Razzie Awards 2017: la lista dei peggiori film dello scorso anno!...

I Razzie Awards nascono nel 1981 per volontà di John J. B. Wilson, pubblicitario statunitense: chiamati in realtà, Golden Raspberry Awards, cioè Lamponi Dorati, vengono chiamati Razzie per la somiglianza col verbo inglese “to razz”, cioè “prendere in giro”. Le statuette, lamponi appoggiati a nastri Super8 del valore complessivo di 4.97 dollari, vengono assegnati a Los Angeles, il giorno prima dei più famosi ed attesi fratelli maggiori Academy Awards, ai film peggiori dell’anno passato: si premiano, se così si può dire, tantissime categorie, includendo non solo i film, la regia e la sceneggiatura, ma anche le singole interpretazioni degli attori coinvolti. Piccola differenza dagli Oscar: la stessa persona può essere nominata per più titoli! Nella storia dei Razzie Awards, alcuni nomi hanno davvero ottenuto un incredibile successo: Sandra Bullock, per esempio, è l’unica ad aver ricevuto nello stesso anno sia Razzie che Oscar (2010), Sylvester Stallone ha ottenuto ben 10 premi (su ben 31 nomination), compreso il titolo di “Peggior attore del XX secolo” – statuetta che, al femminile, è andata a Madonna – mentre Adam Sandler, nello stesso anno, ha ottenuto i premi come Peggior Attore e Peggior Attrice, per il film Jack e Jill (ad oggi l’unico film ad aver vinto in tutte le categorie). Le nomination ai Razzie Awards 2017 sono, come sempre, divertenti e spietate: il più nominato è Batman V Superman, ma non mancano candidature per Suicide Squad, Collateral Beauty (il cui cast è stato quasi interamente preso in considerazione), Indipendence Day e Zoolander 2. Ecco tutte le candidature: PEGGIOR PREQUEL, REMAKE O SEQUEL Alice Through the Looking Glass Batman v Superman: Dawn of Justice Blair Witch The Divergent Series: Allegiant Fifty Shades of Black (rip-off of Fifty Shades of Grey) Independence Day: Resurgence The Legend of Tarzan London Has...

Film controversi: le pellicole che hanno creato scandalo...

La storia del cinema è costellata da esempi di film controversi, in grado di creare scandali e generare reazioni contrastanti: non solo pellicole dichiaratamente politiche o legate ad avvenimenti storici, ma anche – e soprattutto – commedie e horror, considerati irriverenti, violenti o addirittura sacrileghi. Quali sono le pellicole che hanno incontrato maggiori problemi in fase di pubblicazione e distribuzione? – L’ultima tentazione di Cristo: il film del 1988 di Martin Scorsese vede come protagonista un incredibile Willem Dafoe, chiamato ad interpretare un Gesù imperfetto, pieno di dubbi, colto ad immaginare la propria vita “normale”, senza il peso del legame con Dio e del suo ruolo fra gli uomini. Come è facile immaginare, la pellicola, che già in fase di realizzazione aveva creato più di un problema, venne vietata in diversi stati, fra cui Filippine e Cile. In altri paesi, Francia compresa, suscitò reazioni anche violente. – La Casa: il film horror di Sam Raimi del 1981 venne immediatamente accusato di violenza inutile e gratuita (compresa una scena di stupro ai danni di una delle protagoniste). Come è facile immaginare, l’argomento – possessioni demoniache – non ha facilitato il compito di chi aveva realizzato la pellicola: nonostante questo, il film ha ottenuto un ottimo successo, dando vita ad una trilogia e a diverse citazioni parodistiche. – La Passione di Cristo: il film di Mel Gibson del 2004 scatenò controversie legate a praticamente ogni elemento, dalle lingue scelte (aramaico e latino con sottotitoli durante tutto il corso del film) ai toni ritenuti antisemiti, fino alla violenza realistica e davvero dolorosa da guardare. In particolare, la rappresentazione della flagellazione di Cristo, con sangue e dettagli estremamente accurati, provocò vere e proprie rivolte, oltre che malori al cinema. – Psyco: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non...

I film di Natale degli ultimi anni da vedere assolutamente! Dic13

I film di Natale degli ultimi anni da vedere assolutamente!...

Dopo i film vintage e le pellicole anni ’80 e ’90, è finalmente giunto il momento dei film di Natale degli ultimi anni da vedere assolutamente! Prenderemo in considerazione gli ultimi 16 anni, con titoli decisamente dedicati al tema “festività” ed altri che, invece, conservano solo la giusta atmosfera. 1 – Il Grinch (2000): il film, diretto da Ron Howard, vede un’incredibile prova di Jim Carrey, impegnato in una credibilissima versione del Grinch, cioè del simpaticissimo – ma cattivissimo, almeno con le sue battute al vetriolo – “mostro” verde che odia il Natale e i vicini abitanti di Chinonsò. Naturalmente, come tutte le fiabe di Natale, anche questa storia ha un lieto fine, che dimostrerà il vero significato di questa festa così importante e, soprattutto, dell’amore. 2 – Polar Express (2004): diretto da Robert Zemeckis e tratto dall’omonimo libro illustrato di Chris Van Allsburg, il film è stato girato con la tecnica del “motion capture”, cioè dell’animazione digitalizzata in 3D realizzata partendo dalle interpretazioni di attori reali, fra cui Tom Hanks. La pellicola è dedicata ad un viaggio alla ricerca di Babbo Natale, che porterà grandi e piccoli in luoghi da sogno! 3 – A Christmas Carol (2009): un altro film di Zemeckis realizzato con la “performance capture”, anche questa versione del Canto di Natale di Dickens conserva le emozioni e le atmosfere dell’originale, in un lungo esame della natura umana. Il Natale, come sempre, avrà il potere di rendere il protagonista migliore. 4 – Elf (2003): la commedia di Jon Favreau che ha per protagonista Will Ferrell è forse una delle migliori commedie natalizie di sempre, colma di momenti imbarazzanti e teneri, sempre affrontati con tanta ironia. Cosa fareste se foste cresciuti nel Villaggio di Babbo Natale e doveste affrontare per la prima...

I film di natale anni ’80 e ’90! Dic06

I film di natale anni ’80 e ’90!...

Dopo aver parlato dei film di Natale vintage da non perdere assolutamente, è giunto finalmente il momento per i film di Natale anni ’80 e ’90, cioè in pratica quelle pellicole che è facile vedere in tv ogni anno, fin dal mese di novembre: come per l’articolo precedente, anche in questo caso verranno inclusi lungometraggi dichiaratamente natalizi ed altri che non parlano di festività, ma che, per atmosfera e tematiche, in qualche modo si adattano al periodo. 1 – Il Canto di Natale di Topolino (1983): diretto da Burny Mattinson, la pellicola Disney si basa sul romanzo “Canto di Natale”, che Dickens pubblicò nel 1843. Come per l’originale, anche questo film di animazione ripercorre in circa mezz’ora le avventure di Scrooge/Paperone, visitato dall’amico defunto Marley/Pippo e da tre spiriti per recuperare la propria umanità e comprendere il significato del Natale. Partecipano praticamente tutti i più importanti personaggi Disney, compresi Topolino, Minnie, Paperino, Paperina, Qui, Quo e Qua, Cip e Ciop, Lady Cocca, Nonna Papera e i coniglietti: il risultato è una fiaba tenera e divertente, che fa davvero ripensare alle radici profonde di questa festività. 2 – Una Poltrona per Due (1984): il film di John Landis è diventato un cult nel tempo, in modo quasi inaspettato. Oggi, se per caso alla Vigilia di Natale il film non viene trasmesso, il pubblico puntualmente si lamenta: ormai è una vera e propria tradizione! Inizialmente pensato per la coppia comica Gene Wilder – Richard Pryor, venne poi passato al duo Eddie Murphy – Dan Aykroyd, che riuscì a dare vita ad una commedia divertente e irriverente, che sfrutta il Natale come ambientazione perfetta per una storia di sconfitta e vittoria! 3 – I Gremlins (1984): diretto da Joe Dante e scritto da Chris Columbus, il film...

I film di Natale vintage da rivedere assolutamente! Nov29

I film di Natale vintage da rivedere assolutamente!...

Dopo aver parlato delle tradizioni natalizie più famose, per rafforzare ancor di più la sensazione che le feste siano alle porte, ecco la lista dei film di Natale vintage da rivedere assolutamente! Si tratta di pellicole degli anni ’40, ’50, ’60 e ’70, così belle da diventare cult: abbiamo riunito sia film che parlano esplicitamente di questa festività, sia film che in apparenza non c’entrano nulla, ma che conservano la magia tipica di questo periodo dell’anno. Ecco chi abbiamo scelto! – Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (1971): questa meravigliosa pellicola, diretta da Mel Stuart e basata sul romanzo di Roald Dahl, vede una delle più iconiche interpretazioni di Gene Wilder, vero e proprio genio della comicità e non solo. La storia è semplice, il lieto fine assicurato: dopo tante scene un po’ improbabili e coloratissime, Charlie Bucket, bimbo povero di denaro ma ricco di buoni sentimenti, riesce a sfruttare l’occasione della vita, riscattando i tanti anni di difficoltà passati da lui, dalla madre e dai simpaticissimi nonni. A dimostrazione che l’essere sinceri e semplici ripaga sempre! – Il miracolo della 34ª strada (1947): la pellicola diretta da George Seaton – ripresa per un dolcissimo remake nel 1994 – ha ottenuto ben tre statuette agli Oscar del ’48, compreso un riconoscimento per Edmund Gwenn, che nel film interpreta Kris Kringle. La storia inizia con un Babbo Natale ubriaco ed una sostituzione a sorpresa, corredata da false accuse e spionaggio aziendale… insomma, anche questa pellicola è ricca di buoni propositi e sentimenti e non tradisce chi vuole un lieto fine! – Pomi d’ottone e manici di scopa (1971): il film, un misto di animazione e live action davvero impressionante, è diretto da Robert Stevenson e vede la partecipazione di Angela Lansbury (proprio la signora...

Da Bruce Lee all’Oscar: Jackie Chan...

Jackie Chan, nome d’arte di Chan Kong-Sang, è il famosissimo attore, regista, cantante, produttore, artista marziale, comico, sceneggiatore, imprenditore, stuntman e doppiatore cinese che è stato in grado, in oltre 200 film, di reinventare completamente un genere, unendo non solo uno stile di combattimento divertente ed originale, ma anche la mimica tipica del cinema muto americano. I film di Jackie Chan, dal primo all’ultimo, presentano una “violenza pulita” perché mai eccessiva, mai disturbante, ma sempre caratterizzata da un pizzico di ironia e di auto ironia: le coreografie degli scontri sono curate nel minimo dettaglio, come veri e propri balletti, sono veloci e sempre armoniose. Jackie Chan non uccide i suoi nemici con rabbia, ma li fa cadere a terra come sacchi di patate, magari facendo una faccia buffa: perfino le scene più incredibili suscitano emozioni positive. Ma da dove ha iniziato Jackie Chan? Chén Long, questo il nome con cui è conosciuto in Cina, frequenta l’Opera di Pechino dall’età di 7 anni all’età di 17, allenandosi molto duramente (i maestri non si prendono la responsabilità dell’eventuale morte dell’allievo) nelle arti marziali, nel ballo e nel canto, diventando una delle “Sette piccole fortune”, cioè dei migliori studenti. Sembra che la strada lo porti verso una carriera da stuntman o da attore classico, ma Chan ha in mente qualcos’altro. Fin dagli anni ’70, comincia a lavorare ai film d’azione dei fratelli Shaw, prima come controfigura, poi come attore: ben presto, decide di passare dietro alla macchina da presa. Il suo primo vero successo, nel 1978, è Snake in the Eagle’s Shadow, seguito poi dal cult Drunken Master: da regista, il primo titolo 100% made in Jackie Chan è Police Story. Diventa famosissimo in Cina, iniziando a creare pellicole con uno stile completamente nuovo, commedie d’azione programmate...

CinemaSins: nessun film è senza peccato Nov10

CinemaSins: nessun film è senza peccato...

Nato nel 2014 per opera di due appassionati di cinema, Jeremy Scott e Chris Atkinson, il canale Youtube CinemaSins contiene tutto ciò che un amante di film potrebbe volere: critiche intelligenti e divertenti, che non risparmiano nemmeno i grandi capolavori! La maggioranza dei video editati dai due si intitola, infatti, “Everything wrong with…” : si tratta di montaggi di pochi minuti (da 4 a 20, più o meno), durante i quali il narratore – generalmente Scott – conta tutti i peccati, cioè tutti i difetti dei film presi in considerazione. Si va dalla scrittura banale e le scene ripetitive (i due sono particolarmente critici nei confronti del genere horror, che ha fatto di alcuni cliché la sua spina dorsale), alla cattiva recitazione e alla regia disattenta, passando per buchi nella trama, errori logici, scene fisicamente impossibili, effetti visivi mal realizzati e deus ex machina capaci di sconvolgere la storia in modo più o meno credibile: il tutto è realizzato con tantissima ironia, senza dimenticare anche qualche appunto completamente fuori contesto (la critica “in questa scena, la protagonista non è la mia fidanzata” comprare piuttosto spesso!). I peccati vengono segnalati in un counter che, per alcune pellicole prese particolarmente di mira (Scott e Atkinson sembrano non apprezzare i lavori di Bay e di Snyder, per esempio), arriva a segnalare numeri anche altissimi! Contemporaneamente, però, i due sottolineano anche i meriti della pellicola, spesso portando indietro il counter: per “The Hateful Eight” di Tarantino, per esempio, la sola colonna sonora di Morricone ha portato ad uno sconto di ben 5 peccati. Scene originali, buona recitazione, scelte registiche emozionanti, colonne sonore particolarmente curate fanno riguadagnare un po’ di terreno ai film, ma, come sottolineano dagli stessi creatori di CinemaSins, nessun film è senza peccato! Ecco perché nel...

Come celebrare Halloween? Tornando al classico!...

Halloween si sta avvicinando a grandi passi: c’è chi si prepara scegliendo un costume, chi si informa sui dolci tipici o le ricette a tema e chi, invece, sta organizzando un party, cercando di trovare il perfetto film horror. Che ne dite di tornare al classico? Diverse pellicole degli anni ’30, ’40 e ’50 sono ricordate ancora oggi come vere e proprie icone, capaci di creare un nuovo linguaggio, una mitologia, consacrando per sempre i personaggi principali ed alcuni degli interpreti. Qualche esempio? Dracula (1931): il film di Tod Browning e Karl Freund, adattamento di un’opera teatrale del ’27 a sua volta basata sul romanzo del 1897 di Bram Stoker, è ricordato come uno dei migliori lungometraggi dedicati al tema “vampiri” e come rampa di lancio di due dei suoi protagonisti, Bela Lugosi e Edward Van Sloan. Una curiosità: la pellicola viene spesso citata non solo per l’incredibile abilità di Lugosi, affascinante e spaventoso, ma anche per la totale assenza della colonna sonora che, in origine, era limitata solo ai titoli di testa (venne scelto Il Lago dei Cigni) Frankenstein (1931): un altro film basato su un’opera teatrale a sua volta nata dal riadattamento dell’omonimo romanzo di Mary Shelley, la pellicola di James Whale viene citata come pietra miliare del genere. Alcuni elementi – lo scienziato pazzo, l’aiutante gobbo, il fulmine come mezzo per riportare in vita i cadaveri ed il make up del mito Jack Pierce utilizzato per il Mostro (zip e chiodi compresi) – sono entrati per sempre nella tradizione del cinema dell’orrore, citati e rivisti in centinaia di pellicole. Il film ottenne all’epoca un successo inaspettato, portando fama immediata anche all’interprete Boris Karloff. La mummia (1932): la pellicola di Karl Freund si basava sulla recente riapertura della tomba di Tutankhamon (1922)...

Bela Lugosi: il divo del cinema horror che non è mai morto...

La storia di Bela Lugosi, una delle vere star del cinema horror, è interessante quanto oscura, segnata da guerre, dipendenze e scelte sbagliate. Bela Ferenc Dezso Blasko nasce a Lugoj nel 1882 e dalla sua città natale decide di prendere il nome d’arte: Bela Lugosi è ancora un giovane attore quando viene arruolato come tenente di fanteria per combattere durante la Prima Guerra Mondiale. Al suo ritorno, si impegna per creare un sindacato e diventa membro attivo della sinistra del suo paese, ma nel 1919 scappa prima in Germania e poi negli Stati Uniti, dove può cominciare la sua lunghissima carriera cinematografica. Fin da subito viene, infatti, notato per l’eleganza, per lo sguardo ipnotico, per i modi garbati e per quell’accento europeo così strano: le sue caratteristiche e la bravura gli permettono di arrivare a Broadway, dove interpreta per la prima volta il personaggio di Dracula. Nel 1931, la Universal Pictures decide di scritturarlo e di affidargli la parte del Conte vampiro per il lungometraggio Dracula del regista Tod Browning: la pellicola ha un successo inaspettato e Lugosi diventa una star dal giorno alla notte. Il suo personaggio è aristocratico, garbato, misurato e gentile, ma, allo stesso tempo, è anche misterioso, spaventoso, oscuro: un mix che colpisce più di qualsiasi altra cosa, consacrandolo come vero mito del cinema horror. Lo stesso anno, a Lugosi viene proposto di interpretare il Mostro di Frankenstein nel film di James Whale, ma divergenze sul trucco portarono l’attore a ritirarsi dal progetto, lasciando la storica parte al rivale Boris Karloff: l’attore ungherese tornerà, poi, sui suoi passi negli anni successivi, interpretando Ygor ne “Il figlio di Frankenstein” (1939) e “Il terrore di Frankenstein” (1942) e riuscendo finalmente a diventare la Creatura nella pellicola “Frankenstein contro l’uomo lupo” (1943). Durante...

Le voci dei cartoni animati: chi si nasconde dietro ai nostri eroi?...

Da molti anni, chi realizza i film di animazione si avvale della collaborazione di grandi nomi per doppiare non solo i personaggi principali, ma anche le piccole comparse: che si tratti di un attore pluripremiato o di un personaggio appena esploso a livello internazionale, tantissime pellicole vantano la partecipazione di attori e attrici davvero sensazionali! Vediamo alcune delle voci dei cartoni animati più famose! Nel 1991, Angela Lansbury – la famosissima Signora in Giallo – collaborò con la Disney, dando la sua voce alla mitica Mrs. Bric, la teiera simpatica e dolcissima che accompagna la protagonista de La Bella e La Bestia. Un anno dopo, fu Robin Williams a sorprendere tutti con il suo Genio della Lampada, uno dei personaggi principali di Aladdin: l’interpretazione fu magnifica e, in italiano, l’onere della carica di doppiatore venne affidato a Gigi Proietti, che confermò ancora una volta il suo enorme talento! Il Re Leone, nel ’94, vide la partecipazione di Matthew Broderick, voce del Simba adulto che torna per vendicare il padre, James Earl Jones, Mufasa, Jeremy Irons, un fantastico Scar, Rowan Atkinson, con uno Zazù impertinente ed irresistibile, e Whoopi Goldberg, nei panni della divertentissima iena Shenzi. In Italiano, due di queste parti vennero affidate a Vittorio Gassman e Tullio Solenghi, che interpretarono con maestria rispettivamente Mufasa e Scar. Nel 1995, a rubare la scena fu l’innovativo Toy Story, che coinvolse, per le voci dei due protagonisti Woody e Buzz Lightyear, niente meno che Tom Hanks e Tim Allen: in italiano, le parti andarono a Fabrizio Frizzi e Massimo Dapporto. Tre anni dopo, A Bug’s Life – Megaminimondo vide la partecipazione di Julia Louis-Dreyfus nei panni della Principessa Atta, la giovanissima Hayden Panettiere (Dot), Bonnie Hunt (Rosie) e l’inquietante Kevin Spacey, nei panni del cattivo di...

31 ottobre 2016: un’altra lista dei migliori film horror da vedere ad Halloween! Ott03

31 ottobre 2016: un’altra lista dei migliori film horror da vedere ad Halloween!...

Nella sezione cinema di questo blog potete trovare tre articoli che raccolgono le migliori commedie, i migliori teen horror e le migliori pellicole horror da vedere nella notte fra il 31 ottobre ed il 1 novembre, per celebrare una festività che forse non ci appartiene, ma che è sempre capace di affascinare ed interessare anche noi! Quegli articoli, però, non potevano, per loro natura, essere esaustivi: ecco perché con l’avvicinarsi della fine del mese, è opportuno dedicarsi ad una nuova lista dei migliori film horror da vedere ad Halloween! In questo caso, verranno prese in considerazione pellicole storiche e cult, vere e proprie pietre miliari! 1 – NON APRITE QUELLA PORTA (The Texas Chain Saw Massacre): diretto da Tobe Hooper e distribuito a partire dal 1974, questo film viene ricordato per il crudo realismo delle sue immagini. Con un budget iniziale di soli 140mila dollari (a fronte di un incasso pari ad oltre 30 milioni di dollari solo negli Stati Uniti), la pellicola nacque, infatti, come “falso documentario” dedicato al tragico massacro di un gruppo di amici durante una gita pomeridiana a Newt, in Texas: Sally, Franklin, Jerry, Kirk e Pam incappano per loro sfortuna in una famiglia di sadici assassini, composta da nonno, padre e due figli, cioè l’autostoppista e Leatherface (in italiano Faccia di Cuoio). Leatherface, interpretato da Gunnar Hanses (che studiò attentamente diversi disturbi mentali per riuscire a rappresentare al meglio il suo personaggio), è – forse – uno dei personaggi horror più iconici e famosi di tutti i tempi, così come la casa e i suoi terribili arredi sono ancora oggi fonte di ispirazione per giovani registi: alcuni sostengono che lo scheletro usato in scena fosse vero e proveniente dall’India! Il film si distingue anche per un’altra curiosità: la protagonista...

Bud Spencer: addio a un eroe di grandi e piccini...

Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, è stato un vero e proprio mito italiano: campione nello sport, primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 stile libero, ha presto sfondato anche al cinema, lasciandoci piccoli grandi capolavori, che hanno accompagnato tante generazioni. La sua collaborazione con Terence Hill (Mario Girotti) ha dato vita a sketch memorabili e scene citate in continuazione: chi non ha mimato il famoso pugno dritto in testa di Bud Spencer qualche volta? Chi non ha almeno una volta cantato come il suo personaggio in “… altrimenti ci arrabbiamo!”? Per ricordare l’attore, il personaggio, ma soprattutto l’uomo, ecco alcune curiosità! – Nella classifica dei film italiani che hanno incassato di più nel periodo 1955 – 1999, sono presenti ben 11 pellicole con l’accoppiata Spencer/Hill, oppure con uno solo dei due. A posizionarsi più in alto, esattamente al quinto posto, c’è il mitico “…continuavano a chiamarlo Trinità”. – Bud Spencer e Terence Hill parteciparono al film “Annibale” nel 1959: tuttavia, i due si conobbero personalmente solo 8 anni dopo, sul set di “Dio perdona… io no!” – In “… altrimenti ci arrabbiamo!” la scena in cui Bud Spencer fa finire un razzo nel Luna Park provocando un blocco del sistema è successa davvero: l’incidente mandò tre tecnici all’ospedale! – In “Lo chiamavano Bulldozer” Bud Spencer canta e suona una canzone spagnola: nella versione spagnola del film, la scena venne curiosamente tagliata. – Bud Spencer era legato a Fellini da una profonda amicizia: nel 1969, l’attore rifiutò la parte di Trimalcione in “Satyricon”. – Il duo Spencer/Hill è sicuramente famoso per le scene esagerate: in “…continuavano a chiamarlo Trinità” il personaggio interpretato da Bud Spencer distrugge un confessionale, in “Porgi l’altra guancia”, svuota mezza zuccheriera nel thè, salvo poi giudicarlo amaro, mentre...

Star Wars Day: curiosità per celebrare un vero e proprio cult...

Oggi è il 4 maggio e, come ogni anno, si celebra lo Star Wars Day! La scelta di questa data deriva da un gioco di parole comprensibile solo in inglese: una delle citazioni più famose, se non la più famosa in assoluto, della saga è, infatti “Che la Forza sia con te“, che in lingua originale è “May the Force be with you“. Maggio in inglese diventa proprio May, mentre il numero quattro “Forth” (nelle date inglesi si utilizzano i numeri ordinali) assomiglia, nella pronuncia, proprio alla parola Force. Quindi, May the 4th be with you! In questa giornata, un po’ in tutto il mondo si organizzano eventi più o meno grandi, che vanno da conferenze, a marce, a incontri in costume: ognuno festeggia a suo modo questi veri e propri cult! Noi lo facciamo con qualche curiosità interessante, relativa proprio ai film! – Alec Guinnes, l’originale Obi-Wan Kenobi, non aveva un’opinione troppo alta dei film e li considerava “favole spazzatura”: questo non gli ha, comunque, impedito di accordarsi con la produzione per ottenere il 2% degli incassi lordi, per un totale di 95 milioni di  dollari! – Per l’Episodio IV – Una nuova speranza, Harrison Ford venne pagato solo 10mila dollari – Spielberg e Lucas, regista della saga, si conoscevano già molto bene all’epoca dell’uscita del primo film: a seguito di una scommessa vinta contro il secondo, il primo ottenne una piccola percentuale sulle pellicole. Una percentuale che divenne, poi, milionaria – Il suo particolare dei TIE Fighter venne ottenuto mixando il barrito di un elefante ed il rumore di un veicolo su una superficie bagnata – Per la scena del tritarifiuti, Mark Hamill, cioè Luke Skywalker, trattenne così tanto il fiato da provocare l’apertura di un vaso sanguigno. Per nascondere l’incidente, vennero...

Le citazioni di The Hateful Eight...

Che Tarantino sia un appassionato di cinema e che si diverta a citare i suoi film preferiti all’interno delle proprie pellicole non è una novità: il regista statunitense è solito dare molti consigli cinematografici, anche inusuali, ed è facilissimo trovare riferimenti particolari all’interno di praticamente tutte le sue opere. Non fa eccezione nemmeno l’ultimo nato, The Hateful Eight, che sembra essere una vera e propria miniera d’oro per chi ama scovare richiami fra pellicole, sia per quanto riguarda le tecniche di ripresa, che i dialoghi e le caratterizzazioni dei personaggi principali: l’utente di Vimeo Ollie Paxton si è impegnato a realizzare un bellissimo video, dove porta alla luce ogni citazione, rivelando uno stretto legame non solo con alcuni film del passato di Tarantino, ma anche con alcuni grandi nome della cinematografia mondiale. Qualche esempio? I titoli di testa sembrano richiamare direttamente pellicole come Il buono, il brutto, il cattivo ed I Magnifici Sette: la stessa cosa si può dire di tante inquadrature e del personaggio interpretato da Samuel L. Jackson, il Maggiore Marquis Warren, che tanto assomiglia al Sentenza del mitico Lee Van Cleef (lo stesso Warren cita e ricita un altro personaggio di Jackson, cioè lo Stephen di Django Unchained). Stesso discorso per il personaggio di Tim Roth, Oswaldo Mobray, che a tratti richiama il Mr. Orange de Le Iene, sempre interpretato da Roth e per il personaggio di Kurt Russell, John Ruth, che, invece, fa l’occhiolino ad un’altra pellicola interpretata anni fa da Russell, cioè La Cosa di John Carpenter. Altri  film citati più o meno evidentemente sono Lawrence d’Arabia, Ombre Rosse, L’ultima casa a sinistra, Il grande silenzio e Bastardi Senza Gloria. Insomma, anche per l’ultima impresa di Quentin Tarantino sembra assolutamente necessario fare attenzione anche al più piccolo particolare: The...

Oscar 2016: i migliori momenti!...

Gli Oscar 2016 si sono conclusi da pochissime ore, ma in tutto il mondo si parla di alcuni dei migliori momenti della cerimonia, caratterizzati da ironia (spesso amara), nostalgia, commozione e messaggi importanti. Vediamone qualcuno! – Leonardo DiCaprio e  Kate Winslet sul red carpet: una nuova reunion, un nuovo tuffo al cuore per i fan della coppia che ha fatto sognare milioni di spettatori con Titanic. Per le fotografia e la sfilata sul tappeto rosso, DiCaprio ha scelto la sua migliore amica e la sua principale supporter: i due, bellissimi, sono stati immortalati più volte nel corso della serata, sempre dolcissimi ed affettuosi! – L’ironia di Chris Rock: il comico/attore/presentatore aveva un compito davvero complesso, cioè affrontare la polemica nata mesi fa alla comunicazione delle nomination  che aveva coinvolto diversi attori di colore che, notato l’assenza pressoché totale di nominati afroamericani, aveva richiesto di boicottare la manifestazione. Chris Rock non ha solo parlato del problema, ma ha dedicato a questa tematica il suo monologo iniziale di oltre 10 minuti, utilizzando un’ironia particolarmente amara e pungente (in alcuni frangenti, gli attori inquadrati sono sembrati davvero in dubbio sulla corretta reazione da tenere dopo le battute del presentatore) e richiedendo la cosa più importante di tutte: pari opportunità. – Joe Biden e Lady Gaga: il Vicepresidente si è presentato sul palco per introdurre la magnifica ed emozionante performance della splendida Lady Gaga. “Till It Happens to You” parla di abusi sessuali e della necessità di cambiare cultura e punto di vista: non può e non deve mai essere colpa di chi subisce una violenza. Biden ha richiesto a tutti un cambiamento: “We must and we can change the culture!” – Ennio Morricone che parla italiano: una vittoria tanto attesa, una standing  ovation più che meritata, un...