Abbey Road compie 47 anni! Set26

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Abbey Road compie 47 anni!

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Abbey Road è il disco dei Beatles più venduto di sempre: un vero e proprio long seller, uscito il 26 settembre 1969 e confermatosi, da allora, come una vera e propria pietra miliare del rock.
La sua storia è, in realtà, piuttosto travagliata: l’album è, infatti, l’ultimo registrato in studio dal gruppo, che si sarebbe sciolto di lì a poco ed è succeduto solo da Let It Be (maggio 1970), una raccolta di pezzi registrati molto prima.

Tutto inizia con il famosissimo Rooftop Concert del 30 gennaio 1969: i Beatles salgono sul tetto degli studi di registrazione, portano gli amplificatori e suonano poche canzoni, gli ultimi pezzi live della loro carriera in quanto band. Una volta terminato quel mini evento – non privo di difficoltà – l’unione del gruppo comincia definitivamente a vacillare. Ogni membro è, infatti, ormai impegnato in progetti solisti e sembra davvero impossibile riuscire a completare un lavoro tutti insieme.
Solo la determinazione di Paul McCartney fa sopravvivere l’idea di un ultimo album, le cui registrazioni partono praticamente subito, per concludersi con mille ritardi ad agosto: quello che sembra un disastro annunciato, un disco destinato a suonare male, scoordinato e disordinato, si rivela, invece, come un vero capolavoro, fatto di armonie e di piccoli elementi che rimarranno, imitati da altri, nel rock degli anni ’70 e oltre.
Nonostante i quattro non registrassero mai insieme, nonostante i dubbi sui brani, nonostante i contrasti sull’ordine della scaletta, nonostante l’ossessione per alcuni pezzi vocali, Abbey Road superò ogni aspettativa.

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Il disco è caratterizzato da due lati molto diversi, che rispecchiano, non casualmente, anche le personalità di Lennon e McCartney: il lato A è, infatti, classico, suddiviso in brani (l’iconica Come Together, la bellissima Something, Maxwell’s Silver Hammer, Oh!Darling, il secondo lavoro di Ringo Starr Octopus’s Garden e I Want You, She’s So Heavy), mentre il lato B, dopo i primi due pezzi Here Comes the Sun e Because, presenta un innovativo medley, The Long One, che contiene, senza interruzioni, You Never Give Me Your Money, Sun King, Mean Mr Mustard, Polythene Pam, She came in through the bathroom window, Golden Slumbers, Carry that Weight e The End.
Il medley, un’idea di McCartney, suscitò da subito interesse, insieme alla ghost track Her Majesty, alla maturità e all’evoluzione di Ringo Starr e George Harrison, all’uso del Moog e ai temi ripresi costantemente nel corso del disco.

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L’album, chiamato provvisoriamente Everest, dalla marca di sigarette fumate dal tecnico del suono, divenne Abbey Road per “colpa” di una battuta di Ringo Starr e venne completato da una copertina ideata e realizzata in poco più di 10 minuti: i quattro chiamarono, infatti, il fotografo Iain McMillan e si fecero ritrarre – da una scala a pioli, mentre un poliziotto teneva fermo il traffico – mentre uscivano dagli studi, attraversando la strada (proprio Abbey Road).
I Beatles non potevano certo sapere che quella foto così semplice, scattata quasi controvoglia e scelta in un gruppo di sei immagini molto simili fra loro, sarebbe diventata una vera e propria icona, la foto a cui tutti pensano quando si parla dei quattro di Liverpool. Tanto importante da alimentare persino la leggenda sulla morte di Paul McCartney: la targa dell’auto (rubata innumerevoli volte da quel giorno in avanti), i vestiti indossati dai quattro, Paul – mancino –che fuma tenendo la sigaretta nella destra, il camioncino della polizia là in fondo…

Abbey Road uscì il 26 settembre 1969: quel giorno, i Beatles cessarono di esistere.