Alitosi, combatterla con rimedi naturali...

Un problema che colpisce diverse persone e che può essere davvero fastidioso, sia per chi ne soffre che per chi sta loro accanto, è l’alitosi. Questa può avere diverse origini, da quelle più banali fino a quelle più serie, e in tali casi costringe un soggetto a sottoporsi ad una visita presso un qualche studio dentistico Roma est o di qualsiasi altra zona o località per cercare di porvi rimedio. In casi rari, invece, può essere indizio di un malessere che colpisce altre parti del corpo. Per alitosi s’intende il cattivo odore emesso dalla bocca al momento della respirazione e che può causare disagio ed imbarazzo nei contatti sociali di coloro che ne soffrono. Le cause possono andare dalla semplice errata igiene orale fino alla presenza di denti cariati o piorrea o, ancora, da problemi digestivi fino a disfunzioni renali o diabete, più raramente. Una soluzione temporanea, nell’attesa di individuare quella definitiva, è fornita da diversi rimedi naturali, che possono combattere l’alito cattivo. Alitosi e collutori naturali Tra i rimedi più antichi vi è quello di preparare dei collutori che possano non solo eliminare il cattivo odore, ma anche rinfrescare e pulire il cavo orale. Per realizzarli si utilizzano generalmente diversi oli essenziali. Il bergamotto riesce ad unire un’azione disinfettante ad una piacevole sensazione rinfrescante per la bocca. Basta mettere cinque gocce di bergamotto in una tazza d’acqua tiepida ed effettuare degli sciacqui, almeno due volte al giorno. Pure la salvia, presente in numerose paste dentifrice, può fornire un ottimo rimedio per diverse problematiche, tra cui anche l’alitosi. Si possono far cadere cinque gocce di olio essenziale di questa pianta in un bicchiere d’acqua e fare degli sciacqui con tale preparato, da ripetere anche più volte al giorno. Medesimi effetti si riesce ad ottenere...

Rifiuti particolari, ecco dove buttarli...

La raccolta differenziata è ormai una realtà e un’abitudine consolidata nel nostro Paese, dalle grandi metropoli fino ai piccoli borghi, anche grazie al supporto di aziende municipalizzate o società private impegnate nella raccolta e gestione rifiuti Roma o di qualsiasi altra località, come ad esempio può essere Nova Ecologica nella Capitale. Una sinergia tra Comuni, aziende e cittadini che quindi sta facendo superare l’annoso problema italiano dei rifiuti e del loro smaltimento. Durante la raccolta differenziata, è capitato a tutti, nonostante guide o brochures specifiche, di avere dei dubbi riguardo al contenitore dove vanno buttate alcune tipologie di rifiuti. Magari di quelli che non si producono spesso o particolari, anche per il materiale di cui sono fatti. Cerchiamo di individuare questo genere di particolarità che possono far sorgere dubbi, indicando la loro eventuale collocazione, evitando così errori nella loro raccolta. Dai peli di animali ai blister Per coloro che posseggono degli amici a quattro zampe i peli possono essere davvero un problema, anche per quanto riguarda il loro smaltimento. Tuttavia, questi, così come i capelli che troviamo sul cuscino o nel lavandino, vanno buttati generalmente nel contenitore dell’umido, in quanto biodegradabili. Comunque, vi sono anche dei Comuni che indicano di metterli in quello dell’indifferenziata. Perciò, si consiglia di verificare le istruzioni di ciascuna amministrazione locale. Le persone, poi, tendono spesso ad utilizzare confezioni che racchiudono pillole o medicinali, chiamati blister. Questi da un lato sono fatti in materiale plastico, dall’altro sono in alluminio. Di conseguenza, possono sorgere dubbi legittimi sulla loro destinazione finale, una volta vuoti. In effetti, essi vanno buttati nel contenitore della plastica. Se, però, i medicinali sono solo scaduti, ma ancora integri, vanno inseriti in appositi bidoni posti nei pressi delle farmacie. Dai contenitori di polistirolo a quelli di cartone per alimenti o...

Jonestown e fanatismo: la fine del Tempio del Popolo...

“Jonestown” è il nome con cui veniva generalmente chiamato il Progetto Agricolo del Tempio del Popolo, una comunità fondata da Jim Jones nella Guyana nordoccidentale. Quello del Tempio del Popolo era un movimento di volontariato che univa elementi religiosi a elementi politici di stampo socialista: fondato ufficialmente nel 1955 in Indiana, si era trasferito prima in California (nel 1965) e poi, con il crescere degli adepti e delle accuse di promiscuità e attività politica segreta, in Sudamerica. In realtà, almeno nella sua premessa, l’idea di Jones era un’idea positiva e innovativa, decisamente “avanti” per l’epoca: si trattava di una comunità unita, dove non c’era razzismo e dove, forse per la prima volta in quegli anni così difficili e controversi, si tentava una seria integrazione razziale, promuovendo la tolleranza e la fratellanza. Lo stesso Jones aveva adottato con la moglie bimbi di diverse origini ed etnie, creando una famiglia allargata davvero esemplare. Con l’andare del tempo, però, il progetto si era evoluto seguendo una strada imprevista, includendo toni apocalittici, metodi di lavaggio del cervello e mobilitazione permanente: ben presto, gli abitanti di Jonestown iniziarono a vedere il resto del mondo come il nemico e iniziarono a considerare la propria comunità con una sorta di paradiso terrestre. I livelli di fanatismo crebbero esponenzialmente in tempi brevissimi e lo stesso Jim Jones cominciò a raccogliere attorno a sé la sua nuova società: allontanarsi era impossibile, andarsene significava disertare, quindi tradire. Le famiglie di alcuni adepti chiesero aiuto al Congresso degli Stati Uniti che, dopo ripetute segnalazioni, decise di intervenire con una inchiesta ufficiale: fra il 17 e il 18 novembre del 1978, il deputato Leo Ryan si recò a Jonestown con una troupe di giornalisti NBC e cominciò a fare domande ai membri della comunità. Se dopo...

Pennywise: la creatura più spaventosa di Stephen King!...

Pennywise, il clown danzante, è uno dei pagliacci più famosi della storia del cinema e della letteratura: prima fra le pagine del romanzo di Stephen King, poi nell’interpretazione di Tim Curry sul piccolo schermo, ha saputo rappresentare la paura più assoluta, il puro terrore. Lo sguardo a tratti vitreo, le espressioni sprezzanti, il tragico contrasto fra la crudezza delle immagini e l’allegria della musica da circo che l’accompagna in ogni istante… un solo personaggio è stato in grado di tormentare i sonni di grandi e piccoli per anni, diventando una vera e propria icona. Ma Pennywise non è IT: è solo una delle sue tante manifestazioni. Perché? Perché IT rappresenta tutte le paure: si trasforma, cambia essenza, modifica il suo aspetto e si adatta di continuo. Un vampiro, un licantropo, dei fantasmi, persino una mummia… Quale immagine può racchiudere tutte le precedenti, conservando lo stesso tipo di inquietante terrore? King scelse il clown. In effetti, i pagliacci sono, da sempre, piuttosto controversi: complice il trucco esagerato, le smorfie e i numeri che prevedono – spesso – cadute rovinose, litigate e finta violenza, i clown non sono mai fra i preferiti dei bambini. Se poi si torna con la memoria ai circhi più antichi e ai “freaks” (donna barbuta, donna cannone, gemelle siamesi ecc…), è ancora più facile capire perché un certo tipo di spettacolo metta irrimediabilmente a disagio il pubblico, anche oggi. Ne sa qualcosa Tim Curry: chiamato a interpretare Pennywise per la miniserie tv del 1990, l’attore si trovò improvvisamente sommerso dal trucco, costretto a rimanere in costume per ore e ore. Certo, la quantità di make up venne progressivamente ridotta (la sua incredibile espressività bastava a avanzava per ottenere l’effetto desiderato), ma difficilmente il resto del cast trascorreva del tempo con lui:...

I parallelismi di Game of Thrones: i migliori rimandi nel corso delle stagioni...

Game of Thrones è, in questi giorni, alla ribalta: ha occupato praticamente tutti i social, le testate online, i siti, i canali televisivi… tutti ne parlano, tutti vogliono saperne di più, tutti hanno almeno una teoria. Persino chi non guarda la serie si sente coinvolto, in un gioco di meme e contro meme che dividono in due schieramenti chi è appassionato e chi non capisce cosa stia succedendo: è innegabile che questa serie abbia cambiato per sempre le carte in tavola, rivoluzionando la televisione. Una delle cose più apprezzate fin dall’inizio è stata sicuramente la capacità di creare legami, richiami, rimandi, ricollegando le stagioni fra loro, gli episodi, i personaggi, anche costruendo tantissimi momenti “lacrimuccia”. I parallelismi di Game of Thrones sono innumerevoli, ma ecco 10 fra i migliori! 1 – Mance Rayder e Jon Snow: due re, in due momenti diversi. Forti e rispettati, seguiti e aiutati, lasciati – però – soli ad affrontare altri personaggi dotati di potere: Mance Rayder affronta Jon quando è ancora alla Barriera, Jon incontra Daenerys per tentare di ottenere un’alleanza, necessaria per sconfiggere i White Walkers. I due hanno motivazioni diverse, ma sono accomunati dalla stessa caratteristica: l’orgoglio. Nessuno dei due vuole inginocchiarsi, nessuno dei due vuole tradire il proprio popolo, ma entrambi sono messi di fronte allo stesso dilemma: l’orgoglio vale la vita degli amici e delle persone che credono in loro? Il primo non ha ceduto, il secondo – forse – si. 2 – Ned Stark e Jon Snow contro Ditocorto: le mani al collo e una bella minaccia. Ditocorto sembra suscitare le stesse emozioni contrastanti negli uomini di casa Stark: Ned e Jon, in particolare, hanno utilizzato lo stesso identico metodo per cercare di mettere un freno al personaggio più viscido della serie tv!...

Eclissi solare: miti e leggende sul Sole Nero...

Una nuova meravigliosa eclissi solare ha attraversato i cieli americani nella giornata del 21 agosto 2017: nel giro di poche ore, tutti i principali social sono stati invasi da tantissime foto e video, oltre a meme e immagini simpatiche dedicate al passaggio della Luna davanti al Sole. Un passaggio che, come sempre, ha generato interessanti giochi di luce e ha proiettato strane ombre sulla Terra. Accolta con stupore e felicità, l’eclissi solare non ha sempre goduto di questo successo: per moltissimi anni, in tantissime culture, questo fenomeno così particolare ha scatenato ansia, paura e timore, alimentando la superstizione. Ancora oggi, diverse popolazioni guardano con sospetto a questa transizione, facendo affidamento su vecchie leggende e miti duri a morire. Vediamone qualcuno! Nella mitologià indù, l’eclissi solare sarebbe causata dal passaggio davanti al Sole della testa del demone Rahu, decapitato dalla divinità Vishnu. La stella verrebbe, quindi, momentaneamente inghiottita, per poi tornare a essere visibile dalla Terra, con grande sollievo degli uomini. Alcuni miti indiani, invece, sostengono che l’eclissi sarebbe dovuta alla presenza – nel cielo – di un drago: per aiutare il Sole e la Luna a combattere questo nemico, è necessario immergersi in un fiume fino alle ginocchia. E il cibo? Leggende indiane sostengono che le pietanze cucinate durante un’eclissi sarebbero velenose: per sicurezza, è meglio non mangiare nulla e gettare quanto è stato cucinato. Nella mitologia greca, l’eclissi solare è sempre interpretata come un segnale negativo. L’oscuramento del Sole era causato dall’ira delle divinità e preludeva a grandi disgrazie: lo stesso termine eclissi deriva dal greco “ekleipsis” che significa, appunto, “nascondersi”. In Africa, in particolare fra Benin e Togo, si ritiene che l’eclissi solare sarebbe causata da una lotta fra Sole e Luna. L’unico modo per fermare questo combattimento è intervenire dalla Terra...

10 curiosità sui film di Hollywood!...

Il mondo del cinema è ricco di grandi sorprese: attori che improvvisano, incidenti che diventano parte integrante del film, battute pronunciate a caso che poi diventano cult, pellicole a bassissimo costo che poi fanno il botto a livello commerciale e, al contrario, grandi produzioni che cadono nel nulla… nessuna produzione riesce a completare i lavori con il 100% di tranquillità! Ecco, quindi, 10 curiosità sui film di Hollywood! 1 – La maschera utilizzata nella saga horror di Halloween, quella – per capirci – indossata dall’assassino Michael Myers, non è una faccia bianca, ma una riproduzione del viso dell’attore William Shatner, cioè il Capitano Kirk di Star Trek! 2 – Le riprese del film Alien devono essere state davvero divertenti: basti pensare che, subito prima della famosa scena in cui l’alieno “uccide” il personaggio interpretato da John Hurt (quindi la primissima apparizione dell’antagonista principale della pellicola), nessuno aveva la più pallida idea di cosa stesse per accadere! Possiamo solo immaginare lo shock! 3 – Il ruolo di Jack Torrance, protagonista di Shining, doveva inizialmente andare a Robert De Niro. Il regista Stanley Kubrick, però, lo riteneva un po’ troppo psicopatico e troppo simile al suo personaggio di Taxi Driver, quindi spinse per passare la parte a Jack Nicholson. 4 – Il film horror “Scream” si sarebbe dovuto chiamare “Scary Movie”: anni dopo, il titolo andò alla serie di commedie demenziali che prendono di mira proprio i cliché del genere! 5 – In Jurassic Park, l’iconico verso del brontosauro venne creato mixando i versi di balene e asini! 6 – L’intero girato di 2011: Odissea nello Spazio è lungo 200 volte la durata complessiva del film uscito nelle sale. 7 – Dopo l’uscita di Top Gun, cult anni ’90 con un giovanissimo Tom Cruise, gli arruolamenti...

Esplorazione spaziale: verso l’ignoto...

Pianeti e stelle sono, da sempre, protagonisti di osservazioni, teorie, poesie, canzoni, opere d’arte: aztechi, cinesi, indiani, arabi, antichi greci… tutte le popolazioni, fin dagli arbori della civiltà, hanno passato notti col naso all’insù, cercando di capire la natura di ciò che ci circonda. L’astronomia moderna, però, non inizia fino all’invenzione del telescopio, nel ‘600: con quel “semplice” strumento, Galileo vede le macchie solari, le irregolarità della superficie lunare, i satelliti di Giove… intuisce che c’è molto più di quanto l’occhio, da solo, riesca a percepire. L’esplorazione spaziale si basa proprio su questa convinzione. I primi voli orbitali La conoscenza diretta dello spazio inizia nel ’57, con il lancio in orbita dello Sputnik 1 da parte dell’Unione Sovietica. Nello stesso anno, il programma spaziale russo prevede l’impiego di animali: cani (Laika rimane la più famosa), ma anche conigli, topi e mosche vengono lanciati e fatti rientrare, con la speranza di poter creare le condizioni ideali per l’invio di esseri umani. L’esplorazione umana inizia, in effetti, solo quattro anni dopo: – il 12 aprile del 1961, Jurj Gagarin è il primo cosmonauta ed entrare in orbita – il 16 giugno del 1963 lo segue la prima donna, Valentina Vladimirovna Tereskova – il 18 marzo del 1965, Aleksej Archipovic Leonov porta a termina la prima EVA, cioè la prima attività extraveicolare, uscendo dal suo Voschod 2. Sono gli Stati Uniti, però, a mettere a segno il colpo migliore: il 20 luglio del 1969, fra l’eccitazione e la tensione generale, Armstrong, Aldrin e Collins riescono nel primo allunaggio della storia umana, poggiando i piedi sulla superficie del nostro satellite. Dal ’69 al ’72, altri dieci astronauti seguirono le loro stesse orme! L’esplorazione spaziale del Sistema Solare La Luna non è l’unico oggetto d’interesse dei programmi spaziali internazionali:...

Il Demon Murder Trial: il processo ad Arne Johnson...

Il Demon Murder Trial è uno dei processi americani più famosi degli anni ’80, non tanto per la particolare efferatezza o per le generalità dei protagonisti, ma per l’originale linea di difesa scelta da uno degli avvocati nelle prime battute del processo: il reo confesso Arne Johnson, giovane ragazzo originario del Connecticut, aveva – sì – ucciso il suo padrone di casa, Alan Bono, ma lo aveva fatto perché posseduto da un demone. La storia Tutto inizia nel luglio del 1980: Arne sta aiutando la famiglia della sua fidanzata, Debbie, a traslocare. Tutti, anche David, il fratellino della ragazza, stanno dando una mano, pulendo le stanze e preparando gli spazi per l’arrivo di mobili e valigie. A un certo punto, però, David torna correndo dal piano di sopra, raccontando di aver visto un uomo anziano vestito di nero: l’uomo lo ha spintonato e gli ha detto di andare via, perché rimanere lì significa attirare sulla famiglia qualcosa di molto brutto. Nessuno sembra credergli. Forse il piccolo David sta patendo il trasferimento, forse è solo una fase della crescita… Arne e Debbie, però, sentono rumori strani provenire dal piano di sopra e, in effetti, non si sentono troppo tranquilli. Le cose peggiorano quando David torna a casa: il ragazzo si comporta in modo strano, digrigna i denti, si contorce, aggiunge dettagli alla sua storia, raccontando che l’uomo era un uomo, ma ogni tanto sembrava un animale, aveva le corna e parlava latino. La madre di David si spaventa, comincia a sentire strane vibrazioni anche a casa sua e contatta la vicina chiesa per un aiuto: l’esorcismo deciso dal prete, però, sembra peggiorare le cose. È a questo punto che i genitori di David decidono di chiamare Edward e Lorraine Warren, esperti di paranormale diventati famosissimi...

La Piccola Bastarda: che fine ha fatto la Porsche di James Dean?...

James Dean, morto a soli 24 anni nel 1955, è ancora oggi un’icona: di stile, sicuramente (anche grazie a lui, jeans e maglietta bianca spopolano indisturbati da oltre mezzo secolo), ma anche di “attitudine”. Con la sua faccia bellissima e squadrata, il suo sguardo a tratti trasognato, il suo indiscusso talento, le sue foto private che rivelano un animo profondo, le intense passioni per tutto ciò che è arte e la sua affascinantissima vena ribelle, è ancora oggi – per tanti – un modello da imitare, raggiungere, superare. Parte del suo essere ribelle si esprimeva anche con le auto: le sue preferite, le Porsche, lo accompagnarono per tantissimi anni e una di loro, la Piccola Bastarda, ne segnò anche la fine. Ma chi era la Piccola Bastarda? Era una meravigliosa Porsche 550 Spyder color argento, lunga, lunghissima, senza tettuccio: praticamente un missile, sia per linee che per velocità (220 Km/h con un passaggio da 0 a 100 in 10 secondi. Nel 1955…). Dean l’acquistò nel ’55, abbandonando la precedente 356 bianca: nemmeno il tempo di staccare l’assegno che l’auto finì a George Barris, famoso per aver progettato e prodotto alcune delle auto cinematografiche più famose di sempre (la macchina dei Flinstones, la Batmobile, il Generale Lee…). Barris gliela modificò, la rese ancora più aggressiva, perfetta per quelle gare su strada che la Warner Bros. aveva espressamente vietato a Dean, almeno durante le riprese. Dopo le modifiche, Barris gliela riconsegnò, manifestando un brutto presentimento: la Piccola Bastarda, soprannome scelto direttamente dall’attore, l’avrebbe fatto finire male. Il 30 settembre del ’55, la profezia si avverò. Mentre si trovava in auto, sulla sua Little Bastard, in compagnia di un amico, un’auto proveniente dalla direzione opposta non rispettò una precedenza, prendendoli in pieno: sulla Statale 46, in direzione...

The Black List: spazio agli scrittori...

The Black List è un progetto dal nome oscuro e un po’ inquietante, ma dai risultati incredibili: nasce nel 2005 per opera di Franklin Leonard, un executive della grande industria cinematografica hollywoodiana che decide di iniziare una ricerca fra gli addetti ai lavori, chiedendo ai suoi colleghi di votare tutte quelle sceneggiature che non ce l’avevano fatta a diventare film veri e propri. Pellicole di ogni genere, lasciate a metà per mancanza di un produttore o per l’assenza di un regista… script belli, bellissimi, ma purtroppo abbandonati: l’idea era quella di rimettere sotto i riflettori l’importanza di una buona storia, dando slancio al settore degli scrittori. Nel 2005 a votare erano meno di 100, oggi sono quasi 500: executive di piccoli studi e professionisti delle major che leggono le sceneggiature (di solito, del genere di loro competenza) e danno un voto che va da 1 a 10. The Black List raccoglie i risultati, li somma e restituisce una sorta di scaletta annuale, che indica i preferiti: delle oltre 1000 pellicole recensite e votate negli ultimi 12 anni, quasi un terzo è stato poi effettivamente prodotto. Oltre 300 pellicole in totale, capaci di raccogliere oltre 25 miliardi di dollari nel mondo e più di 260 nomination all’Oscar: ne hanno vinti 48, compresi Miglior Film e Miglior Sceneggiatura. I casi più eclatanti comprendono Il Discorso del Re, Argo, Il Caso Spotlight e The Imitation Game (il più votato di sempre), ma ogni anno questa particolare ricerca mette in luce titoli davvero incredibili. Qualche esempio? Nel 2005, in lista finirono Blood Diamond, Juno, Little Miss Sunshine, The Prestige, Nebraska e Zodiac (oltre ai vari X-Men e Fast and Furious); nel 2006, Quel treno per Yuma, In Bruges, Changeling, Frost/Nixon, Scott Pilgrim Vs. The World, Sette Anime; nel...

Anna Anderson: la donna che voleva essere la Granduchessa Anastasia...

La fine dei Romanov è stata raccontata, con diverse versioni, fin dal 1918: le testimonianze dei soldati coinvolti dicono che, nella notte fra il 16 e il 17 luglio di quell’anno, ben sette membri della famiglia imperiale – e almeno quattro persone di servizio – vennero assassinati a colpi di pistola, baionetta e calcio di fucile; la propaganda alimentò, invece, per anni la storia secondo la quale l’unico ad essere stato assassinato sarebbe stato lo Zar Nicola II, mentre moglie e figli sarebbero stati risparmiati. Il ritrovamento di alcuni corpi fra gli inizi degli anni ’90 e il 2007, ha confermato alla fine la storia dei militari: lo Zar Nicola II, la Zarina Aleksandra e i figli Aleksej, Ol’ga, Marija, Tat’jana e Anastasija sono stati uccisi, con determinazione e ferocia (l’episodio dei gioielli cuciti nei vestiti che deviano le pallottole e costringono gli assassini ad usare armi bianche è, ormai, notissimo). Sette dei venti membri della casata imperiale a venire eliminati nel giro di due anni: complessivamente, 1/3 dei membri adulti della dinastia. Due anni dopo, però, succede qualcosa: a Berlino, una donna polacca viene ritrovata in un fiume dopo un tentativo di suicidio. Confusa, non parla, non rivela il suo nome e viene internata in un ospedale psichiatrico, dove rimane lungo tempo in totale silenzio. Un giorno, su un giornale, vede una foto della famiglia imperiale e, cogliendo tutti alla sprovvista, afferma di essere la granduchessa Anastasia: la voce si diffonde alla velocità della luce… in fondo, tantissimi credevano che i figli dello Zar fossero ancora vivi! La dichiarazione arriva anche alle orecchie della Baronessa Buxhoevden, che – incuriosita – decide di andare a trovare la giovane: senza esitazione, la dama nega che la donna sia Tatiana. Ma la ragazza, troppo bassa, non...

Curiosità da viaggio e consigli per turisti!...

Si sa, viaggiare regala esperienze uniche: che si tratti di pochi giorni con uno zaino in spalla o di settimane spese fra le tappe di un percorso organizzato al secondo, scoprire posti nuovi e nuove culture ci trasforma totalmente. La figuraccia, però, è dietro l’angolo! Quante volte siete finiti in una città sconosciuta e vi è stato consigliato di evitare determinati comportamenti? Ecco, quindi, alcune curiosità da viaggio, utili per i turisti incalliti! “Piacere, mi chiamo…” Come ci si saluta negli altri paesi? La classica stretta di mano va bene proprio ovunque? A quanto pare no! –       In Nuova Zelanda, il saluto tradizionale Maori prevede di avvicinare il viso e far toccare il proprio naso e la fronte e il naso e la fronte del destinatario. Un gesto di rispetto, con il quale si condivide il “respiro vitale”, cioè l’anima. –       In Giappone, vige il famosissimo “rei”, cioè l’inchino. Non tutti sanno, però, che esistono tre tipi di inchino: l’eshaku, di 15°, è il più informale; il keirei, di 30°, è riservato a chi ci precede nella gerarchia (come il datore di lavoro); il saikeirei, di 45°, è riservato a personalità molto particolari (come l’imperatore) o ad una richiesta di scuse. –       Nelle Filippine c’è il Mano Po, diretto alle persone più anziane: dopo aver chiesto il permesso, di avvicina la fronte al dorso della mano del destinatario. –       In India si può venire accolti dal Namastè, accompagnato dalle mani congiunte e un leggero inchino. Significa: “Lo spirito che è in me riconosce lo spirito che è in te”. –       In Thailandia c’è il “Wai”, un saluto fatto a mani congiunte all’altezza del petto, del mento o della fronte. –       In Tibet si mostra brevemente la lingua per dimostrare di non essere l’incarnazione di...

Febbre da remake: film che si potrebbero evitare...

Da diversi anni a questa parte, al cinema è dilagata la febbre da remake: non una novità, se si considera che molti campioni d’incassi (Scarface, per dirne uno) derivano da opere precedenti, ma è innegabile che la cosa stia oggi sfuggendo un po’ di mano. Ok, qualche remake ha avuto successo – il genere horror, per esempio, ne ha ampiamente giovato – ma questo non significa dover dirottare tutte le produzioni verso questo ambito rischiosissimo: avete presente il remake di Psyco, no? Sembra quasi che remake (e reboot, e sequel, e prequel) siano diventati una mania: Ghostbusters al femminile – carino, ma evitabilissimo – l’ennesimo Assassinio sull’Orient Express (anche se il cast è da urlo e le prime foto ufficiali fanno ben sperare), Ocean’s Eleven, sempre al femminile, un nuovo Blade Runner, l’infinita saga di Star Wars, con svariati spin off in lavorazione… Ovvio, meglio non fare di tutta l’erba un fascio: alcuni progetti sembrano notevoli. Il trailer del nuovo IT, per esempio, è arrivato a bomba meno di un mese fa e ha convinto anche i più scettici. Però, c’è un però: possibile che non si trovino spazio e fondi per screenplay completamente originali? Possibile che ciclicamente si debba ritornare ai titoli di maggiore successo per giocare sul sicuro? Possibile che non esistano più pellicole intoccabili, da lasciare da sole nella loro perfezione? Possibile che un buon film (così come una buona serie tv) sia al 95% destinato a diventare il primo capitolo di una storia infinita, fatta di 2, 3, 4, reboot, spin off e prequel? Ecco, se questa lotta alla febbre da remake vi sembra esagerata, di seguito troverete un lunghissima lista di film attualmente presi in considerazione per un make over: forse, alla fine, sarete d’accordo anche voi! – Ace...

Marilyn Monroe: diva senza tempo...

Vorrei essere felice. Ma chi lo è? (Marilyn Monroe)  Di Marilyn Monroe si è detto tutto e il contrario di tutto. Nata l’1 giugno del 1926 (fra meno di un mese ricorrerà il suo 91° compleanno), Norma Jean Mortenson – o Baker, secondo il certificato di battesimo – ebbe un’infanzia difficile, costellata dall’assenza di una figura paterna, l’allontanamento dalla madre e l’affido a più di dieci diverse famiglie: si sposa la prima volta ancora giovanissima e cerca da subito di sfondare, prima come modella e poi come attrice. La fama arriva alla fine degli anni ’40, portandole un difficile carico di tristezza e incertezza: Norma Jean e Marilyn diventano due persone diverse, accomunate solo da una grande fragilità. La morte, forse un suicidio, arriva il 5 agosto del 1962 e la consegna alla storia: ancora oggi, a decenni dalla scomparsa, la Monroe è considerata un’icona senza paragoni. Ma siete sicuri di sapere tutto su di lei? Ecco alcune curiosità che la riguardano: forse, dopo la lettura, comincerete a vedere questa meravigliosa attrice sotto una luce diversa! – Radio Plane: questo è il nome della fabbrica in cui Norma Jean e il primo marito lavorano durante la seconda guerra mondiale. La futura stella di Hollywood piega i paracadute e dipinge le fusoliere: un giorno, però, arriva in azienda il fotografo David Conover, che, notata la sua incredibile bellezza, le chiede di scattare una foto e si fa dare anche la licenza per utilizzare l’immagine. La foto fa il giro degli Stati Uniti e Norma Jean viene eletta Miss Lanciafiamme: la strada del cinema si aprì inaspettatamente. – Marilyn Monroe: non è chiaro da dove sia saltato fuori il suo nome d’arte. C’è chi dice abbia preso spunto dal nome proprio della moglie di Arthur Miller,...