Studenti fuori sede: 5 consigli utili per risparmiare mar09

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Studenti fuori sede: 5 consigli utili per risparmiare

Ci sono passati in molti e non è propriamente un’operazione da poco: quando si è studenti fuori sede è proprio vero che si comprende il vero valore dei soldi. È per questo che nella vita di ogni universitario che si rispetti arriva il momento di prendere una decisione fondamentale, più che mai necessaria alla propria sopravvivenza: risparmiare.
Quella che vi presentiamo è quindi una miniguida con 5 consigli indispensabili per poter tener da parte un po’ di soldini nel conto di fine mese.

  1. Tenere un registro delle uscite.
    Sembrerà banale ma la prima operazione da fare per non spendere troppi soldi consiste nel contarli. Aggiornare un accurato registro di ingressi e uscite monetarie consentirà infatti di stabilire le priorità mensili, intaccabili, e di non eccedere con tutte le altre spese secondarie e accessorie. Sembra un’operazione complessa, da veri economisti ed è probabile che alla fine i risparmi non siano sembrati incredibili ma alla fine, si sa, anche Zio Paperone cominciò mettendo da parte 1 cent.
  2. L’università è un’utile amica.
    Se è vero che dall’università derivano le preoccupazioni maggiori legate a esami, appelli, ricevimenti, progetti e quintali di manuali da studiare a memoria va anche detto, però, che in un’ottica monetaria può essere un’utile alleata. Per far sì che ciò avvenga, tuttavia, è bene cercare di essere costantemente aggiornati su quelle che sono le riduzioni sulle rette, le scadenze delle borse di studio, le possibili borse di collaborazioni proprie di ogni dipartimento nonché tutte quelle altre operazioni che avvicinano il mondo accademico al portafogli dello studente. E poi, dato certamente non da meno, l’università è la vera fucina della vita di uno studente fuori sede; da qui cominceranno amicizie, amori e conoscenze che permetteranno, con lo scambio di libri, materiali didattici, ritrovi a casa di qualcuno e quant’altro, piccoli risparmi che non si percepiscono ma che vanno assolutamente presi in considerazione.
  3. Imparare a fare la spesa.
    Quando si decide di andare a studiare lontani da casa si devono affrontare molte vicissitudini. Una delle più imponenti, al principio, è sicuramente quella di capire come si fa la spesa. Sono infatti terminati i tempi in cui si seguivano i propri genitori al supermercato interrogandosi perché compravano un prodotto invece che un altro per risparmiare pochissimi centesimi: ora, quando all’uscita dalle casse lo studente si vedrà allungato l’implacabile scontrino, comprenderà appieno la ragione delle lunghe riflessioni dei propri genitori davanti agli scaffali o sfogliando i volantini di tutti i super di zona in mano.
  4. Risparmiare sulle bollette.
    Molto frequentemente lo studente fuori sede ha l’onere di doversi accollare volture, subentri o allacciamenti delle utenze di casa. Per quanto queste responsabilità possano spaventare va detto che, invece, presentano un lato assolutamente positivo: quello di potersi autogestire e, quindi, risparmiare. Esistono infatti vari comparatori che permettono, ad oggi, di poter stimare i consumi e quindi risparmiare sulle bollette comparando tutti i fornitori presenti sul mercato. Utilizzarli è il miglior modo per diventare un consumatore attento e un buon risparmiatore. E poi, sì, non esagerare con i consumi – soprattutto quando non si è in casa – è un ulteriore ottimo fattore.
  5. Il pacco da giù.

Si sa, è estremamente romantico ma è un evergreen che non morirà mai: il classico pacco da giù, pieno di leccornie accuramente selezionate e spedite dalla famiglia, è un must intramontabile e rappresenta uno dei migliori amici di ogni studente fuori sede che si rispetta. E, cosa non da poco, aiuta a lenire la nostalgia dei cibi della propria terra, aiutando a spendere di meno al supermercato.