non confermati e l’1% di celiaci confermati. Tuttavia il fastidio relativo al glutine è diverso dalla celiachia, in quanto si può tranquillamente guarire. Secondo il dottor Gannatasio le cause dell’intolleranza alimentare sono parecchie, ma uno dei fattori più delicati è la gravidanza. In questo periodo infatti il sistema immunitario risulta piuttosto alterato, e le eventuali intolleranze alimentari possono essere trasmesse al feto con più facilità. Ad aggravare la situazione ci sono i pesticidi, utilizzati nella coltura di frutta e verdura, la...

Allergie autunnali e primaverili: come combatterle con i rimedi naturali...

Le allergie non hanno più una stagione predefinita, per colpa del cambiamento climatico e dello smog, accompagnato da agenti chimici disciolti nell’aria. Anche chi non ne ha mai sofferto, ora si ritrova a dover combattere con questo fastidio che provoca tosse e starnuti, occhi rossi e gola che pizzica. Per chi non vuole ricorrere sempre ai medicinali, ci sono dei rimedi naturali ed omeopatici che potrebbero fare al caso vostro. La circolazione dei pollini non è più legata solamente alla primavera, ma a causa del riscaldamento globale certe piante hanno perso il senso del tempo e non svolgono più il loro ciclo di vita e fioritura in maniera adeguata. Non solo: piogge e vento portano pollini e sostanze anche lontane e lo sviluppo di alcune muffe vanno ad accumularsi a ciò che di fastidioso gira nell’aria. Prevenire e combattere le allergie con alcuni rimedi naturali risulta essere possibile, grazie a degli studi effettuati e a delle nuove composizioni omeopatiche, testate direttamente sui soggetti sofferenti della patologia, durante tutto l’anno. Come curare l’allergia Per prevenire l’insorgenza dell’allergia, gli specialisti consigliano l’assunzione di Polline planetaria 30 CH che aiuta a fare da scudo a quelle che sono le sostanze che provocano l’allergia sia durante la primavera, che durante l’autunno. Se i sintomi sono presenti e fastidiosi, gli stessi specialisti consigliano di alleviarli con i medicinali omeopaici che sono composti da Nux vomica 9 CH e Histaminum 9 CH: 5 granuli per ognuno di essi ogni due ore, soprattutto durante l’attacco allergico più forte, per poi andare a diminuire man mano che la stessa patologia diminuisce. I granuli con Allium sono invece specifici per chi ha una rinite acuta. Anche questi sono da assumere in gruppo di 5 ogni due ore, per poi diminuire man mano nel...

La stagionalità della frutta nell’alimentazione...

Ormai siamo abituati ad entrare in un qualsiasi supermercato e trovare ogni tipo di frutta e verdura. Negli ultimi decenni infatti, grazie a nuove tecnologie alimentari e al miglioramento del trasporto delle merci in tutto il mondo, non ci stupiamo di trovare senza troppa difficoltà qualsiasi cosa desideriamo, fragole e lamponi in pieno inverno e frutti tropicali in qualsiasi momento dell’anno e da ogni parte del mondo. Queste infinite possibilità, se da una parte riescono ad accontentare ogni nostro desiderio, hanno anche evidenti ripercussioni sul sapore dei cibi, sulla nostra salute e su quella dell’ambiente. Scopriamo come mai è così importante consumare frutta e verdura di stagione sia per noi sia per l’ambiente in cui viviamo. Innanzitutto il nostro organismo, con il cambiare delle stagioni, e quindi delle condizioni ambientali, sviluppa esigenze e bisogni diversi ed è proprio la natura a venirci in aiuto e a fornirci ciò che ci occorre! Ogni stagione naturalmente ci fornisce gli alimenti più adatti a quello specifico periodo dell’anno, ad esempio, le arance ricche di vitamina C ci proteggono da influenze e raffreddori durante l’inverno, albicocche e pesche, invece, ricche di beta-carotene, riparano la nostra pelle dai primi soli oppure le angurie sono perfette per combattere la disidratazione estiva. La frutta e la verdura di stagione è generalmente più buona, più saporita e profumata proprio perché raccolta nel suo naturale periodo di maturazione. Quando si permette alla natura di fare il proprio corso si ottengono anche prodotti con maggiori nutrienti, come antiossidanti, vitamina C e carotene. Rispettando quelli che sono i tempi della natura inoltre, si riesce anche a mettere un freno all’uso di antimicrobici e pesticidi, altrimenti necessari per ottenere un raccolto rigoglioso. Inoltre, quando pretendiamo di mangiare un pomodoro (o qualsiasi altro frutto estivo) in pieno febbraio, questo...

Alitosi, combatterla con rimedi naturali...

Un problema che colpisce diverse persone e che può essere davvero fastidioso, sia per chi ne soffre che per chi sta loro accanto, è l’alitosi. Questa può avere diverse origini, da quelle più banali fino a quelle più serie, e in tali casi costringe un soggetto a sottoporsi ad una visita presso un qualche studio dentistico Roma est o di qualsiasi altra zona o località per cercare di porvi rimedio. In casi rari, invece, può essere indizio di un malessere che colpisce altre parti del corpo. Per alitosi s’intende il cattivo odore emesso dalla bocca al momento della respirazione e che può causare disagio ed imbarazzo nei contatti sociali di coloro che ne soffrono. Le cause possono andare dalla semplice errata igiene orale fino alla presenza di denti cariati o piorrea o, ancora, da problemi digestivi fino a disfunzioni renali o diabete, più raramente. Una soluzione temporanea, nell’attesa di individuare quella definitiva, è fornita da diversi rimedi naturali, che possono combattere l’alito cattivo. Alitosi e collutori naturali Tra i rimedi più antichi vi è quello di preparare dei collutori che possano non solo eliminare il cattivo odore, ma anche rinfrescare e pulire il cavo orale. Per realizzarli si utilizzano generalmente diversi oli essenziali. Il bergamotto riesce ad unire un’azione disinfettante ad una piacevole sensazione rinfrescante per la bocca. Basta mettere cinque gocce di bergamotto in una tazza d’acqua tiepida ed effettuare degli sciacqui, almeno due volte al giorno. Pure la salvia, presente in numerose paste dentifrice, può fornire un ottimo rimedio per diverse problematiche, tra cui anche l’alitosi. Si possono far cadere cinque gocce di olio essenziale di questa pianta in un bicchiere d’acqua e fare degli sciacqui con tale preparato, da ripetere anche più volte al giorno. Medesimi effetti si riesce ad ottenere...

QUANDO L’AMIANTO NON SI PUO’ RIMUOVERE...

L’amianto è un minerale appartenente al gruppo dei silicati, costituito da fibre sottilissime, molto utilizzato fino agli anni ‘90 per la costruzione di tetti e tettoie, rivestimenti di tubature e moltissimi altri prodotti. Grazie al suo basso costo e alla sua versatilità, è stato impiegato un po’ ovunque finché studi sulla salute non hanno svelato la sua pericolosità. Le fibre sottili del minerale danneggiato, infatti, possono essere facilmente inalate per anni depositandosi negli alveoli polmonari e causando così tumori della pleura. Dal 1992 l’amianto, anche detto Eternit, dal nome dell’azienda che lo produceva, è stato completamente bandito. Molti edifici che hanno più di 25 anni possono presentare rivestimenti con questo materiale, pertanto è necessario rimuoverlo e smaltirlo nel rispetto delle normative vigenti. Le procedure consistono nel contattare una azienda specializzata in smaltimento e bonifica amianto che, previo sopralluogo, stabilirà gli interventi da fare e informerà l’asl competente. Una volta rimosso l’Eternit, la ditta lo consegnerà impacchettato e sigillato in modo che possa essere consegnato a una discarica certificata che lo seppellirà in seguito in luoghi autorizzati. I costi fissi di questo intervento riguardano le pratiche dell’asl e il trasporto dei rifiuti, ma gli importi totali sono dati dalla quantità e dalla difficoltà di svolgimento del lavoro. Nel caso in cui l’amianto non possa essere rimosso, come può avvenire per esempio per una colonna portante, si parla di bonifica. La bonifica amianto è una procedura che non rimuove il materiale ma lo riveste con appositi prodotti ricoprenti. Esistono due tecniche principali di bonifica: la prima è il confinamento, ovvero la delimitazione dell’area da trattare qualora si tratti di una zona frequentata (per esempio l’interno di un edificio) con una barriera a tenuta,  la seconda  è l’incapsulamento, ovvero il rivestimento della parte da bonificare. La bonifica...

#Knowyourlemons: a sostegno della prevenzione Gen17

#Knowyourlemons: a sostegno della prevenzione...

Parlare di tumore può far paura. Questa malattia colpisce grandi e piccini, uomini e donne, con conseguenze anche drammatiche: comprendere perché si preferisca evitare l’argomento è davvero molto facile. Però, parlare di tumore può salvare la vita. Come? Sostenendo l’importanza della prevenzione. Questo è l’obiettivo della bellissima campagna #Knowyourlemons, promossa dalla Worldwide Breast Cancer,  organizzazione per la lotta contro il tumore al seno fondata da Corrine Ellsworth Beaumont e Katherine Crawford-Gray. Le infografiche legate a questa campagna sono davvero molto semplici: utilizzando la similitudine fra limoni e seno, vengono mostrati i 12 segni che possono far insospettire ogni donna. Questi comprendono la comparsa di fluidi, rossori, bruciori, cambiamenti nella forma, vene improvvisamente in evidenza, masse sottopelle e gonfiori visibili in superficie. Nessun segnale, se intercettato, deve far immediatamente pensare al peggio, ma conoscere il proprio corpo e rendersi conto di un cambiamento può fare la differenza: a quel punto, basterà rivolgersi al medico, trovando conforto per un falso allarme oppure iniziando l’iter di controllo. Le infografiche spiegano anche questo, identificando tutti i passaggi che vanno dall’autoesame del proprio corpo fino alle mammografie e alle eventuali biopsie. La convinzione del team di #Knowyourlemons è che, se conosci tutti i possibili campanelli di allarme, sai a chi rivolgerti e sei già preparata alla strada che potresti dover percorrere, anche solo per scoprire che non si trattava di nulla di preoccupante, avrai maggiore consapevolezza e potrai gestire ogni situazione con determinazione e senza paura. La prevenzione è vita: una massa può comparire ed essere identificata molto prima che diventi visibile a occhio nudo. Mammografie periodiche possono tranquillizzarci e darci, di volta in volta, l’idea precisa di come il nostro corpo sta cambiando. #Knowyourlemons cerca di far passare con semplicità un messaggio importantissimo: conoscere il proprio corpo ed...

Tricopigmentazione effetto rasato: un’alternativa al trapianto di capelli. Nov23

Tricopigmentazione effetto rasato: un’alternativa al trapianto di capelli....

La Tricopigmentazione effetto rasato rappresenta l’alternativa non chirurgica al trapianto di capelli. Si tratta di un procedimento estetico volto a ricostruire l’effetto dei capelli rasati su aree del cuoio capelluto ormai diradate. Consiste nell’introduzione di pigmenti specifici nel derma tramite l’ausilio di macchinari dotati di aghi appositamente studiati. Il principio guida è simile a quello del tatuaggio, tuttavia le due tecniche differiscono per strumentazione e protocollo. In particolare, nella tricopigmentazione il tecnico specializzato lavora nel derma superficiale, mentre il tatuatore nel derma profondo. L’ago ha caratteristiche tali da permettere un inserimento costante e misurato di colore. Lo stesso pigmento da tricopigmentazione ha peculiarità che lo differenziano da quello da tatuaggio: il pigmento da tricopigmentazione è bio-riassorbibile e temporaneo. Il periodo di assorbimento varia a seconda di alcune caratteristiche individuali: la velocità del sistema immunitario nell’assorbire le particelle di pigmento, caratteristiche della pelle quali produzione eccessiva di sebo, abitudini del cliente, sono da annoverare tra gli elementi che portano a una variazione della durata del trattamento. In linea generale, l’assorbimento ottico avviene entro 18-24 mesi dall’esecuzione della seduta. Una volta scomparso il pigmento, il cliente potrà quindi decidere di interrompere il trattamento o di modificarne alcuni aspetti, quali ad esempio la forma o l’altezza della linea frontale. Come già indicato, la tecnica può essere utilizzata come alternativa al trapianto di capelli qualora quest’ultimo non sia possibile a causa di un’area donante insufficiente. Nei casi di alopecia androgenetica (calvizie) o dopo la rimozione di una protesi (parrucchino), tramite l’esecuzione di un trattamento con effetto rasato, il tecnico potrà ricostruire la zona calva ricreando un effetto di un capello molto corto: non vi sono limiti alla quantità dei puntini che il tecnico può eseguire. La tricopigmentazione è una tecnica innovativa ed è importantissimo affidarsi ad un professionista...